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Alunno picchia altro alunno

11 Giugno 2020
Alunno picchia altro alunno

Quando uno studente è vittima di percosse o lesioni da parte del compagno di classe, la scuola è responsabile?

Immagina che un giorno tuo figlio di 14 anni torni a casa con un occhio nero. Allarmata, gli chiedi subito cosa sia successo. Il tuo bambino però non ne vuole parlare. Dopo qualche ora, vieni a sapere che il responsabile di tale comportamento è un suo compagno di classe particolarmente violento. Ti rechi subito a scuola per parlare con gli insegnanti, i quali ti raccontano che i fatti si sono svolti durante l’ora di matematica. Ma in caso di un alunno che picchia un altro alunno, chi è responsabile? A chi va chiesto il risarcimento? Lo vediamo in questo articolo.

Alunno che picchia altro alunno: la scuola deve vigilare?

L’accoglimento della domanda di iscrizione e la conseguente ammissione dell’alunno a scuola, fa sorgere un obbligo di vigilanza sulla sicurezza ed incolumità degli alunni per tutto il tempo in cui gli stessi fruiscono della prestazione scolastica (gita compresa). Detto in altri termini, l‘istituto scolastico è tenuto ad adottare tutti gli accorgimenti necessari per evitare eventuali danni che gli alunni possano provocare – all’interno dell’edificio scolastico – sia a sé che agli altri. Facciamo subito un esempio.

Caia è in palestra durante l’ora di ginnastica. Durante l’assenza dell’insegnante, la studentessa decide di utilizzare la cavallina. Tuttavia, a causa della postura errata, Caia cade per terra e si frattura una gamba.

Ebbene, nell’esempio riportato è chiaro che se l’insegnante di educazione fisica non si fosse allontanata dalla palestra, lasciando la classe priva di controllo, Caia non avrebbe sicuramente utilizzato la cavallina e, di conseguenza, non avrebbe riportato una frattura alla gamba.

Attenzione: il dovere di vigilanza sussiste anche durante l’entrata e l’uscita dalla scuola fino quando gli alunni non vengono affidati ai loro genitori oppure a persone da questi incaricate.

Alunno che picchia altro alunno: la scuola è responsabile?

Partiamo da due esempi.

Caio è in aula durante la lezione di musica. Ad un certo punto, mentre l’insegnante sta scrivendo alla lavagna un pentagramma, Tizio tira una gomma nell’occhio di Caio, procurandogli un trauma.

Nel corso della lezione di italiano, l’insegnante si allontana dall’aula per rispondere al cellulare. Approfittando dell’assenza della professoressa, Mevio si avvicina a Sempronio e lo spinge facendolo cadere per terra. A causa della caduta, Sempronio riporta una contusione al braccio.

Avrai capito, quindi, che se un alunno si fa male oppure picchia un compagno di classe durante l’orario scolastico (ad esempio, nel corso della lezione, della ricreazione, ecc.) la responsabilità ricade sull’insegnante e sulla scuola.

Tuttavia, nel primo esempio l’insegnante di musica non è responsabile, in quanto la condotta di Tizio (cioè tirare la gomma nell’occhio di Caio) non era assolutamente prevedibile e si è verificata durante la lezione mentre l’insegnante era intenta a scrivere alla lavagna. Nel secondo esempio, invece, l’insegnante è responsabile di ciò che è accaduto a Sempronio per essersi allontanata dalla classe e non aver vigilato sugli alunni.

Ti faccio un ultimo esempio.

Tizio sta percorrendo il corridoio della sua scuola media, allorquando viene colpito da un pezzo di cornicione che si stacca improvvisamente dal soffitto.

Ebbene, in quest’altro caso la responsabilità per l’infortunio subito dall’alunno Tizio ricade sul dirigente scolastico, il quale deve occuparsi della sicurezza dell’istituto in modo da prevenire qualsiasi fonte di rischio per gli studenti e il personale scolastico.

In sintesi, in caso di un alunno che picchia un altro alunno la responsabilità è della scuola e dell’insegnante, a meno che non riescano a provare di non aver potuto impedire il fatto e cioè di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure necessarie onde evitare il sorgere di una situazione di pericolo.

Alunno picchia altro alunno: la scuola è tenuta al risarcimento?

Nell’ipotesi in cui un alunno picchia un altro alunno a scuola, i genitori del danneggiato vorranno ottenere un risarcimento. Ma a chi chiederlo? E, soprattutto, quali sono i presupposti? Lo vediamo subito partendo, ancora una volta, da un esempio.

Durante la ricreazione, gli studenti sono in cortile. Ad un certo punto, Tizia dà uno schiaffo a Caia e, spingendola, la fa cadere dalla panchina. A causa della caduta, Caia riporta una frattura al braccio destro.

In quest’altro esempio, i genitori di Caia possono chiedere il risarcimento del danno alla scuola? La risposta è affermativa, a condizione che si dimostri:

  • l’accadimento: cioè il fatto che Tizia ha data uno schiaffo a Caia facendola cadere per terra;
  • il danno: la frattura riportata da Caia; 
  • il nesso causale: ossia che il danno sia stato determinato dalla mancanza di vigilanza da parte dell’insegnante;
  • che l’evento si è verificato durante l’orario scolastico. Nell’esempio riportato, infatti, l’episodio è avvenuto durante la ricreazione, cioè quando gli alunni erano affidati alla vigilanza degli insegnanti.

Dal canto suo, la scuola, per esonerarsi dalla responsabilità, deve provare:

  • di aver adottato tutte le cautele e le misure necessarie, sia sotto il profilo organizzativo che disciplinare, per evitare che gli alunni si facessero del male tra di loro;
  • l’imprevedibilità e l’inevitabilità dell’evento. Ciò accade quando, ad esempio, un alunno tira un pugno al compagno di banco mentre la maestra sta scrivendo qualcosa alla lavagna e dà le spalle alla classe.

Si tratta, in buona sostanza, di una forma di responsabilità che, come già spiegato, può essere superata solo provando di non aver potuto impedire il fatto.

Dal punto di vista penale, se un alunno picchia un altro alunno potrebbe configurarsi il reato di percosse o di lesioni. In tal caso, si può presentare una denuncia-querela nei confronti del responsabile del comportamento aggressivo (l’alunno se ha compiuto almeno i 14 anni oppure i genitori e la scuola). Instaurato il processo, è possibile costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno.

In ogni caso, si può agire sul lato civilistico e chiedere il risarcimento alla scuola per aver omesso di vigilare sugli alunni. Ovviamente, è sempre necessario provare il danno subito attraverso la documentazione medica ed eventuali testimoni.


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