Vaccino al Coronavirus, quando sarà pronto

10 Giugno 2020
Vaccino al Coronavirus, quando sarà pronto

La previsione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), tenendo conto che parliamo di una situazione in continua evoluzione. 

Tutto sul vaccino. Tante le domande che si affastellano sulla realizzazione di un preparato artificiale che possa aiutarci a vincere la battaglia contro il Coronavirus. Ad alcune di queste, oggi, ha risposto il direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), Guido Rasi, in commissione Affari esteri alla Camera, nel corso dell’audizione sull’azione internazionale dell’Italia per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e sull’efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. È l’agenzia di stampa Adnkronos ad aggiornarci sullo stato dell’arte.

Quando è probabile che avremo il vaccino

«Abbiamo contatto con 33 potenziali candidati sviluppatori di vaccini contro Covid-19 e 135 di potenziali terapie, secondo l’ultimo aggiornamento che ogni ora può cambiare – dice Rasi -. Non tutte le sperimentazioni si trovano allo stesso livello, pochi sono avanzati: oltre all’antivirale Remdesivir, che è quello che ha più studi nella fase più avanzati, ci sono alcuni anticorpi monoclonali, alcuni anti-Hiv che potrebbero arrivare sul tavolo dell’Ema dopo l’estate per la formale approvazione. Per quanto riguarda i vaccini se tutto andrà bene si potrebbero avere nel primo trimestre del 2021 ed è ragionevole e auspicabile attendersi l’autorizzazione a più di un vaccino contemporaneamente».

«Naturalmente tutti speriamo di avere presto vaccini e trattamenti efficaci – ha aggiunto – ma siamo molto consapevoli che dovranno essere somministrati a milioni di persone e sarà cruciale avere un equilibrio fra il rapido sviluppo e la disponibilità di questi prodotti, sulla base di robusti dati di sicurezza ed efficacia». Rasi ha poi di nuovo evidenziato la necessità di “organizzare studi non frammentati. Dai media sentiamo ogni giorno di risultati positivi da studi con 20 pazienti, che evidentemente non portano da nessuna parte».

L’opinione dell’esperto Oms

C’è anche però chi non la pensa allo stesso modo sul periodo in cui avremo finalmente il vaccino per il Coronavirus. Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dichiarato in un’intervista a InBlue Radio che non se ne parlerà prima di settembre 2021. Perché un conto è trovare il vaccino. Un conto è poi distribuirlo. Operazione che richiederà tempi tecnici tali per cui non sarà immediata la somministrazione, non appena l’avremo trovato.

«Al momento – ha spiegato Guerra – ci sono circa 80 vaccini candidati e quattro o cinque sono in fase avanzate e molto promettenti. Su questi stiamo puntando molto. La previsione è che nel primo trimestre del 2021 ci sia una conferma di validità e poi l’avvio della produzione. Però non credo che prima della fine del primo semestre 2021 avremo un vaccino a disposizione. Vogliamo che quando ci sarà un vaccino diventi un bene globale e non sia soggetto alla commercializzazione spinta».

Come abbiamo risolto il problema delle carenze di farmaci

Una buona notizia riguarda la disponibilità di farmaci: problema annoso, dal momento che tutti quelli attualmente in uso in sperimentazioni, studi clinici e programmi compassionevoli servono per curare altre malattie, come gotta, artrite reumatoide ecc.

«In tempi di Covid il problema già preesistente delle carenze di farmaci si è aggravato – spiega Rasi -. Le misure di confinamento hanno provocato vari effetti come la chiusure di fabbriche, la difficoltà di distribuzione e importazione di materie prime e principi attivi. I problemi hanno riguardato soprattutto sedativi, rilassanti, bloccanti muscolari, antibiotici, vasocostrittori, ma anche altri prodotti non usati nelle terapie intensive e per il Covid-19».

«Le carenze dei medicinali sono un problema gestito a livello nazionale, ma in questa crisi abbiamo lavorato con gli Stati che ci hanno chiesto un aiuto. Circa 400 aziende hanno risposto alle nostre richieste, facilitando la riallocazione della produzione. Il lavoro svolto ha dato risultati positivi, consentendo ai produttori di aumentare ora la capacità di fornitura e stiamo collaudando un nuovo sistema per prepararci a una possibile seconda ondata di contagi che potrebbe arrivare in autunno. Con una modellistica per capire quante dosi serviranno a livello europeo».



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