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Risarcimento danni per abbandono figlio

10 Giugno 2020
Risarcimento danni per abbandono figlio

Denunciare i genitori per danni morali: il risarcimento in ambito familiare e prescrizione.

Una nostra lettrice ci ha raccontato la propria storia chiedendo un consiglio sul da farsi. Dopo aver conosciuto un uomo e aver avuto da questi un figlio, è stata abbandonata sul più bello per un’altra donna. In tutto questo tempo, la madre è stata costretta a gestire da sola il bambino che ora ha superato la maggiore età. Il padre non si è fatto mai vivo, né ha riconosciuto come proprio il figlio. Ora lei vorrebbe agire contro di lui onde ottenere il risarcimento danni per abbandono figlio. Cosa può fare e come deve muoversi? Entro quanto tempo può esercitare l’azione contro l’uomo e quali sono i termini di prescrizione?

Per spiegare quali passi intraprendere contro l’ex compagno, dobbiamo fare alcune importanti premesse.

Doveri di un padre

I doveri di un genitore verso un figlio iniziano dalla nascita di quest’ultimo. Alcuni di questi doveri, quelli cioè di carattere patrimoniale, come l’assistenza e il mantenimento, non cessano con la maggiore età ma con l’indipendenza economica del giovane, che potrebbe sopraggiungere anche molto tempo dopo.

Riconoscimento del figlio

Nel caso di una coppia di fatto, il padre non può rifiutarsi di riconoscere il figlio, neanche con il consenso della madre. L’omissione di tale obbligo può essere perseguita in via civile con un’azione di riconoscimento della paternità, azione intentata sia dalla madre che dal figlio stesso divenuto maggiorenne. 

Il giudice accerterà la paternità con il test del Dna. A tale esame del sangue, il presunto padre non può sottrarsi se non per giustificato motivo. Poiché però la costrizione fisica non è possibile, il rifiuto al test determina l’automatico accertamento della paternità.

Mantenimento del figlio

Il padre della coppia di fatto – al pari di quello della coppia sposata – deve poi provvedere a contribuire, insieme alla madre, al mantenimento del figlio finché questi non diventa autonomo. 

La Cassazione però esclude che l’obbligo di mantenimento possa persistere anche dopo 35 anni, presumendosi che l’assenza di indipendenza economica dipenda più da inerzia del giovane che da assenza di possibilità.

Tanto la madre quanto il figlio privato di tali sostegni possono agire contro il padre per ottenere il pagamento degli obblighi alimentari con effetto retroattivo, ossia a decorrere dalla nascita. Saranno così dovuti tutti gli arretrati mai versati.

Cure e affetto

I doveri di un padre verso un figlio non si limitano all’aspetto patrimoniale. Il padre deve essere presente in tutta la vita del proprio figlio, in modo da non fargli mancare quel calore e quella guida che un genitore deve poter assicurare, al fine di garantirgli il cosiddetto diritto alla bigenitorialità.

Anche in questo caso, l’omissione dell’obbligo comporta il diritto a chiedere il risarcimento del danno dal padre assente. 

Risarcimento danni per padre assente e prescrizione

La Cassazione [1] ha chiarito che il diritto del figlio ignorato dal padre di pretendere da questi i danni patrimoniali e morali non si prescrive mai finché il padre è assente. La prescrizione infatti è sì di 5 anni, ma tale termine inizia a decorrere da quando cessa la condotta illecita ossia da quando il padre inizia a cambiare registro. 

Per cui, se il padre muta il proprio atteggiamento verso il figlio e inizia a partecipare alla sua vita quotidiana, a versargli il mantenimento, a dargli l’affetto che un genitore è tenuto a garantire alla prole, allora sarà da questo stesso momento che iniziano a decorrere i cinque anni di prescrizione per ottenere il risarcimento dei danni per il passato. Invece, se il padre non si ravvede mai, la prescrizione non si verifica mai, e ciò per il semplice fatto che il termine non inizia a decorrere. 

Dunque, il padre assente è tenuto a versare il risarcimento per i danni patrimoniali e morali anche se l’istanza viene presentata dopo diverse decine di anni dalla nascita. In particolare, nel caso deciso dalla Corte, il figlio aveva raggiunto già quarant’anni e, ciò nonostante, ha ottenuto dal tribunale il risarcimento di tutti i danni causatigli dal padre per la lunga e ostinata assenza [2].


note

[1] Cass. ord. n. 11097 del 10.06.2020.

[2] Con una lunghissima motivazione gli Ermellini hanno spiegato che questo danno endofamiliare non è generato da un illecito istantaneo. La prescrizione non decorre dalla nascita ma dal momento in cui si sono verificate tutte le condizioni, come ad esempio il ritrovamento del genitore, per chiedere il ristoro.

Ciò perché, si legge in sentenza, “in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, nel caso di illecito istantaneo, caratterizzato da un’azione che si esaurisce in un lasso di tempo definito, lasciando permanere i suoi effetti, la prescrizione incomincia a decorrere con la prima manifestazione del danno, mentre, nei caso di illecito permanente, protraendosi la verificazione dell’evento in ogni momento della durata del danno e della condotta che lo produce, la prescrizione ricomincia a decorrere ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato per la prima volta, fino alla cessazione della predetta condotta dannosa”.

In altre parole, il fatto illecito, qualora abbia carattere permanente, non può ritenersi consumato con riferimento al suo solo momento iniziale, bensì con riferimento a quello finale (cessazione del fatto generatore del danno), in quanto l’illiceità del comportamento lesivo non si esaurisce nel primo atto dell’agente, ma, in relazione al contenuto dell’attività e dell’attitudine di questa a produrre di continuo danno, perdura nel tempo, sino a quando permanga la situazione illegittima posta in essere e nella quale si concreta una violazione ininterrotta dell’altrui diritto, in tal caso, il diritto al ristoro dei danni sorge con l’inizio del fatto illecito generatore del danno medesimo, ma con questo persiste nel tempo, rinnovandosi di momento in momento, con la conseguenza che la prescrizione ma inizia da ciascun giorno rispetto al fatto già verificatosi ed al corrispondente diritto al risarcimento. Al contrario nessuna influenza sul decorso della prescrizione ma il carattere permanente del danno prodotto da un fatto lesivo non permanente.


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2 Commenti

  1. scandaloso che la madre possa non assumersi obblighi genitoriali e il padre invece si.
    che sessismo

  2. Beh si, il padre passa sempre da stronzo, la madre invece da eroina anche quando decide di abortire o di partorire in anonimo. Sessismo al 100 x 100.
    Un padre che contribuisce al mantenimento di un figlio indesiderato per me è già un guerriero.

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