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Trascrizione matrimonio: ultime sentenze

9 Maggio 2021
Trascrizione matrimonio: ultime sentenze

Celebrazione all’estero; mancata trascrizione nei registri dello stato civile italiano; unione di cittadini italiani dello stesso sesso; cessazione degli effetti civili.

Si può trascrivere in Italia il matrimonio omosessuale celebrato all’estero tra un cittadino italiano ed uno straniero? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Trascrizione del matrimonio religioso

In materia di trascrizione agli effetti civili del matrimonio religioso celebrato secondo il rito di culti diversi da quello cattolico, occorre distinguere due ipotesi: la trascrizione dell’atto di matrimonio celebrato secondo il rito di un culto che abbia stipulato un’intesa con lo Stato italiano segue la disciplina prevista da questa; l’atto di matrimonio celebrato in Italia davanti ad un ministro di un culto con il quale non sia stata stipulata un’intesa deve invece essere trascritto quando il detto ministro appartenga ad un culto ammesso nello Stato ai sensi della legge n. 1159 del 1929, la sua nomina sia stata approvata con decreto del Ministro dell’Interno e l’ufficiale dello stato civile abbia rilasciato l’autorizzazione scritta alla celebrazione del matrimonio.

(Nella specie, la Corte d’appello ha erroneamente negato la trascrizione del matrimonio celebrato innanzi al ministro di culto della “Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania” in quanto confessione religiosa ammessa nello Stato ai sensi della legge n. 385 del 1949 che, all’epoca del matrimonio, non aveva stipulato un’intesa con l’Italia, senza indagare se il matrimonio dovesse essere trascritto secondo la normativa sui culti ammessi, dettata dalla legge n. 1159 del 1929 e dal r.d. n. 289 del 1930).

Cassazione civile sez. I, 09/03/2020, n.6511

Riconoscimento degli effetti civili del matrimonio celebrato in Italia

In tema di trascrizione dei matrimoni religiosi celebrati secondo il rito proprio di culti diversi da quello cattolico, occorre distinguere l’ipotesi di matrimonio celebrato secondo il rito di culti religiosi per cui esistono intese con lo Stato Italiano e quelli disciplinati dalla legge n. 1159/1929, secondo cui il matrimonio celebrato in Italia innanzi ad un ministro di culto acattolico con cui lo Stato non ha stipulato intese, ha effetti civili a condizione che la nomina di tale ministro di culto sia stata approvata con decreto dal Ministro dell’interno.

Cassazione civile sez. I, 09/03/2020, n.6511

Matrimonio celebrato all’estero non trascritto in Italia e separazione

Ai fini della pronuncia di separazione in Italia, il matrimonio celebrato all’estero dalle parti, entrambe cittadini stranieri, anche se non trascritto nei registri dello stato civile italiano, ha piena rilevanza nel nostro ordinamento (ex art. 28 legge n. 218/95).

Tribunale Pisa, 24/03/2020, n.336

Matrimonio omosessuale celebrato all’estero: è possibile la trascrizione in Italia?

Deve escludersi la possibilità di trascrizione in Italia per il matrimonio omosessuale celebrato all’estero tra un cittadino italiano ed uno straniero; risulta invece possibile il riconoscimento come unione civile.

Cassazione civile sez. I, 14/05/2018, n.11696

Trascrizione del matrimonio canonico 

Nell’ipotesi di trascrizione del matrimonio canonico, eseguita dall’ufficiale di stato civile su ordine del tribunale, adito con ricorso di un solo nubendo in sede di procedimento camerale, ai sensi degli artt. 95 e 96 del d.P.R. n. 396 del 2000, il soggetto che si ritenga leso da tale trascrizione può agire con l’azione ordinaria di cognizione di cui all’art. 16 della legge n. 847 del 1929, volta all’accertamento della nullità della trascrizione stessa, allorché assuma che questa sia avvenuta in mancanza del consenso integro – espresso o tacito – dell’altro coniuge, da accertare con riguardo al momento in cui fu formulata la richiesta la trascrizione all’ufficiale di stato civile, in origine disattesa.

Cassazione civile sez. I, 12/03/2018, n.5894

Matrimonio celebrato fra stranieri all’estero

Affermata la giurisdizione del giudice italiano in ordine alla domanda sul vincolo matrimoniale, deve farsi applicazione della legge italiana in base al criterio dell’ultima residenza comune in Italia dei coniugi.

Ricorrendone i presupposti, consegue l’accoglimento della chiesta pronuncia di separazione. Va precisato sul punto che non osta alla statuizione sul vincolo la mancata trascrizione del matrimonio nei registri dello stato civile. Invero, il matrimonio celebrato all’estero dalle parti, entrambe cittadine straniere, anche se non trascritto nei registri dello stato civile italiano, ha piena rilevanza nel nostro ordinamento.

Tribunale Parma sez. I, 02/01/2017, n.7

Matrimonio contratto all’estero e mancata trascrizione in Italia

In caso di matrimonio contratto all’estero, la mancata trascrizione dello stesso in Italia non è idonea a determinare la cessazione del vincolo matrimoniale, pertanto, data la permanenza di tale vincolo, non può essere accolto il ricorso ex art. 337-bis c.c. affinché il Tribunale disponga l’affido esclusivo dei figli.

Tribunale Mantova sez. I, 14/11/2017

Annullamento della trascrizione dell’atto di matrimonio

Rientra nella giurisdizione del g.a. la controversia avente ad oggetto l’atto del Prefetto di annullamento della trascrizione del matrimonio contratto all’estero tra due cittadini dello stesso sesso (nella specie, femminile), trattandosi di atto autoritativo, incidente su posizioni di interesse legittimo.

Consiglio di Stato sez. III, 01/12/2016, n.5047

Matrimonio omosessuale all’estero

Il matrimonio omosessuale è incapace, nel vigente sistema di regole, di costituire tra le parti lo status giuridico proprio delle persone coniugate (con i diritti e gli obblighi connessi) in quanto privo dell’indefettibile condizione della diversità di sesso dei nubendi, che il nostro ordinamento configura quale connotazione ontologica essenziale dell’atto di matrimonio.

A fronte della inconfigurabilità di un diritto (di genesi nazionale o sovranazionale) al matrimonio omosessuale, resta preclusa all’interprete ogni opzione ermeneutica creativa che conduca, all’esito di un’operazione interpretativa non imposta da vincoli costituzionali o (latu sensu) internazionali, all’equiparazione, anche ai meri fini dell’affermazione della trascrivibilità di matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, dei matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali.

Ne consegue che la trascrizione del matrimonio omosessuale contratto all’estero da cittadini italiani risulta preclusa proprio dal difetto di uno degli indispensabili contenuti dell’atto di matrimonio trascrivibile, e la cui verifica preliminare deve ritenersi compresa nei doverosi adempimenti affidati all’ufficiale dello stato civile.

Consiglio di Stato sez. III, 26/10/2015, n.4899

La trascrizione del matrimonio

La questione della libera circolazione negli Stati europei non è direttamente influenzata dalla trascrizione del matrimonio, trovando soluzione nelle disposizioni del d.lg. n. 30/2007, a norma del quale lo stato di coniugio non deve essere valutato secondo il diritto del nostro Paese, quale Stato ospitante, ma secondo l’ordinamento straniero in cui il vincolo è stato contratto (indicazione peraltro contenuta nella Circolare del Ministero dell’interno n. 8996 del 26/10/2012).

Corte appello Milano sez. famiglia, 06/11/2015, n.2286

Cessazione effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio con rito religioso

È costituzionalmente illegittimo, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 l. 11 marzo 1953 n. 87, l’art. 31, comma 6, d.lg. 1 settembre 2011 n. 150, nella parte in cui non prevede che la sentenza di rettificazione dell’attribuzione di sesso di uno dei coniugi, che determina lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio celebrato con rito religioso, consenta, comunque, ove entrambi lo richiedano, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata, che tuteli i diritti e gli obblighi della coppia medesima, con modalità da statuirsi del legislatore. Il d.lg. n. 150 del 2011, nell’abrogare l’art. 4 l. n. 164 del 1982 (dichiarato costituzionalmente illegittimo), lo ha sostituito con l’art. 31, comma 6, che ne ripete, con minima ininfluente variante lessicale, identicamente il contenuto.

Corte Costituzionale, 11/06/2014, n.170



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