Maturità: c’è confusione sull’esame orale

10 Giugno 2020
Maturità: c’è confusione sull’esame orale

Le incertezze degli studenti sulle prove: date di svolgimento, contenuti del colloquio orale, elaborato da inviare preventivamente, punteggi di valutazione finale.  

Gli esami di maturità stavolta disorientano più del solito, perché quest’anno bisogna fare i conti con il nuovo regime straordinario delle prove, reso necessario dall’emergenza Coronavirus. Le incertezze ora regnano in particolare tra gli studenti, molti dei quali non sanno cosa li aspetta e in cosa consisteranno le prove che inizieranno il 17 giugno (per conoscere i contenuti dell’esame di maturità 2020 puoi leggere qui l’ordinanza del ministero e consultare le regole per le valutazioni).

Un sondaggio effettuato da Skuola.net tra 5mila maturandi e diffuso ora dall’Adnkronos rivela che una percentuale tra il 10% e il 20% degli intervistati dimostra di non aver compreso fino in fondo il meccanismo di svolgimento dell’esame. Qualcuno (il 5%) addirittura non sa che le prove d’esame inizieranno il 17 giugno ed è convinto che ogni scuola possa decidere in autonomia quando partire.

Ma la confusione maggiore regna sui contenuti del colloquio: più di uno studente su 6 non sa che l’orale della durata di un’ora partirà per tutti dall’elaborato sulle materie d’indirizzo, su un tema assegnato proprio dai professori di quelle discipline e questo sostituirà la seconda prova che veniva svolta di consueto negli altri anni, come la prova scritta di italiano che quest’anno mancherà.

Inoltre, quasi 1 su 10, non ha capito veramente in cosa consista l’elaborato sulle discipline d’indirizzo: qualcuno pensa che debba essere un lavoro multidisciplinare, in stile tesina, qualcun altro crede che andrà discussa ‘a braccio’, senza preparare nulla a casa. Anche se quest’ultima ipotesi non è impossibile: non è prevista, infatti, l’esclusione dall’esame o una ‘pena’ in termini di diminuzione del punteggio (ma il ministero specifica che ”se ne terrà conto in sede di valutazione”) per chi non avrà inviato l’elaborato alla commissione d’esame entro il 13 giugno, che è l’ultimo giorno fissato per l’utile consegna.

Un altro passaggio su cui i maturandi appaiono molto disorientati sono i materiali predisposti dalla commissione; quelli che l’anno scorso erano inseriti nelle famigerate ‘buste‘ a sorteggio, che quest’anno sono state eliminate: un buon 10% degli interpellati crede, invece, che ci saranno anche stavolta, ed un ulteriore 8%  pensa che i commissari non prepareranno nessuno spunto per verificare le capacità dello studente di collegare le varie materie tra loro.

La cosa più grave riguarda un 15% di studenti che sostiene di essere pronto a presentarsi di fronte ai professori senza aver ripassato nulla del programma scolastico di quinta superiore, pensando che il colloquio di quest’anno non possa comprendere anche le rituali  domande sulle materie studiate.

Invece, la percentuale dei ben informati cresce quando si tratta degli aspetti più dibattuti nella cronaca che ha portato al provvedimento definitivo sul volto del nuovo esame: il 90% dei maturandi, ad esempio, sa che la prova scritta di italiano è stata cancellata e rimpiazzata dall’analisi di un testo di letteratura (compreso tra quelli affrontati dai docenti durante l’anno) da rendere oralmente all’esame; così come la stragrande maggioranza degli studenti (il 96%) sono al corrente che dovranno rispondere anche a domande su ‘Cittadinanza e Costituzione‘ e illustrare la relazione sulla propria esperienza di ‘Alternanza scuola lavoro‘ . Infine, troppi ragazzi (il 16%) non sanno che in sede di valutazione l’orale attribuisce fino a 40 punti e che i crediti del curriculum scolastico contano invece fino a 60.



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