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Basta un solo schiaffo o un pugno alla moglie per la separazione con addebito

29 Ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ottobre 2013



È sufficiente provare un solo episodio di violenza, come un solo schiaffo o un pugno, per addebitare la separazione al marito manesco.

 

Anche un solo episodio di violenza perpetrata dal marito contro la moglie legittima quest’ultima a chiedere la separazione con addebito.

È quanto affermato da una recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo [1] che ha confermato l’orientamento già espresso, in passato, dalla Cassazione sullo stesso argomento [2].

La separazione, infatti, viene addebitata al coniuge che ha tenuto una condotta tale da rendere intollerabile la convivenza coniugale. Dunque l’atteggiamento violento del coniuge, anche quando sia isolato e non provochi gravi lesioni, può causare l’addebito in quanto idoneo a sconvolgere definitivamente l’equilibrio della coppia.

I giudici sottolineano, in particolare, la gravità dell’atteggiamento di un marito che, con violenza, si impone sulla moglie ledendone fortemente la dignità. Uno schiaffo o un pugno durante un litigio non sono “normali” e quindi assolutamente non giustificabili.

Ma come fa la moglie a dimostrare la violenza del marito ai fini della richiesta di addebito?

Dato che ciò che avviene tra le mura domestiche è spesso non visibile all’esterno e pertanto difficilmente dimostrabile, al coniuge leso basta provare un solo episodio di maltrattamento. La prova può avvenire tramite la dichiarazione testimoniale del figlio o di altro familiare che dimostri che l’episodio violento, anche se isolato, ha provocato la rottura del matrimonio. Non bisogna neanche dimenticare eventuali certificati medici o di pronto soccorso.

note

[1] Corte App. sent. n. 991/2013.

[2] Cass. sent. n. 817 del 14.01.2011.

L’immagine in copertina è un’opera riservata di Dante Emanuele De Santis – © tutti i diritti riservati


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