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Slot machine: ultime sentenze

5 Luglio 2021
Slot machine: ultime sentenze

Installazione di schede informatiche per eludere i pagamenti delle imposte; reato di frode informatica; tutela dei consumatori contro la dipendenza dal gioco e di lotta contro le attività criminali e fraudolente collegate al gioco.

Slot machine: il reato di frode informatica

Il delitto di frode informatica, previsto dall’articolo 640-ter del Cp, punisce la condotta di chi alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico e telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Pertanto, integra tale reato la condotta consistente nell’aver sostituito la scheda originariamente presente nelle slot machine, che consentiva il collegamento alla rete dei Monopoli di Stato, così da attivare un diverso programma, in quanto in tal caso si verifica quella alterazione del funzionamento di un sistema informatico che il reato in esame mira a reprimere.

Tribunale Pescara, 24/07/2020, n.1176

Slot machine: alterazione della moneta

In tema di falso nummario, la grossolanità della contraffazione che dà luogo al reato impossibile attiene alla materialità della condotta di alterazione della moneta, da chiunque percepibile, e non alle modalità di utilizzo della stessa.

(In applicazione del principio la Corte ha escluso la sussistenza del reato con riguardo all’inserimento in una “slot machine” di banconote grossolanamente contraffatte mediante un rudimentale assemblaggio con nastro adesivo di una parte autentica ad una copia, ritenendo che la radicale insussistenza della possibilità di lesione della fede pubblica non venga meno quando il controllo sia affidato ad una macchina piuttosto che ad un uomo).

Cassazione penale sez. V, 11/10/2019, n.16952

La condotta dell’installatore di slot machine 

In tema di frode informatica, l’installatore di “slot machine” che provveda all’inserimento di schede informatiche dallo stesso predisposte, e tali da alterare il sistema informatico così da eludere il pagamento delle imposte previste con conseguente ingiusto profitto, assume la qualifica di operatore di sistema, rilevante ai fini dell’integrazione della circostanza aggravante prevista dall’art. 640-ter,  comma 2, c.p.

Cassazione penale sez. II, 05/04/2019, n.17318

Furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento

Integra il reato di furto aggravato dall’uso di un mezzo fraudolento, la condotta di chi consegue il risultato criminoso avvalendosi della complicità di un altro soggetto, che gli fa scudo con il proprio corpo, consentendogli di sottrarsi ai sistemi di vigilanza, e ricorrendo all’uso di uno strumento, “ferretto”, per manomettere il regolare funzionamento di una slot machine, assicurando la fuoriuscita delle monete.

Tribunale Taranto sez. I, 07/07/2017, n.1410

Blocco fra le slot-macine e l’amministrazione finanziaria

Integra il reato di frode informatica l’utilizzazione di sistemi di blocco od alterazione della comunicazione telematica tra apparecchi da gioco del tipo “slot-machine” e l’amministrazione finanziaria, trattandosi di alterazione dell’altrui sistema telematico, finalizzato all’indebito trattenimento della quota di imposta sulle giocate.

Cassazione penale sez. VI, 20/06/2017, n.41767

Slot machine: alterazione del sistema informatico

Integra il reato di frode informatica, previsto dall’art. 640-ter cod. pen., l’introduzione, in apparecchi elettronici per il gioco di intrattenimento senza vincite, di una seconda scheda, attivabile a distanza, che li abilita all’esercizio del gioco d’azzardo (cosiddette “slot machine”), trattandosi della attivazione di un diverso programma con alterazione del funzionamento di un sistema informatico.

Cassazione penale sez. II, 01/12/2016, n.54715

Gestione di slot machine all’interno di sale da gioco

Costituisce una restrizione alla libera prestazione dei servizi, garantita dall’art. 56 TFUE, la normativa nazionale che, senza prevedere né un periodo transitorio né un indennizzo per i gestori di sale da gioco, vieta la gestione delle slot machine fuori dei casinò.

Le restrizioni alla libera prestazione dei servizi che possono derivare da normative nazionali, come quelle in questione nel procedimento principale, possono essere giustificate da motivi imperativi d’interesse generale solo se e in quanto il giudice nazionale, in esito a una valutazione globale delle circostanze che hanno accompagnato l’adozione e l’esecuzione di tali normative, concluda nel senso che esse perseguono effettivamente obiettivi di tutela dei consumatori contro la dipendenza dal gioco e di lotta contro le attività criminali e fraudolente collegate al gioco; che questi obiettivi siano perseguiti in modo coerente e sistematico, e che tali misure soddisfano gli obblighi derivanti dai principi generali del diritto dell’Unione, di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento, nonché il diritto di proprietà.

Corte giustizia UE sez. I, 11/06/2015, n.98

Slot machine

Non risponde del reato di cui all’art. 110 comma 6 tulps per aver omesso di affiggere la tabella giochi proibiti riferita agli apparecchi slot machine (nella specie: erano solo due apparecchi slot machine e il gestore dell’attività era in possesso di tutte le autorizzazioni amministrative) in quanto essendo il fatto integrato in tutti i suoi elementi oggettivi e soggettivi, non sussistendo cause di giustificazione ed essendo di particolare tenuità in considerazione della esiguità del danno arrecato e delle modalità della condotta, va applicato l’art. 131 bis c.p. introdotto dal d.lg. 28/2015.

Tribunale Napoli sez. I, 16/12/2015, n.17205

Attività di accettazione e raccolta di scommesse

Il reato di cui all’art. 4 della l. 13 dicembre 1989, n. 401, è integrato da qualsiasi condotta che favorisca le attività di accettazione o di raccolta di scommesse, anche per via telematica, attraverso le quali si pongano a disposizione di terzi scommettitori strutture, apparecchi o strumenti di supporto tecnico.

(Fattispecie in cui la Corte ha escluso l’elemento psicologico del reato, per errore incolpevole sulla conoscenza della normativa di settore, nei confronti di un soggetto che aveva effettuato attività di intermediazione per conto di una società che esercitava scommesse “on line”, pur essendo titolare di autorizzazioni sia per l’esercizio di un “internet point” sia per la installazione di “slot machine”).

Cassazione penale sez. III, 16/04/2013, n.41773

Attività illecite derivanti dall’uso di slot machine

Il giudice ordinario è competente a decidere sulle controversie aventi ad oggetto le sanzioni irrogate dai Monopoli di Stato all’esercente pubblico proprietario di apparecchi da intrattenimento ‘irregolari’ non collegati alla rete telematica (a detta della Corte, infatti, non è rilevante che la sanzione sia inflitta da un ufficio finanziario ma la natura tributaria o meno della norma violata che, nel caso di specie, era diretta a garantire il corretto svolgimento nel pubblico interesse di attività illecite derivanti dall’uso di slot machine atte a pregiudicare la regolarità delle giocate).

Cassazione civile sez. un., 23/02/2012, n.2700

Raccolta delle giocate delle slot machine

Sono esenti da Iva i compensi che il gestore corrisponde a terzi incaricati per la raccolta delle giocate delle slot machine. Ciò nonostante il compenso unico copra altri servizi aggiuntivi resi dall’esercente, sarà onere dell’Ufficio provare l’esistenza di pluralità di obbligazioni di diversa natura, rispetto a quella strettamente funzionale alla raccolta delle giocate.

Comm. trib. prov.le Bologna sez. VI, 11/04/2011, n.44

Dipendenza dal gioco d’azzardo

Qualora una figlia dichiari che la madre è affetta da patologie psichiche tali da averla portata a fare uso di sostanze alcoliche, dedicandosi al gioco d’azzardo, trascorrendo parte del suo tempo giocando alle slot machine, con contestuali prelievi anomali sul conto corrente, che da tutto ciò emergono elementi tali da far ritenere di mettere a repentaglio la propria sicurezza patrimoniale, nonostante l’opposizione della donna alla nomina dell’amministratore di sostegno, posto che dalla c.t.u. medico-legale sia emerso che la donna è affetta da disturbo della personalità non altrimenti specificato, timore per la separazione, necessità di accudimento, difficoltà a prendere decisioni e delega della responsabilità nonché marcata impulsività ed instabilità dell’autostima, delle relazioni e dell’umore, si ritiene opportuno applicare nella fattispecie l’amministrazione di sostegno, quale misura sufficiente a soddisfare le esigenze di tutela della predetta.

La “ratio” dell’istituto, volto a predisporre un efficace strumento di tutela della persona, con la minore incisione della sua capacità di agire, appare rispondere alle concrete esigenze di protezione della donna, la quale pur pienamente in grado di svolgere la cura della propria persona non appare altrettanto capace di gestire il danaro e di valutare criticante le conseguenze del protratto comportamento di dipendenza dal gioco d’azzardo.

Tribunale Reggio Emilia, 26/03/2007

Gioco automatico: fine di lucro

Gioco automatico (videopoker, slot-machine), previsto dall’art. 110 t.u.p.s., nel quale non è punito chi prende parte al gioco, è quello aleatorio, che permette un lucro modesto e circoscritto al quale l’utente è interessato. Esso, tuttavia, diviene gioco automatico d’azzardo – concorrendo col gioco d’azzardo (art. 718 ss. c.p.) – quando il fine di lucro, espandendosi sino a rientrare nella concezione codicistica, diviene preponderante: ciò accade quando l’apparecchio automatico, per le modalità del gioco e per la celerità delle partite, consenta perdite o vincite rilevanti. In tal caso è punito anche colui che partecipa al gioco automatico d’azzardo (ex art. 720 c.p.).

Cassazione penale sez. III, 02/03/2000, n.1009

Codice di funzionamento dell’apparecchio

La slot-machine, ed analoghi congegni rientrano tra i giuochi d’azzardo (art. 110 comma 4 t.u.l.p.s.) poiché in essi l’alea è assoluta essendo le combinazioni rimesse totalmente al caso, ovvero al codice di funzionamento dell’apparecchio, ignoto al giocatore. Ne consegue che i suddetti congegni non possono essere annoverati tra i giuochi di intrattenimento o di abilità di cui all’art. 110 comma 5 del succitato t.u.l.p.s. essendo preponderante l’elemento aleatorio.

Cassazione penale sez. III, 16/03/1999, n.1049



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3 Commenti

  1. Il padre di una mia cara amica si giocava lo stipendio alle slot machine. Diceva che non lo pagavano da mesi e faceva vivere la famiglia in condizioni di ristrettezze economiche. Poi, la moglie si era trovata ad andare in banca e poi parlare con il commercialista. Insomma, non so come ha fatto, ma poi ha scoperto che lui lo stipendio lo prendeva e guadagnava uno stipendio che avrebbe potuto consentire alla famiglia di vivere in condizioni “normali” e stare più sereni, invece quel vigliacco ha nascosto a tutti il vizio perché ovviamente si rendeva conto di sbagliare e li faceva vivere male… Ecco poi la moglie ha voluto divorzio e lui non si è fatto più vedere. Insomma, questo per dire che bisogna giocare saltuariamente ma cercare di non perdere il controllo perché puoi rovinare la tua famiglia e perdere tutto in poco tempo

  2. Dovrebbero proprio proibire a chi ha una dipendenza dal gioco di avvicinarsi a queste maledette macchinette prosciuga conti. C’è gente che si gioca tutto e poi va a finire che si trova in mezzo ad una strada perché incapace di smettere

  3. Un mio amico spendeva tanti di quei soldi alle macchinette che non si rendeva conto del tempo che passava davanti a questi macchinari succhia sangue. Praticamente si giocava la paghetta e il sabato sera diceva che usciva dopo cena. Prima si inventava scuse per non uscire, poi l’abbiamo scoperto… Andava a spendersi i soldi alle slot machines… e si stava isolando…fortunatamente, insieme alla sua famiglia l’abbiamo aiutato ad uscire dal vizio del gioco

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