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Concordato preventivo: ultime sentenze

4 Maggio 2021
Concordato preventivo: ultime sentenze

Percezione di contributi; richiesta di una società per l’ottenimento di un beneficio di legge a sostegno dell’occupazione e del reddito che ha inoltrato il concordato preventivo.

Omologazione di un concordato preventivo

Il decreto del Tribunale di Napoli n. 537/2921 ha ad oggetto l’omologazione di un concordato preventivo misto con rilevante apporto di finanza esterna, in cui la società debitrice ha incluso in unica classe tutti i crediti erariali e previdenziali degradati al chirografo e in altra classe tutti i crediti originariamente chirografari, inclusi quelli di titolarità di enti pubblici.

Il Tribunale afferma che la disposizione di cui al nuovo art. 182 ter, comma 1, L. Fall., che prevede l’obbligo di inserire in un’unica classe i crediti fiscali e previdenziali degradati al chirografo per incapienza dell’attivo, vada attuata con riferimento a ciascuna delle citate categorie di crediti distintamente dall’altra.

Muovendo dal presupposto che il voto espresso dal creditore previdenziale prima dell’adunanza e non reiterato entro i venti giorni successivi alla stessa debba essere inteso quale mancata adesione che comporta un silenzio dissenso e che l’art. 180 L. Fall., come modificato dall’art. 3 D.L. 125/2020, sia norma processuale applicabile anche ai concordati preventivi avviati prima della sua entrata in vigore in applicazione del principio del tempus regit actum, omologa “forzatamente” la proposta sul dato, verificato in concreto, che essa consente la migliore soddisfazione possibile in favore del creditore previdenziale.

Tribunale Napoli sez. VII, 06/04/2021

Rinuncia al concordato preventivo e fallimento dell’imprenditore

L’art. 168, comma 3, l. fall., il quale dispone l’inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori all’iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo rispetto ai creditori anteriori al concordato, non si applica qualora, rinunciata la domanda di concordato preventivo prima dell’ammissione al concordato medesimo, sia stato in un momento successivo dichiarato il fallimento dell’imprenditore, trovando l’inefficacia degli atti nell’ambito della procedura fallimentare la propria disciplina nell’art. 69-bis l. fall.

Cassazione civile sez. I, 31/03/2021, n.8996

Concordato preventivo e differenza tra cessione ‘pro solvendo’ e ‘pro soluto’

Nel concordato preventivo, la differenza tra cessione “pro solvendo” e cessione “pro soluto” non riguarda il criterio di attribuzione dell’esubero rispetto ad una percentuale di pagamento dei crediti chirografari, oggetto di una eventuale e distinta altra clausola, ma la previsione o meno dell’immediata e totale liberazione del debitore, che caratterizza il concordato con cessione “pro soluto” dei beni ai creditori e non il concordato con cessione “pro solvendo”.

Tribunale Padova sez. II, 30/03/2021

Domanda di ammissione al concordato preventivo

L’art. 168 L. fall. prevede, al fine di evitare che venga alterato il principio della par condicio creditorum, che “dalla data della pubblicazione del ricorso (per l’accesso alla procedura) nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore”.

Il Tribunale di Lecco ritiene che nel divieto di cui all’art. 168 l.fall. di proseguire o iniziare azioni cautelari ricada anche l’azione possessoria e debba, pertanto, dichiararsi inammissibile o improcedibile la domanda possessoria promossa o continuata ai danni di una società che ha presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.

Tribunale Lecco sez. I, 02/03/2021

L’apertura di una procedura di concordato preventivo

L’apertura di una procedura di concordato preventivo non è ostativa né all’accertamento di crediti tributari pregressi mediante iscrizione a ruolo ed emissione della cartella, né all’irrogazione di sanzioni pecuniarie ed accessori, maturati fino a tale momento, poiché, per un verso, l’accertamento del credito da parte dell’Amministrazione finanziaria è condizione per la partecipazione della stessa alla procedura concorsuale e, per un altro, le sanzioni pecuniarie danno luogo ad un credito del F. per il fatto stesso che si sia verificata la violazione della legge tributaria, senza che assuma rilevanza l’assoggettamento dell’impresa ad una procedura concorsuale.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 18/02/2021, n.1047

Concordato preventivo Snc: gli effetti si estendono al socio?

Nel caso di concordato preventivo di società in nome collettivo, per ‘debitore’ deve ritenersi unicamente il soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo e cioè la società e non anche il suo socio, posto che la previsione di cui all’art. 184 l.f. non determina l’estensione della procedura concordataria al patrimonio dei soci, che rimane ad esso estranea.

Tribunale Mantova, 18/02/2021

Concordato preventivo e spossessamento

Nel concordato preventivo, ove non trova applicazione il cd. “spossessamento” previsto in ambito fallimentare dagli artt. 42 e 43 l.fall., con la conseguente previsione di inefficacia dei pagamenti eseguiti dal debitore dopo la dichiarazione di fallimento, ai sensi del successivo art. 44, ma opera un diverso congegno in forza del quale il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale, è legittimo — salvo non ricorra l’ipotesi di frode di cui all’art. 173 l.fall. — il pagamento effettuato dal “debitor debitoris” in esito ad un pignoramento presso terzi trascritto prima della pubblicazione della domanda di concordato preventivo, ove l’ordinanza di assegnazione di cui all’art. 533 c.p.c. sia anch’essa antecedente a detta pubblicazione, quantunque il pagamento venga invece effettuato successivamente ad essa.

Cassazione civile sez. I, 15/02/2021, n.3850

Concordato preventivo: riduzione del termine per il deposito del piano

Nel caso di presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all’ art. 161, comma 6, l. fall., il termine che il giudice concede per il deposito della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi 2 e 3 del citato articolo, può essere ridotto in considerazione, da un lato, della consistenza degli oneri finanziari che gravano sulla società debitrice per la gestione in continuità dell’azienda con possibile compressione delle aspettative del ceto creditorio e, dall’altro, della complessità del settore in cui opera la società anche in relazione alla crisi congiunturale dovuta alla nota pandemia.

Tribunale Udine sez. II, 08/02/2021

Procedure fallimentari

L’art. 150 del d.lgs. n. 5 del 2006, nel prevedere che le procedure fallimentari e di concordato pendenti alla data di entrata in vigore del decreto medesimo restano soggette alla legge fallimentare anteriore, valorizzano in via esclusiva, ai fini dell’applicazione delle nuove disposizioni, la data di deposito del ricorso per la dichiarazione di fallimento, senza che assuma rilievo alcuno, sul piano della disciplina processuale applicabile, l’eventuale consecuzione tra procedure.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decadenza dalla revocatoria ex art. 69-bis l.fall., ancorché il fallimento, intervenuto sotto il vigore delle nuove disposizioni, fosse stato preceduto, nella vigenza delle precedenti, dall’ammissione della debitrice all’amministrazione controllata e al concordato preventivo).

Cassazione civile sez. I, 09/03/2020, n.6506

Pagamento dei creditori privilegiati 

In tema di concordato preventivo fondato sulla continuità aziendale, la relazione che preveda il pagamento dei creditori privilegiati – al pari dei creditori chirografari –  con morosità oltre il termine di un anno dall’omologa  non è consentita dovendosi procedere al fallimento perché contraria all’ordine pubblico economico come definito dagli artt. 2740 e 2741 c.c.

Tribunale Modena sez. III, 08/04/2020

Covid-19 e istanza di concordato preventivo

Non è necessaria l’autorizzazione del giudice sulla richiesta di una società per l’ottenimento di un beneficio di legge a sostegno dell’occupazione e del reddito che abbia inoltrato altresì istanza di concordato preventivo, non essendovi alcun danno per il ceto creditorio.

(Nel caso di specie, era stata richiesta la Cassa Integrazione in deroga per 8 dipendenti nella difficile congiuntura emergenziale per l’epidemia da Covid – 19, disponendo il giudice il non luogo a provvedere e trasmettendo gli atti all’INPS competente per la concessione dell’ammortizzatore sociale della Cassa Integrazione in deroga).

Tribunale Milano sez. II, 27/03/2020

La domanda di ammissione al concordato preventivo

La presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, anche con riserva, non impedisce il pagamento dei debiti tributari che scadono successivamente, con la conseguenza che superando le soglie si commette il reato di omesso versamento. Il delitto è escluso soltanto da un provvedimento del tribunale che vieti il pagamento di crediti anteriori.

Cassazione penale sez. III, 20/02/2020, n.13628

Concordato preventivo: l’opposizione all’omologa

In tema di concordato preventivo, con l’opposizione all’omologa, l’opponente può lamentare illegittimità che afferiscono non solo alla regolarità della procedura, ma anche al contenuto sostanziale della proposta del piano.

Tribunale Roma, 17/02/2020

Presentazione di domanda concordato preventivo

Il DURC positivo può essere rilasciato a condizione che il piano di concordato preveda l’integrale soddisfazione dei crediti previdenziali e che, in caso di presentazione di una proposta di accordo sui crediti contributivi ex art. 182 ter l.f. nell’ambito del concordato preventivo, sia previsto il pagamento integrale o anche dilazionato dei debiti contributivi.

Tribunale Pistoia sez. lav., 04/05/2020

Il concordato preventivo in continuità aziendale

Il concordato preventivo con continuità aziendale, preordinato al risanamento dell’impresa, non è per sua natura incompatibile con la garanzia di permanenza delle condizioni richieste per la concessione di contributo.

Tribunale Roma sez. XVII, 17/04/2020, n.6253

Obblighi informativi periodici del concordato preventivo

L’art. 36 d.l. n. 23/2020 pare riferibile ai soli termini processuali e non anche ai termini sostanziali; di conseguenza, poiché i termini di cui al comma 8 dell’art. 161 l.fall. non hanno natura processuale, essendo termini volti a tenere monitorata la gestione dell’impresa che ha richiesto di accedere alla procedura di concordato preventivo, consentendo così al Tribunale e al Commissario Giudiziale di esercitare i rispettivi poteri di sorveglianza, va ritenuto, dunque, che non vi sia sospensione con riferimento agli obblighi informativi periodici che devono essere regolarmente adempiuti dai soggetti coinvolti nella procedura anche al sol fine di informare il Tribunale che non sono state svolte attività a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Tribunale Rimini, 09/04/2020

Manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi

In tema di concordato preventivo, il tribunale è tenuto ad una verifica diretta del presupposto di fattibilità del piano per poter ammettere il debitore alla relativa procedura, nel senso che, mentre il controllo di fattibilità giuridica non incontra particolari limiti, quello concernente la fattibilità economica, intesa come realizzabilità del piano nei fatti, può essere svolto nei limiti della verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi (con ciò ponendosi il giudice nella prospettiva funzionale, propria della causa concreta).

Cassazione civile sez. I, 13/03/2020, n.7158

Sospensione dei termini prevista dal decreto Coronavirus

Tra i procedimenti civili pendenti i cui termini restano sospesi in forza del d.l. 11/2020 devono essere fatti rientrare anche i procedimenti di concordato preventivo in cui è pendente il termine ex art. 161 co. 6 l.f. .

Tribunale Forli’, 10/03/2020

Concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori

In caso di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, la legittimazione a disporne viene attribuita al commissario liquidatore, che agisce nella veste di mandatario dei creditori, mentre il debitore mantiene, oltre che la proprietà dei beni, anche la legittimazione processuale.

In tema di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, il commissario liquidatore non ha la legittimazione ad agire o resistere, in relazione ai giudizi di accertamento delle ragioni di credito e pagamento dei relativi debiti, ancorché influenti sul riparto che segue le operazioni di liquidazione, potendo, al più, spiegare intervento, in quanto la legittimazione processuale spetta all’imprenditore sottoposto al concordato preventivo, che, invero, prosegue l’esercizio dell’impresa durante lo svolgimento della procedura ed è, quindi, soggetto passivo anche in relazione agli obblighi maturati dopo l’ammissione alla procedura concordataria e dopo l’omologazione della relativa proposta.

Comm. trib. prov.le Teramo sez. II, 11/02/2020, n.34

Decreto di apertura della procedura di concordato preventivo

Il decreto con il quale il tribunale, ritenendo ammissibile la proposta di concordato preventivo, dichiara aperta la relativa procedura, integra una pronuncia di merito incidente su posizioni di diritto soggettivo (impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell’art. 111 cost.) e, pertanto, preclude la proponibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell’art. 41 c.p.c..

Cassazione civile sez. un., 11/03/2020, n.7007



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