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Tradimento prima del matrimonio: quali conseguenze

9 Giugno 2020
Tradimento prima del matrimonio: quali conseguenze

Infedeltà prematrimoniale, promessa di matrimonio e risarcimento del danno: le conseguenze per la coppia di fidanzati.

Una nostra lettrice ha chiesto un nostro consiglio in merito al comportamento da assumere con l’uomo che sarebbe dovuto divenire suo marito. Qualche giorno prima del matrimonio ha scoperto una chat erotica che il fidanzato intratteneva, già da tempo, con un’altra donna. A seguito di ciò, ha annullato le nozze. Ora, si chiede se tale comportamento può dar luogo a un risarcimento per aver iniziato a riporre aspettative nella imminente vita matrimoniale e per gli impegni presi con il locale e gli ospiti. In caso di tradimento prima del matrimonio, quali conseguenze prevede la legge? Ecco alcuni spunti di riflessione che potranno tornare utili in casi simili a questo.

Il tradimento prima del matrimonio è vietato?

La legge punisce con la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori il coniuge colto in un atto di infedeltà. Si deve però trattare di una coppia già sposata. Il tradimento, infatti, non rileva e non costituisce illecito nel caso di coppie di fidanzati o di conviventi. Dunque, alcun diritto al risarcimento del danno morale, né altre conseguenze di carattere giuridico derivano dalla scappatella prematrimoniale, considerata dalla nostra legge pienamente lecita.

Assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento, dovuto al coniuge con il reddito inferiore, spetta solo alle coppie sposate. Non rileva il fatto che i due partner abbiano condotto una lunga convivenza: le coppie di fatto non possono accampare alcun diritto economico, salvo abbiano siglato un contratto di convivenza ove si definisca l’ammontare di un eventuale assegno di mantenimento.

Restituzione dei regali

Non esiste più la promessa di matrimonio come un tempo si soleva fare. Oggi, ci sono le pubblicazioni di matrimonio che hanno più che altro la funzione di consentire eventuali contestazioni (si pensi al soggetto già sposato). Ciò nonostante, la promessa viene comunque eseguita in forma orale, come semplice impegno morale, di solito “formalizzata” con un dono, il classico anello di matrimonio.

Che fine fanno i regali che gli sposi si scambiano in vista delle nozze? Si pensi ad esempio, oltre al predetto anello con il brillante, alle somme elargite per ristrutturare l’immobile del futuro coniuge, da adibire a casa coniugale, l’arredo per il futuro appartamento e così via. 

Ebbene, se il matrimonio non viene contratto, a prescindere dalle ragioni della “rottura”, il donante può domandare la restituzione dei regali fatti a causa della promessa. Tale diritto spetta quindi anche se non c’è stato un tradimento. 

In mancanza della prova dell’assunzione dell’impegno alla celebrazione di un matrimonio non sussiste il presupposto per la domanda di restituzione. Pertanto, in assenza di altre prove, se alla donazione dell’anello non segue alcun preparativo per il matrimonio, ma al contrario le parti maturano la decisione di avviare una convivenza (che dal punto di vista giuridico è altro rispetto al matrimonio), l’anello non può essere restituito.

Risarcimento del danno

Nel caso di disdetta del matrimonio determinata dal comportamento colpevole di uno dei due fidanzati – come appunto nel caso della scoperta di un tradimento – è possibile richiedere il risarcimento del danno.

In particolare, a norma dell’articolo 81 del Codice civile, colui che promette il matrimonio è tenuto a risarcire il danno se rifiuta di contrarre matrimonio o se il suo comportamento colposo giustifica il rifiuto dell’altro a celebrare le nozze.

Il risarcimento dei danni, in questo caso, è dovuto come conseguenza alla rottura del fidanzamento senza giusto motivo destinato a tutelare, a fronte di una legittima aspettativa nuziale, l’affidamento incolpevole di una parte nella promessa infranta.

Per presentare la domanda risarcitoria è necessario però che la promessa rotta sia solenne.

Chi chiede il risarcimento deve provare il rapporto tra le spese sostenute o le obbligazioni assunte e il futuro matrimonio. Il danno risarcibile è quello causato all’altra parte per le spese fatte e per le obbligazioni contratte a causa di quella promessa e successivamente alla promessa stessa.

Sono tali, secondo la giurisprudenza e la dottrina, le spese di viaggio; di preparazione alla cerimonia nuziale come l’abito da sposa; di redazione di eventuali convenzioni matrimoniali; di pubblicazione di matrimonio; di acquisto di oggetti destinati a servire solo in occasione del matrimonio o per l’arredo della casa di cui si riesce a provare l’acquisto per finalità matrimoniale; di acquisto dell’appartamento destinato a costituire la futura casa familiare o la sottoscrizione di un mutuo. 

Non è risarcibile, invece, il danno morale ossia la sofferenza per la rottura del fidanzamento.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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