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I leader europei temono il ritorno della pandemia

10 Giugno 2020 | Autore:
I leader europei temono il ritorno della pandemia

Sei capi di Stato e di Governo (manca l’Italia) inviano una lettera alla Commissione Ue con gli interventi da fare per non essere di nuovo impreparati.

Mai più un effetto sorpresa così devastante. Lo dicono ad alta voce, anzi per scritto, i capi di Stato e di Governo di sei Paesi dell’Unione europea, tra cui, però, non c’è l’Italia. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, Angela Merkel, Emmanuel Macron e i leader di Spagna, Danimarca, Polonia e Belgio chiedono delle garanzie a livello comunitario per non trovarsi impreparati ad una nuova possibile pandemia da coronavirus.

Nella lettera, di cui questa mattina il quotidiano La Repubblica diffonde una sintesi, si mette in evidenza come l’emergenza Covid-19 abbia sollevato dei dubbi «su quanto l’Ue fosse preparata alla pandemia e si sottolinea la necessità di un approccio europeo comune, in modo che il continente arrivi preparato a una seconda ondata del virus e a future crisi da pandemia», attraverso un investimento nella politica industriale, nella ricerca, nella digitalizzazione e nei finanziamenti europei. Mettendo, però, in primo piano l’aspetto sanitario con «una fornitura sufficiente di indumenti protettivi, farmaci essenziali e vaccini».

I sei leader europei propongono di creare un sistema centralizzato di raccolta e di monitoraggio dei dati da tenere costantemente sotto controllo e di garantire uno stock di dispositivi di protezione e di medicinali, oltre di rafforzare il ruolo del Centro europeo per la prevenzione e la diffusione delle malattie e del Meccanismo europeo di protezione civile.

Non va dimenticato, anzi viene definito nella lettera «vitale» lo sviluppo di vaccini e di cure con un coordinamento a livello internazionale. «È un compito enorme e costoso, una strategia europea comune ha un grande valore aggiunto». Maggiore collaborazione dovrà essere garantita anche sulla diagnostica e sulle cure.

I firmatari chiedono all’Unione europea di «imparare a trovare nuovi partner commerciali per diminuire la dipendenza dalle catene delle forniture da singoli Paesi» e di «incentivare le imprese a riprendere la produzione di beni nel settore sanitario».



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