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Pensionato che lavora: trattenute

11 Giugno 2020 | Autore:
Pensionato che lavora: trattenute

Quali pensioni sono parzialmente cumulabili con i redditi di lavoro, come devono essere applicate le trattenute.

Dal 1° gennaio 2009, le pensioni dirette di vecchiaia, di anzianità e anticipate, riconosciute dalle gestioni amministrate dall’Inps, sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. In altre parole, se sei pensionato e lavori, hai il diritto di percepire il trattamento Inps in misura piena, senza tagli.

Fa eccezione la sola pensione quota 100, sino al compimento dei 67 anni di età del pensionato, assieme alla pensione anticipata precoci, relativamente a quest’ultima prestazione sino alla maturazione “virtuale” dei contributi per la pensione anticipata ordinaria (cioè nel periodo che va dalla maturazione dei 41 anni di contributi necessari per il trattamento precoci, sino al raggiungimento “virtuale” di 42 anni e 10 mesi di contributi- 41 anni e 10 mesi per le donne).

In pratica, sino al compimento dei 67 anni di età, o sino al raggiungimento fittizio dei requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria, queste pensioni non possono essere percepite contemporaneamente ai redditi derivanti da un’attività lavorativa (la pensione quota 100 consente la sola percezione di redditi da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro annui). Se il pensionato lavora, il trattamento è sospeso.

Sono inoltre parzialmente incumulabili coi redditi di lavoro le pensioni derivanti da uno stato di invalidità del lavoratore: a queste pensioni si applica non solo una trattenuta giornaliera in caso di svolgimento di attività lavorativa, ma anche un taglio [1] dell’importo tra il 25% o il 50% al superamento di determinati tetti di reddito.

Facciamo allora il punto della situazione sul pensionato che lavora: trattenute, tagli dell’assegno, limiti di reddito.

In sintesi, ad oggi, ad esclusione della totale incumulabilità temporanea della pensione anticipata opzione quota 100 e del trattamento anticipato per i precoci, sono previsti i limiti alla cumulabilità della pensione con i redditi da lavoro per:

  • i titolari di assegni di invalidità;
  • i titolari di pensioni di inabilità;
  • i superstiti titolari di una pensione di reversibilità o indiretta; in quest’ultimo caso, sono limitatamente cumulabili non solo i redditi di lavoro, ma la generalità dei redditi, salvo circoscritte eccezioni; ne abbiamo parlato in Reversibilità, quando viene ridotta.

Pensionato che lavora come dipendente

Se sei un pensionato titolare di assegno di invalidità che lavora, devi sapere che puoi subire una trattenuta sullo stipendio.

Per la precisione, la trattenuta va applicata solo per gli assegni e le pensioni di invalidità (da non confondersi con le prestazioni di assistenza per invalidità civile: ad esempio invalidità specifica, alle mansioni…) d’importo superiore al trattamento minimo di pensione, pari a 515,58 euro per il 2020, ed è effettuata, nei casi previsti, direttamente sulla retribuzione, a cura del datore di lavoro.

Il datore di lavoro deve restituire le trattenute effettuate all’Inps versandole mensilmente con modello F24 ed esponendole nella denuncia Uniemens.

Ma come fa il datore di lavoro a sapere a quanto ammonta la trattenuta? L’importo della trattenuta giornaliera viene calcolato dall’Inps quando liquida la pensione, poi a ogni rinnovo del trattamento pensionistico all’inizio dell’anno. L’importo della trattenuta viene anche ufficializzato nel prospetto riepilogativo degli importi di pensione erogati nel corso dell’anno (cosiddetto modello Obism).

Trattenuta per pensionato lavoratore part time

L’importo della trattenuta comunicato dall’Inps si riferisce al lavoratore occupato a tempo pieno; ma se il dipendente ha un rapporto part-time? In questo caso, se il lavoratore svolge la propria attività per tutti i giorni della settimana, ma con orario giornaliero ridotto (part time orizzontale), l’importo della trattenuta va determinato sulla base delle ore effettive di lavoro.

Come sapere a quanto ammonta la trattenuta?

Per conoscere l’importo della trattenuta, è necessario verificare quanto indicato dall’Inps nel modello Obism inviato al pensionato. Questo modello deve essere prelevato dal pensionato direttamente dal sito dell’istituto, accedendo con le proprie credenziali dispositive, oppure può essere richiesto a qualunque sede dell’Inps.

Se sei un lavoratore pensionato soggetto alla trattenuta giornaliera, devi sapere che sei obbligato a consegnare una copia del modello al tuo datore di lavoro.

Redditi da lavoro dipendente da considerare

Per quanto riguarda i redditi da considerare ai fini dei limiti di cumulo lavoro- pensione:

  • le pensioni vanno computate al netto dei trattamenti di famiglia, come gli assegni al nucleo familiare;
  • gli stipendi vanno considerati al netto dei trattamenti di famiglia e dei contributi previdenziali e assistenziali; assieme agli stipendi vanno computate le prestazioni previdenziali con natura integrativa e sostitutiva della retribuzione (cassa integrazione guadagni, etc.).

L’indennità sostitutiva del preavviso non ha limiti di cumulo con la pensione.

Redditi da lavoro all’estero da considerare

Se sei un pensionato soggetto alla trattenuta giornaliera e lavori all’estero come dipendente, sei tenuto a comunicare all’Inps la data di inizio dell’attività, il numero delle giornate di lavoro e l’importo mensile della retribuzione. Sarà l’Inps ad applicare le trattenute sulla pensione, considerando che il datore di lavoro estero non ha rapporti previdenziali in Italia.

Doppio taglio per l’assegno d’invalidità

Se percepisci l’assegno ordinario d’invalidità, devi sapere che, oltre alla trattenuta, subisci un doppio taglio dell’assegno, continuando a lavorare.

L’assegno d’invalidità si riduce infatti:

  • del 25% se il reddito supera quattro volte il trattamento minimo annuo;
  • del 50% se lo supera cinque volte [1].

Inoltre, se l’assegno così ridotto resta comunque superiore al trattamento minimo può subire un secondo taglio, ossia la trattenuta aggiuntiva giornaliera, a meno che non siano stati accreditati almeno 40 anni di contributi.

La trattenuta giornaliera non deve essere più operata alla data di trasformazione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia, in quanto quest’ultima prestazione è pienamente cumulabile col reddito da lavoro dipendente.

Il lavoratore percepisce un assegno ordinario d’invalidità pari a 1.200 euro mensili e ha un reddito annuo da lavoro di 25mila euro. Non si applica la riduzione dell’assegno, perché il reddito non supera 4 volte il trattamento minimo (cioè 26.810,16 euro, valore dato dall’importo del trattamento minimo moltiplicato per 13 mensilità e per 4 volte), ma solo la trattenuta giornaliera pari al 50% dell’importo di pensione eccedente il trattamento minimo, corrispondente a 342,21 euro (1200 – 515,58) /2). L’importo dell’assegno ordinario d’invalidità che residua è pari a 857,79 euro.

Sanzioni penali per mancata effettuazione delle trattenute

Se il datore di lavoro non versa all’Inps le trattenute giornaliere sulla pensione, entro il termine di tre mesi dalla contestazione dell’illecito da parte degli uffici amministrativi dell’Inps, oppure dalla notificazione del verbale in caso di accertamento ispettivo, è sanzionato penalmente.

La sanzione penale consiste:

  • nella reclusione fino a tre anni;
  • nella multa fino a 1.032 euro.

Il versamento del dovuto entro i tre mesi estingue il reato.


note

[1] Art. 1 Co.42 L. 335/1995.


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