Cronaca | News

In America spuntano altri casi George Floyd

9 Giugno 2020
In America spuntano altri casi George Floyd

Si moltiplicano video con immagini forti, che mostrano atteggiamenti violenti dei poliziotti nei confronti di afroamericani.

La tragedia di George Floyd è tutt’altro che un caso isolato. In queste ore, altri episodi analoghi stanno infiammando il movimento di protesta contro i metodi violenti usati dalla polizia nei confronti, in particolare, di persone di colore. Uno di questi risale a ben prima del soffocamento dell’afroamericano, precisamente al 28 marzo, ma se ne viene a conoscenza solo adesso.

È accaduto a Austin, Texas: Javier Ambler, afroamericano come Floyd, più o meno suo coetaneo, viene inseguito dopo un suo rifiuto a fermarsi all’alt della polizia. Lui si ferma ed esce dall’auto, mani in alto e disarmato. Gli agenti lo bloccano: la modalità – impressionante, nelle immagini di un video che sta circolando in queste ore – è molto simile a quella usata per rendere Floyd inoffensivo. Il filmato mostra gli agenti che premono sul collo di Ambler, lui che grida di non riuscire a respirare. Morirà poco prima dell’arrivo dei soccorsi.

Un altro caso si è verificato, invece, nel New Jersey. A documentarlo sempre un video della durata di mezz’ora circa, che mostra un poliziotto, di nome Randall Wetzel, che, dopo aver fermato un altro 28enne afroamericano per eccesso di velocità, prima gli spruzza addosso spray urticante, poi gli spara dei colpi – sei per la precisione – durante una colluttazione. Era il 23 maggio, quarantott’ore prima del soffocamento di Floyd a opera di un agente della polizia di Minneapolis. Il ragazzo si chiamava Maurice Gordon, nato a Poughkeepsie, New York. L’agente è stato sospeso dal servizio.

Gli indici di gradimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intanto, precipitano e lui cerca di contrastare questa parabola discendente come può. L’inquilino della Casa Bianca, oggi, ha assicurato che “a grande richiesta, torneranno presto, forse la prossima settimana” i suoi comizi. E su Twitter rilancia anche l’articolo in cui si sottolinea che “considerate le recenti manifestazioni, sembra ragionevole che il presidente Trump riprenda i suoi rally” che potranno essere svolti all’aperto, incoraggiando l’uso delle mascherine.

I democratici, intanto, hanno annunciato alla Camera un pacchetto di riforme dopo aver osservato inginocchiati nell’Emancipation hall 8 minuti e 46 secondi di silenzio, stessa durata dell’agonia di Floyd. Propongono in primis la demilitarizzazione della polizia, limitando il trasferimento di armi militari ai suoi dipartimenti locali e statali. Ma chiedono anche il posizionamento di videocamere sul cruscotto delle auto e sul corpo degli agenti, il divieto della stretta al collo, come quella che ha ucciso Floyd, e le perquisizioni senza mandato in casi di droga. Vogliono, inoltre, la fine della profilatura razziale e un database nazionale sulla cattiva condotta dei poliziotti.



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