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Compenso curatore fallimentare: ultime sentenze

25 Luglio 2020
Compenso curatore fallimentare: ultime sentenze

Pagamento e criteri seguiti per la liquidazione del compenso del curatore fallimentare.

Compenso curatore fallimentare

Ai fini della liquidazione del compenso al curatore del fallimento ex art. 39 l.fall., non può ricomprendersi nel concetto di “attivo realizzato”, alla cui entità ragguagliare le percentuali previste dal d.m. n. 30 del 2012, il valore dell’immobile liquidato nella procedura esecutiva promossa dal creditore fondiario, a meno che il curatore non sia intervenuto nell’esecuzione svolgendo un’attività diretta a realizzare una concreta utilità per la massa dei creditori, anche mediante la distribuzione a questi ultimi di una parte del ricavato della vendita.

(Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale che aveva escluso dall’attivo fallimentare il ricavato della vendita del bene nell’esecuzione forzata individuale ancorché il curatore avesse amministrato l’immobile ipotecato, provvedendo alle spese di manutenzione, locandolo a terzi e curando gli adempimenti fiscali connessi all’alienazione coattiva, intervenendo nella procedura espropriativa con varie richieste).

Cassazione civile sez. VI, 21/01/2020, n.1175

Domanda di liquidazione del compenso 

In tema di liquidazione del compenso al curatore cessato dalla carica prima della conclusione della procedura fallimentare, ai sensi dell’art. 39 legge fall. (nel testo anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, vigente “ratione temporis”), il provvedimento adottabile in quella fase dal tribunale può avere per oggetto solo acconti, ma non il compenso definitivo, poiché il contributo di ciascun curatore ai risultati della procedura può valutarsi solo con le operazioni di chiusura della stessa, allorché diviene possibile una disamina unitaria dei fatti rilevanti ai fini della liquidazione. Ne consegue l’improponibilità, rilevabile anche di ufficio, della domanda di liquidazione del compenso formulata dal cessato curatore prima del termine della procedura.

Cassazione civile sez. I, 14/05/2014, n.10455

Decreto di liquidazione del compenso

I decreti con i quali il tribunale fallimentare concede o rifiuta gli acconti sul compenso richiesti dal curatore sono espressione di un potere discrezionale ed intervengono in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del conto, non assumendo, di conseguenza, efficacia di cosa giudicata, sicché essi non possono pregiudicare, dopo la presentazione del rendiconto, la futura e definitiva decisione sul compenso dovuto, cui corrisponde un diritto soggettivo del curatore, e non sono, quindi, ricorribili per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.

Cassazione civile sez. I, 25/11/2015, n.24044

Liquidazione di un compenso inferiore al minimo

Il compenso del curatore fallimentare va determinato, in forza dei criteri di cui all’art. 1 del d.m. n. 570 del 1992, applicando le percentuali sull’attivo (se esistente) e quelle sul passivo, mentre la somma minima liquidabile ex art. 4 del citato decreto ministeriale va riconosciuta, a garanzia dell’organo del fallimento, solo se i menzionati criteri conducano alla liquidazione di un compenso inferiore a quello minimo.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato con rinvio il provvedimento del tribunale il quale, in un fallimento con attivo di soli euro 46,64 ma con passivo pari ad euro 70.000.000,00, ha liquidato il compenso minimo sebbene il criterio basato sull’entità dell’attivo e del passivo comportasse una liquidazione superiore).

Cassazione civile sez. I, 07/10/2015, n.20111

Quantificazione dell’acconto del compenso del curatore

L’attivo realizzato dalla vendita del bene nella procedura esecutiva promossa dal creditore fondiario, sul quale grava il privilegio ipotecario e fondiario, fa parte dell’attivo finale sul quale calcolare, secondo i parametri del d.m. n. 30/2012, il compenso del curatore fallimentare.

Le percentuali previste da tale norma per la liquidazione del compenso del curatore vanno applicate sull’attivo realizzato, inteso anche come liquidità derivate dalla vendita dei beni mobili e immobili, con la precisazione che deve considerarsi attivo realizzato anche quella parte di prezzo che l’acquirente di beni immobili gravati da ipoteca per mutuo fondiario è tenuto a versare direttamente all’istituto di credito.

In caso di richiesta di liquidazione di un acconto sul compenso del curatore da far valere nella procedura esecutiva avviata dal creditore fondiario quale debito della massa, le percentuali del d.m. n. 30/2012 andranno calcolate sul valore dell’attivo ricavato dalla vendita del bene in sede esecutiva, mentre ai fini del passivo, unicamente sul valore del credito fondiario ammesso al passivo del fallimento.

Tribunale Monza, 13/06/2019

Concordato preventivo e compensi in acconto al curatore

I decreti con cui il tribunale fallimentare concede o rifiuta gli acconti sul compenso richiesti dal curatore (o dal commissario giudiziale), sono espressione di un potere discrezionale il cui esercizio, intervenendo in una fase processuale anteriore alla presentazione e approvazione del rendiconto, non comporta definitivi accertamenti in fatto e in diritto in ordine alla spettanza o alla misura del compenso e non può pregiudicare la futura decisione sul compenso dovuto, sicché non sono ricorribili per cassazione ai sensi dell’art. 111 cost., né sono qualificabili come sentenze in senso sostanziale ai fini della revocazione prevista dall’art. 397 c.p.c.

Cassazione civile sez. I, 08/09/2016, n.17768

Commissario giudiziale, curatore fallimentare e liquidatore

Nel concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, le funzioni svolte dal liquidatore nominato ex art. 182 l.fall. sono assimilabili a quelle esercitate dal curatore fallimentare, sicchè sono utilizzabili, per la quantificazione del compenso del primo, i medesimi criteri stabiliti per quello del secondo.

Pertanto, è ragionevole che il tribunale riconosca al commissario giudiziale somme maggiori rispetto a quelle attribuite al liquidatore, posto che l’attività espletata dal primo prende avvio già dal decreto di ammissione alla procedura ex art. 163 l.fall. e si protrae anche dopo l’omologa del concordato, dovendo egli sorvegliarne l’adempimento ex art. 185 l.fall., mentre il ruolo del liquidatore è necessariamente ristretto alla sola fase esecutiva del concordato, successiva rispetto all’omologa della proposta.

Cassazione civile sez. I, 20/04/2016, n.7973

Liquidazione del compenso del curatore fallimentare: motivazione

La liquidazione del compenso del curatore fallimentare deve essere specificamente motivata mediante la indicazione dei criteri seguiti, ai sensi dell’art. 39 della l.fall., in relazione alla disciplina regolamentare richiamata (d.m. n. 570 del 1992), risultando altrimenti nullo il decreto di liquidazione.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio il decreto di liquidazione in quanto, essendosi succeduti nella funzione più curatori, non era stato applicato il criterio di proporzionalità, neanche indicato nel corpo della motivazione del provvedimento).

Cassazione civile sez. VI, 31/07/2017, n.19053

Criteri per la determinazione del compenso spettante al curatore fallimentare

Il compenso del curatore fallimentare va determinato applicando le percentuali sull’attivo (se esistente) e quelle sul passivo secondo i criteri di cui all’art. 1 d.m. n. 30/2012. La somma minima liquidabile, ai sensi dell’art. 4, deve essere riconosciuta a garanzia dell’organo del fallimento solo se i predetti criteri conducono ad una liquidazione inferiore.

Cassazione civile sez. I, 31/07/2019, n.20664

Liquidazione del compenso del curatore fallimentare: l’indicazione dei criteri seguiti

La liquidazione del compenso del curatore fallimentare deve essere specificamente motivata mediante la indicazione dei criteri seguiti, ai sensi dell’articolo 39 della legge Fallimentare, in relazione alla disciplina regolamentare richiamata (decreto ministeriale 25 gennaio 2012, n. 30), risultando altrimenti nullo il decreto di liquidazione.

Cassazione civile sez. VI, 29/07/2019, n.20430

Compenso del curatore fallimentare: il creditore fondiario deve partecipare al pagamento?

Il creditore fondiario che procede alla esecuzione individuale in pendenza di fallimento deve partecipare al pagamento di una quota del compenso del curatore.

Tribunale Milano sez. II, 18/10/2018



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