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Documenti per affittare una casa

10 Giugno 2020 | Autore:
Documenti per affittare una casa

Cosa serve per poter firmare un contratto di locazione? Chi deve occuparsi della registrazione e cosa viene richiesto?

Che tu sia il proprietario o l’inquilino dell’immobile, quando vuoi affittare una casa devi predisporre una serie di documenti necessari alla preparazione del contratto che verrà successivamente registrato all’Agenzia delle Entrate.

Ci sono, comunque, delle cose che entrambe le parti dovranno verificare prima ancora di mettere sul tavolo i documenti per affittare casa. In particolare:

  • che sull’immobile non ci siano degli impegni come ipoteche o pignoramenti;
  • che gli impianti siano funzionanti e a norma;
  • che i locali siano imbiancati e puliti;
  • che gli elettrodomestici funzionino, nel caso facciano parte della locazione;
  • che ci sia la certificazione energetica, da recuperare online o presso un’agenzia che si occupa di questa pratica.

La certificazione energetica, dunque, dovrà essere inserita tra i documenti per affittare casa. Ed è importante, perché è una delle variabili che incidono sull’importo del canone di affitto: più la classe energetica è alta e più lo sarà anche il prezzo da pagare, anche se poi si risparmierà sulla bolletta.

Ma vediamo quali documenti servono sia al proprietario sia all’inquilino quando si sta per affittare un immobile. Come capirai tra poco, quasi tutte le carte le deve presentare il padrone di casa.

Affittare casa: i documenti del proprietario

Nel caso sia tu il proprietario, se vuoi affittare una casa dovrai presentare questi documenti alla firma del contratto:

  • carta d’identità;
  • codice fiscale;
  • piantina della casa;
  • copia dell’atto d’acquisto o visura catastale;
  • attestato di efficienza energetica (Ace).

Una volta firmato il contratto di affitto, dovrai registrarlo presso l’Agenzia delle Entrate. Anche in quell’occasione dovrai presentare alcuni documenti e, nello specifico:

  • due copie del contratto firmato in originale da entrambe le parti;
  • modello 69 compilato;
  • ricevuta del pagamento dell’imposta di registro;
  • marche da bollo da 16 euro su ogni due pagine.

Il modello 69 (che puoi scaricare da qui oltre che dal sito dell’Agenzia delle Entrate) serve per:

  • richiedere la registrazione degli atti, ad eccezione di quelli emessi dagli organi giurisdizionali;
  • comunicare gli adempimenti successivi dei contratti di locazione e di affitto di beni immobili (cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite).

Affittare casa: le tasse per il proprietario

Ovvio che ci sono delle tasse da pagare, altrimenti non saremmo in Italia. Tuttavia, nel caso tu decida di dare una casa in affitto, puoi scegliere tra il regime fiscale ordinario e quello della cedolare secca.

Nel primo caso, come proprietario dovrai pagare il 50% delle spese di registrazione del contratto. L’altro 50% spetterà all’inquilino. Non ti conviene fare il furbo ed inserire nel contratto una clausola che vincoli il conduttore a dover pagare il 100% di queste spese: tale clausola sarà nulla già in partenza, anche perché sei tu e solo tu la persona obbligata a fare la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate. Quindi, tanto vale. Va precisato che la registrazione è obbligatoria entro 30 giorni dalla firma del contratto e solo se la locazione dura più di un mese. A questo punto, dopo la registrazione, hai 60 giorni di tempo per comunicarla al tuo inquilino e all’amministratore del condominio (se l’appartamento si trova in questo contesto) tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o via Pec (posta elettronica certificata).

Poi c’è l’imposta di registro. Va pagata una volta l’anno oppure in un’unica soluzione per tutta la durata del contratto. Se cerchi di glissare e di non pagarla, rischi una sanzione dal 120% al 240% del valore dovuto più gli interessi di more. Come detto poco fa: tanto vale.

Per quanto riguarda, invece, la cedolare secca, si tratta di un regime fiscale non legato al reddito che presuppone, pertanto, una tassazione fissa. L’imposta è del 21% del canone percepito (del 10% per i contratti a canone concordato).

Questa tassa è pari al 21% del canone che si incassa o del 10% per i contratti a canone concordato. Il regime va, comunque, indicato nella dichiarazione dei redditi.

Affittare casa: i documenti dell’inquilino

Tutto molto più semplice per l’inquilino. Intanto, lo ricordiamo, non deve preoccuparsi della registrazione del contratto, poiché spetta solo al proprietario, a parte pagare la sua metà delle spese per la procedura. Ad ogni modo, conviene sempre controllare che il padrone di casa non si «dimentichi» di farlo entro 30 giorni dalla firma del contratto di almeno un mese di locazione (in caso di affitto breve, la registrazione non è obbligatoria). È importante controllare questo aspetto – ed è un diritto dell’inquilino – perché altrimenti il contratto risulta nullo, cioè non ha alcun valore.

Quanto ai documenti per affittare una casa come inquilino, sicuramente li porterai sempre con te nel portafoglio: ti servono soltanto un documento di identità e il codice fiscale. Se, però, vivono con te altre persone, dovrai fornire al proprietario dell’immobile gli stessi loro documenti.

Quanto alle tasse, qualsiasi regime venga scelto dal padrone di casa non ti cambia assolutamente nulla. Devi, però, tenere presente che hai diritto a portare in detrazione il canone di affitto in sede di dichiarazione dei redditi, allegando le copie delle ricevute di pagamento, sempre che la casa sia destinata ad abitazione principale ed appartenga ad una di queste categorie di affitti:

  • contratto 4+4 (canone libero);
  • contratto 3+2 (canone concordato);
  • contratto per studenti fuori sede.

note

Autore immagine: Canva.com


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