Coronavirus, le ultime novità incoraggianti sulle cure

10 Giugno 2020
Coronavirus, le ultime novità incoraggianti sulle cure

Buoni risultati dallo studio sul Tocilizumab, farmaco contro l’artrite reumatoide.

Per l’ennesima volta: non c’è una cura specifica al Coronavirus, solo sperimentazioni in corso. Non ci stancheremo mai di dirlo: seguiamo con molta attenzione qualunque novità arrivi, dal punto di vista dei test sui farmaci, ma non vogliamo né possiamo illudere i lettori rispetto a “cure miracolose” che spuntano all’improvviso. Quello che possiamo comunicare, per ora, sono i risultati periodici che abbiamo sulle sperimentazioni: il Tocilizumab, farmaco contro l’artrite reumatoide, è uno dei medicinali al centro degli studi. 330 i pazienti ai quali è stato somministrato a livello sperimentale. L’agenzia di stampa Adnkronos ci spiega che, da questo fronte, arrivano buone notizie.

I buoni risultati dal Tocilizumab 

Secondo Paolo Ascierto, direttore dell’unità Melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, «è stato ottenuto un tasso di letalità del 22,4%, quindi un risultato superiore del 10% rispetto a quanto prospettato. Quindi lo studio in un certo qual modo è positivo, anche se manca il braccio di controllo». Ascierto lo ha dichiarato in audizione alla commissione Affari sociali della Camera.

Il medico ha ricostruito i passi che lo hanno condotto verso questo trial clinico: «Dopo il confronto con i colleghi cinesi, ho spiegato il razionale ai vertici del nostro ospedale e si è creata il giorno successivo, il 17 marzo 2020, una task force all’ospedale Cotugno di Napoli per iniziare il trattamento contro il distress respiratorio dei pazienti Covid-19 con il Tocilizumab. I primi pazienti hanno ottenuto un risultato importante e abbiamo pensato di mettere su uno studio clinico, organizzato in pochissimi giorni. Non ci sentivamo però di introdurre un braccio di controllo per i pazienti in terapie intensiva e abbiamo generato l’ipotesi di usare Tocilizumab a un dosaggio superiore anche rispetto a quello usato dai colleghi cinesi».

I risultati sono stati positivi e «con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) si è pensato di creare una coorte osservazionale per dare il farmaco a più pazienti, con criteri meno rigidi. Su questa coorte le analisi sono ancora in corso».

Fra i pazienti trattati al Cotugno, «un ragazzo del ’93 con nessuna co-morbidità, che grazie a un trattamento con Tocilizumab ha avuto un miglioramento importante. Ora stiamo aspettando i risultati di due studi di fase III con braccio di controllo, l’arruolamento è concluso e a breve avremo la conferma di quello che abbiamo visto. Quanto alla tossicità – ha concluso Ascierto – Tocilizumab non ha mostrato nessuna tossicità aggiuntiva rispetto all’uso nell’artrite reumatoide».

Il primo caso al mondo di cura con farmaco anticolite 

L’altra buona notizia di oggi arriva dalla Lombardia ed è sempre l’Adnkronos a segnalarcela. Esiste un anticorpo monoclonale, chiamato Infliximab, che è probabilmente noto solo a chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Serve, infatti, per curare questo tipo di patologie. A Rho, nel Milanese, è stato usato, per la prima volta al mondo secondo l’Asst Rhodense, per trattare un paziente Covid che soffriva anche di colite ulcerosa.

«In pochi giorni ha riportato miglioramenti al quadro polmonare», annuncia l’azienda sanitaria locale, spiegando che il caso «potrebbe supportare l’ipotesi che il farmaco sia utile nella terapia per Covid-19».

Lo studio è stato condotto dal Gianpiero Manes, direttore della Gastrologia dell’Asst Rhodense, in collaborazione con il reparto Covid Pneumologia. «L’importante ricerca sarà pubblicata su “Gut”, una delle principali riviste al mondo sulla Gastroenterologia», aggiunge l’Asst.



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