Reddito di emergenza: nessuno lo vuole

10 Giugno 2020 | Autore:
Reddito di emergenza: nessuno lo vuole

Le domande presentate per ottenere il sussidio non arrivano nemmeno a un terzo delle stime. Requisiti troppo severi?

Altro che assalto alla diligenza: il reddito di emergenza rischia di passare alla storia per essere uno dei sussidi più snobbati degli ultimi tempi. Le domande presentate per ottenere l’assegno introdotto dal decreto Rilancio come sostegno in piena crisi da coronavirus sono meno di un terzo rispetto a quelle stimate dal Governo: quasi 245mila rispetto alle circa 850mila previste dall’Ufficio parlamentare di Bilancio. Di queste, 39mila sono state respinte (nella maggior parte dei casi mancava la Dichiarazione sostitutiva unica legata all’Isee), mentre 67mila sono state mandate in pagamento dall’Inps.

Certo, ci sono ancora 20 giorni per presentare la richiesta di reddito di emergenza: il termine scade il 30 giugno. Ma, visti i tempi che corrono, sicuramente il Governo si aspettava un’adesione maggiore a questo beneficio da 800 euro al mese per due mesi (840 se c’è un disabile grave in famiglia). Il rischio, appunto, è che l’Esecutivo abbia fatto un «buco nell’acqua», come peraltro era stato previsto a suo tempo da qualche analista. Forse perché, a differenza di altri aiuti erogati durante questo periodo di crisi, per ottenere il reddito di emergenza ci vuole la Dichiarazione sostitutiva unica in corso di validità, un Isee non superiore a 15mila euro e un patrimonio mobiliare inferiore a 10mila o a 20mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. La prestazione, inoltre, non è compatibile con tutte le altre. La domanda sorge spontanea: a parità di requisiti, il resto dei bonus avrebbero avuto lo stesso successo?

Forse, oltre ai requisiti, a frenare il successo di questa iniziativa è la scarsa possibilità di accedere alla domanda per molte famiglie ai margini della società e della rete del welfare.

Vanno meglio le cose sul fronte delle richieste per il bonus colf e badanti: 500 euro mensili per due mesi, erogabili anche in un’unica soluzione. Le richieste hanno superato le 157mila unità su una platea prevista dal Governo di 460mila interessati.



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