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Vendita online: ultime sentenze

29 Luglio 2021
Vendita online: ultime sentenze

Come ingenerare falsamente l’aspettativa del compratore di un bene. Il pagamento con assegni e impossibilità di procedere con l’arresto in flagranza; la tutela del consumatore; gli artifizi e i raggiri idonei a integrare il reato di truffa.

Truffa a mezzo Internet: elemento soggettivo

In una truffa perpetrata mediante la pubblicazione su di un apposito sito di vendita di un falso annuncio di vendita di un’autovettura, l’elemento soggettivo del reato ben può essere desunto dall’assenza, in capo al soggetto imputato che abbia pubblicato l’annuncio, del titolo di proprietà del bene messo in vendita e dell’assenza di qualsiasi tipo di rapporto con il reale proprietario. L’individuazione certa dell’imputato può essere desunta, senza dubbio alcuno, dalla titolarità della carta ricaricabile sulla quale alle vittime veniva richiesto di accreditare le somme.

Tribunale Rovigo, 14/04/2021, n.394

Truffa commessa attraverso la vendita di prodotti online

Sussiste l’aggravante della minorata difesa, con riferimento alle circostanze di luogo, note all’autore del reato e delle quali egli, ai sensi dell’articolo 61, numero 5, del Cp, abbia approfittato, nell’ipotesi di truffa commessa attraverso la vendita di prodotti on-line, poiché, in tal caso, la distanza tra il luogo ove si trova la vittima, che di norma paga in anticipo il prezzo del bene venduto, e quello in cui, invece, si trova l’agente, determina una posizione di maggior favore di quest’ultimo, consentendogli di schermare la sua identità, di non sottoporre il prodotto venduto ad alcun efficace controllo preventivo da parte dell’acquirente e di sottrarsi agevolmente alle conseguenze della propria condotta (in applicazione di tale principio, la Corte, in accoglimento del ricorso del pubblico ministero, ha annullato con rinvio l’ordinanza del tribunale del riesame che aveva revocato la misura cautelare adottata nei confronti dell’indagato ritenendo insussistente l’aggravante della minorata difesa in relazione a una truffa svolta attraverso contatti tenuti esclusivamente via internet).

Cassazione penale sez. II, 14/01/2021, n.12427

Truffa e aggravante della minorata difesa

In caso di truffa tramite vendita online, al fine di valutare se ricorrano le circostanze di tempo, di luogo e di persona per ritenere sussistente l’aggravante della minorata difesa, è compito del giudice valorizzare, caso per caso, situazioni che abbiano ridotto o comunque ostacolato, ossia reso più difficile, la difesa del soggetto passivo, pur senza renderla del tutto o quasi impossibile, agevolando in concreto la commissione del reato. Ebbene, nella vendita online la mancata adozione di contromisure, quali il pagamento in contrassegno della merce, per rendere irrilevante la circostanza che il venditore non sia rintracciabile o non abbia mostrato prima la marce, palesa l’equilibrio contrattuale delle parti o, quanto meno, la volontà della vittima di accettare una trattativa in condizioni di parità, situazione che esclude la ricorrenza di una minorata difesa.

Nel caso di specie, per il Tribunale la possibilità di approntare una “adeguata difesa” rispetto al contesto in cui la parte offesa ha contrattato esclude la possibilità di qualificare la condotta dell’imputato alla stregua dell’aggravante di cui all’articolo 61, n. 5, del codice penale.

Tribunale Pescara, 13/10/2020, n.1132

L’impossibilità di accertare l’effettiva disponibilità del bene

Il fatto che l’agente decida di usare la vendita online per nascondere la propria identità (ovvero, come spesso accade, senza servirsi di tale espediente), per sfruttare l’impossibilità del soggetto acquirente di accertare l’effettiva disponibilità della res, integra, da solo, la condotta di artifizi e raggiri di cui all’art 640 C.p.

Tribunale Pescara, 02/11/2020, n.1745

Truffa contrattuale online: configurabilità

In tema di truffa contrattuale mediante vendita online di un bene, il reato si perfeziona nel momento in cui si realizza l’effettivo conseguimento del prezzo da parte dell’agente. Se si tratta di assegni, il momento rilevante per la consumazione del delitto è dunque quello dell’accredito su conto corrente, non potendo di conseguenza essere convalidato l’arresto in flagranza effettuato nel momento dei successivi prelievi di contante.

Cassazione penale sez. II, 03/10/2019, n.48987

L’aspettativa del compratore

Porre un bene in vendita su di un sito internet, pubblicizzandone le caratteristiche ed ingenerando la legittima aspettativa del compratore circa l’esistenza dello stesso e la validità dell’offerta, è condotta anche da sola idonea a configurare gli artifici ed i raggiri richiesti dall’art. 640 c.p.

Cassazione penale sez. II, 26/11/2019, n.198

Truffa aggravata

In merito alla sussistenza dell’ipotesi delittuosa di cui all’art 640 c.p. aggravata ai sensi dell’art 61 n. 5 c.p., nei casi di vendita online, occorre rilevare che essa sarebbe riscontrabile “con riferimento alle circostanze di luogo, note all’autore del reato e delle quali egli, ai sensi dell’art. 61, n. 5, c.p., abbia approfittato, nell’ipotesi di truffa commessa attraverso la vendita di prodotti “on – line”, poiché, in tal caso, la distanza tra il luogo ove si trova la vittima e quello in cui, invece, si trova l’agente determina una posizione di maggior favore di quest’ultimo, che può facilmente schermare la sua identità, fuggire e non sottoporre il prodotto venduto ad alcun efficace controllo preventivo da parte dell’acquirente.

Tribunale Pescara, 16/05/2018, n.1575

Vendita online: induzione in errore dei potenziali acquirenti

La messa in vendita di un bene per via telematica attraverso un sito Web noto costituisce un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli risultando integrato il reato fa e non un semplice inadempimento di natura civilistica.

Tribunale Avellino, 15/11/2018, n.1997

Insolvenza fraudolenta e truffa: quali differenze?

Ai fini della configurabilità del reato di insolvenza fraudolenta, occorre che il soggetto agente assuma un’obbligazione di dare e che tale obbligazione non venga adempiuta. Occorre, altresì, che, al momento della sua assunzione, vi sia uno stato di insolvenza del soggetto agente, che agisca con l’intenzione di non adempierla e che tale stato di insolvenza sia dissimulato.

Ricorre il reato di truffa, invece, quando scopo dell’agente è quello di realizzare un illecito profitto, inducendo la persona offesa a stipulare il contratto, con la consapevolezza che l’obbligazione a suo carico non sarà eseguita.

Nel caso di specie, avente a oggetto il mancato pagamento del prezzo pattuito per la vendita online di una consolle per videogiochi mediante ricarica poste-pay, il Tribunale ha ritenuto sussistente il reato di truffa, e non quello inizialmente contestato di insolvenza fraudolenta, tenuto conto che le trattative di vendita attraverso appositi siti internet costituiscono di per sé un mezzo insidioso, in cui anche l’equivoco atteggiamento delle parti può costituire inganno.

Tribunale Udine, 12/10/2018, n.1642

Vendita online: la mancata spedizione del bene 

Nella condotta consistita nel porre in vendita un elettrodomestico su un sito web di commercio elettronico e, una volta ricevuto dal cliente il relativo pagamento, non aver provveduto a inviare la merce in questione, non si rinviene la sussistenza di quegli artifizi e raggiri idonei a integrare il reato di truffa di cui all’art. 640 c.p., mentre tale fattispecie concreta potrebbe ricondursi nell’alveo di un mero inadempimento contrattuale.

Tribunale Napoli sez. I, 04/10/2018, n.9832

Utilizzo anonimo di nomi di dominio Internet

Gli artt. 12-14 Direttiva 2000/31/CE (c.d. «Direttiva sul commercio elettronico») devono essere interpretati nel senso che le limitazioni di responsabilità che essi prevedono sono applicabili al prestatore di un servizio di locazione e di registrazione di indirizzi IP che consente di utilizzare anonimamente nomi di dominio Internet, come quello di cui trattasi nel procedimento principale, purché tale servizio rientri in una delle categorie di servizi previste in tali articoli e soddisfi l’insieme delle condizioni corrispondenti, in quanto l’attività di tale prestatore sia di ordine meramente tecnico, automatico e passivo, con la conseguenza che detto prestatore non conosce né controlla le informazioni trasmesse o memorizzate dai suoi clienti, ed egli non svolga un ruolo attivo, permettendo a questi ultimi di ottimizzare la loro attività di vendita online, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.

Corte giustizia UE sez. III, 07/08/2018, n.521

Vendita online: l’omessa consegna del bene

L’omessa consegna del bene nella vendita online integra il reato di truffa  poiché la vendita telematica costituisce l’artificio e il raggiro idoneo a nascondere la propria identità e a rendere impossibile da parte dell’acquirente la verifica della disponibilità dell’oggetto venduto. (Nel caso di specie, il soggetto si era intestato un conto corrente telematico abbinato ad una carta postepay per la vendita di cerchi BMW al prezzo di Euro 300,00 mai consegnati).

Tribunale Pescara, 06/06/2018, n.1794

Vendita online: artifici e raggiri

La truffa contrattuale è configurabile qualora l’agente ponga in essere artifici e raggiri nel momento della conclusione del negozio giuridico, traendo in inganno il soggetto passivo che viene indotto a prestare il consenso che diversamente non presterebbe (fattispecie relativa alla vendita online di una autoradio inesistente).

Cassazione penale sez. II, 22/06/2017, n.42535

Il reato di truffa e l’ingiusto profitto

Ai fini della consumazione del reato di truffa è necessario che l’ingiusto profitto entri nella sfera giuridica di disponibilità dell’agente, non basta in tal senso la sola fuoriuscita da quella del soggetto passivo. Nel caso di vendita online la competenza si determina in base al luogo in cui è avvenuto l’accreditamento su carta di credito.

Cassazione penale sez. II, 29/11/2016, n.7294



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13 Commenti

  1. Ho deciso di aprire un negozio online. Ormai. tutti ordinano vestiti, prodotti cosmetici, accessori tramite internet, o perché non vogliono perdere tempo a girare fisicamente per negozi o perché riescono a fare velocemente i confronti tra più prodotti o perché riescono a trovare offerte più vantaggiose. fatto sta che il modo di acquistare sta cambiando. Poi, con questo coronavirus credo che la vendita online abbia avuto il suo bel riscontro

  2. Acquistare online è senza dubbio una grande comodità, ma occhio alle truffe.Consiglio di affidarsi ai siti dei marchi ufficiali oppure a piattaforme riconosciute così si evitano certi problemi

  3. Su internet riesco a trovare tutto e subito. mi basta un clic….durante la quarantena, non potendo andare in palestra, ho ordinato degli elastici per allenarmi e una palla da pilates. E’ stata una bella comodità in aggiunta ad altri esercizi a corpo libero che ho sempre fatto. Insomma, nel giro di pochi giorni mi ero creata la mia palestra personale a casa

  4. Ma ormai anche la spesa posso ordinare online. E’ una vera comodità per chi sta sempre fuori casa, è single e non ha molto tempo per andare a girare da un supermercato all’altro. allora quando posso, faccio un giro sullo store online e seleziono i prodotti da acquistare e in poco tempo mi arrivano comodamente a casa…

  5. Vorrei aprire un negozio online: quali sono i passaggi da fare? Non ho un’impresa o una partita IVA attiva.

    1. Se non si dispone di un’impresa o una partita IVA già attiva e si vuole aprire un’attività di commercio online, è necessario, entro 30 giorni dall’inizio, tramite modello di “comunicazione unica”, da presentare al Registro delle imprese:
      effettuare l’iscrizione al Registro imprese della Camera di Commercio competente per territorio;
      effettuare l’iscrizione alla gestione INPS commercianti;
      Dopo aver compiuto tale adempimento bisogna richiedere l’attribuzione della partita Iva, compilando il modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/10 per gli altri soggetti.
      È poi previsto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web (ossia il cosiddetto url), i dati identificativi dell’Internet service provider, l’indirizzo e-mail, il numero di telefono e di fax. Qualora si intenda effettuare l’attività in ambito Ue, è necessaria anche l’iscrizione nel Vies. Infine, occorre effettuare la presentazione della Scia allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

    1. Intanto è necessario che sia facilmente individuabile il titolare dell’azienda, si deve dunque scrivere chiaramente il nome, la sede dell’azienda e la partita Iva.Va inoltre indicato obbligatoriamente un indirizzo di posta elettronica e i contatti che permettano di identificare il venditore con massima facilità da parte dell’acquirente.I prezzi e le tariffe applicate devono inoltre essere identificati in maniera inequivocabile ed è necessario specificare se gli importi indicati siano comprensivi o meno di imposte e costi aggiuntivi. Sussistono inoltre obblighi specifici relativi al diritto di recesso. il diritto di recesso deve essere chiaramente espresso sul sito web. Come è ormai noto il cliente ha infatti sempre il diritto di recedere entro il termine ordinario di 14 giorni che decorrono dalla conclusione del contratto (nel caso di contratti di servizi), oppure dal giorno in cui il consumatore riceve i beni. Se il venditore non fornisce informazioni sul diritto di recesso il termine dei 14 giorni si estende a dodici mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale.Il consumatore può esercitare il proprio diritto a rinunciare all’acquisto, il diritto di recesso, entro i termini sopra riportati, sia utilizzando il modulo predisposto dal legislatore e allegato al Codice del consumo oppure attraverso una qualsiasi dichiarazione scritta che riporti chiaramente la decisione di recedere dal contratto.

  6. Vorrei aprire un negozio online.. La competizione tra i vari venditori è tanta… Come posso distinguermi dagli altri?

    1. Devi cercare di offrire un servizio quanto più esclusivo possibile che metta il cliente nella condizione ideale per concludere l’acquisto in maniera conveniente, sicuro e soddisfacente. Per quanto necessarie per finalizzare le vendite a distanza, le spese di spedizione vengono considerate dagli utenti come un elemento superfluo, accessorio, non direttamente legato al prodotto, costi che non avrebbero dovuto sostenere acquistando lo stesso oggetto in un negozio fisico. Offrire, quindi, la spedizione gratuita e possibilmente tracciata può essere determinante per condizionare in maniera positiva l’acquirente. Ovviamente un prodotto particolarmente economico non permetterebbe di ammortizzare i costi da sostenere per offrire al cliente la spedizione gratis. In questi casi un piccolo stratagemma potrebbe essere quello di alzare (seppur di poco) il prezzo finale dell’oggetto ed includere in esso il costo della spedizione. D’altronde la percezione che gli acquirenti hanno dei prodotti conta molto, ed un oggetto con un prezzo medio-alto solitamente viene percepito dai clienti come di maggiore qualità.
      Ispirare sicurezza
      La maggior parte delle piattaforme di compravendita dà ai clienti che finalizzano un acquisto la possibilità di rilasciare una recensione (o un feedback) nei confronti del venditore, che sia relativo alla qualità della transazione e alla bontà del prodotto comprato. Ispirare sicurezza, fiducia ed affidabilità è fondamentale per convincere un potenziale acquirente a finalizzare l’acquisto. Per raggiungere questo obiettivo non bisognerà mai mentire sulla qualità dei prodotti, nascondendone eventuali difetti o esagerandone le funzioni. Più sinceri si è su ciò che si vende, meno possibilità ci saranno che una volta ricevuto il prodotto il cliente ne risulti insoddisfatto. Solo in questo modo la vendita potrà considerarsi realmente andata a buon fine, con totale soddisfazione sia del compratore che del venditore. La recensione positiva sarà una logica conseguenza alla transizione portata a termine con successo su ogni fronte.
      Foto professionali
      Le foto possono fare la differenza, anche più del prezzo e della descrizione. Sarà fondamentale curare l’illuminazione ed esaltare le caratteristiche del prodotto senza mai nascondere eventuali difetti, in modo che nessuno possa poi lamentarsi successivamente. La foto principale (o di copertina) dovrà essere la più curata, la più bella: il suo compito sarà infatti quello di attirare l’attenzione degli utenti tra più inserzioni apparentemente simili.

      Proposta di acquisto ed aste
      Un altro elemento da valutare per aumentare la possibilità di vendere i propri prodotti è quello che prevede la possibilità di mettersi d’accordo direttamente con l’interessato per quanto riguarda il prezzo. Concordare il valore di un oggetto può essere determinante per vendere soprattutto oggetti d’antiquariato o prodotti con un valore medio-alto. Concedere poi la possibilità di un’asta, nel caso in cui ci fossero più persone interessate, potrebbe far aumentare in maniera importante i ricavi che ci si era prefissati di incassare per un determinato oggetto: durante un’asta, infatti, spesso si tende a rilanciare molte volte, perdendo di vista il valore medio di mercato di un determinato prodotto.

  7. ho fatto un ordine online immaginando che il sito fosse affidabile. Mostrava le linee di marca uguali a quelle reali. Così spinta dall’affare mi sono apprestata a fare l’ordine per timore di non trovare più i prodotti che avevo selezionato. Intanto quell’ordine non mi è mai arrivato, dal centro assistenza non rispondeva nessuno e sono rimasta fregata: senza soldi e senza prodotti

  8. NOn vorrei appesantirmi ma bisognerebbe informarsi e fare attenzione ad affidarsi a siti non ufficiali ed eventualmente a quei rivenditori conosciuti. Il rischio di essere truffato ed essere accusati di incauto acquisto è dietro l’angolo

  9. attenzione ai siti he appaiono tradotti in un italiano scorretto: nessuno apre un sito online in cui consente al consumatore di effettuare acquisti online con il rischio di apparire disorganizzato e sprovveduto? ecco, gli errori ortografici e grammaticali sono già un primo importante segnale a cui fare attenzione

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