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Grondaia: ultime sentenze

24 Luglio 2020
Grondaia: ultime sentenze

Illegittimità della delibera assembleare che disponga la rimozione della grondaia a servizio del terrazzo; versamento incontrollato di una notevole quantità di acqua piovana da un edificio; prevenzione infortuni nelle costruzioni.

Sporgenza della grondaia

La comunione del muro divisorio non va intesa nel senso che ciascuno dei comproprietari abbia la proprietà assoluta della metà del muro secondo una linea mediana ideale, bensì nel senso che ciascuno di essi è proprietario, sia pure “pro quota”, dell’intero muro, in ogni sua parte: conseguentemente, qualsiasi sporgenza che venga realizzata nella colonna d’aria sovrastante al muro comune costituisce servitù di sporto ove venga fatta a favore di una cosa di pertinenza esclusiva di uno dei proprietari.

(Nella specie, il ricorrente sosteneva la legittimità della grondaia appoggiata al muro perimetrale comune in base alla considerazione che la sporgenza della grondaia oltre al muro stesso rimaneva in asse con la metà del muro al di qua della linea mediana, e cioè in una parte della quale l’altro comproprietario non avrebbe mai potuto fruire senza prima acquistare la proprietà esclusiva del muro).

Cassazione civile sez. II, 15/06/1979, n.3376

Danni causati da una grondaia

L’ente comunale custode può sottrarsi alla propria responsabilità solo fornendo la prova del caso fortuito integrato anche dal fatto colposo del danneggiato (fattispecie relativa ai danni occorsi a causa di una grondaia).

Cassazione civile sez. III, 09/04/2015, n.7086

Reato di getto pericoloso di cose

Integra il reato di getto pericoloso di cose (art. 674 cod. pen.) il versamento incontrollato di una notevole quantità di acqua piovana da un edificio privo di grondaia, recante molestia e disturbo al proprietario del fondo limitrofo, non dipendente dalla conformazione dei luoghi ma derivante dalla negligente condotta omissiva del reo. (Fattispecie nella quale gli imputati avevano eseguito opere edilizie sull’edificio, senza apportare alcun accorgimento idoneo ad impedire il riversamento delle acque sul fondo limitrofo).

Cassazione penale sez. III, 24/10/2007, n.44362

Rilascio di concessione edilizia

Richiede il rilascio di concessione edilizia la realizzazione, previa totale demolizione di un’opera similare preesistente, di una struttura costituita da una pedana in legno ancorata ad una sottostante struttura metallica, protetta da una tenda sorretta da pilastrini metallici e fornita di grondaia e scarichi pluviali e dotata – diversamente dalla struttura preesistente – di pareti in profilato metallico e vetro.

Tribunale Venezia, 31/10/2000

Caduta di foglie e intasamento della grondaia

Il rispetto dei principi informatori della materia non vincola il Gdp al rispetto di una regola ricavabile dal sistema, ma è soltanto un argine per evitare lo sconfinamento nell’arbitrio; incombe in capo al ricorrente indicare il principio eventualmente violato dalla regola equitativa enunciata: in particolare, per quanto attiene il tema della proprietà immobiliare vige la regola del “neminem laedere”, consacrata dall’art. 2043 c.c., secondo cui il vicino ha diritto a essere risarcito del danno ingiusto. (fattispecie avente ad oggetto la caduta di foglie in quantità dall’albero del fondo confinante che avevano intasato la grondaia e i tombini della proprietà contigua).

Cassazione civile sez. II, 21/01/2008, n.1260

Grondaie ancorate negli appositi sostegni

La norma in materia di prevenzione infortuni nelle costruzioni di cui all’art. 63 d.P.R. 7 gennaio 1956 n. 164 concerne genericamente tutte le cose sporgenti dal muro in ordine alle quali impone appositi sbarramenti.

Ne consegue che anche i canali di gronda (grondaie), pur se ancorati negli appositi sostegni, essendo cose indubbiamente sporgenti, abbisognano delle misure di cautela previste per prevenire quelle cadute che i soli appoggi non sono in grado di scongiurare.

(Nella fattispecie, a causa della mancata adozione delle misure di cautela, una parte di grondaia, pur essendo ancorata negli appositi sostegni, a seguito di un colpo di vento era caduta, provocando lesioni gravi ad un operaio).

Cassazione penale sez. IV, 08/05/1987

La rimozione della grondaia a servizio del terrazzo

È affetta da nullità la deliberazione condominiale che dispone la rimozione di una grondaia a servizio del terrazzo a livello al piano attico (quest’ultimo di proprietà esclusiva) sia se la si considera di proprietà privata, sia se la si considera di proprietà comune.

Infatti, nel primo caso, la decisione dell’assemblea inciderebbe illegittimamente sulla proprietà del singolo condomino senza il suo consenso (in tal modo, pregiudicando i diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini); nel secondo caso (peraltro conforme al prevalente orientamento giurisprudenziale) configurerebbe un ingiustificabile abuso di potere da parte dell’organo deliberante sussistente nella decisione di eliminarla, laddove una più razionale utilizzazione della cosa comune imporrebbe la sola manutenzione.

Tribunale Bari sez. III, 08/03/2017, n.1269

Disposizione di una grondaia nel capannone

L’affermazione che il lavoratore autonomo deve organizzarsi per suo conto il lavoro e predisporre da sè le precauzioni contro gli infortuni è esatta con riferimento ai rischi del lavoro, ma non anche in rapporto ai pericoli propri del luogo di lavoro, di cui, non può rispondere altri che il proprietario.

(Nella specie, relativa ad inammissibilità di ricorso, un’artigiano lattoniere, mentre disponeva una grondaia nel capannone dell’imputato rimaneva ferito per la caduta di un “ballone” di fieno posto ad essiccare all’interno).

Cassazione penale sez. IV, 29/11/1991

Il fabbricato in lamiera chiuso e dotato di tetto e grondaie

Un ampio fabbricato in lamiera, interamente chiuso e dotato di tetto, grondaie e impianti di condizionamento, non può essere assoggettato a un regime di edilizia libera, in quanto, a tal fine, la provvisorietà delle strutture deve essere intesa in senso oggettivamente restrittivo, tale da escludere qualsiasi sostanziale e duraturo impatto sul territorio.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 08/01/2019, n.29

Costruzione di una tubazione di raccordo tra la grondaia ed il pluviale

In tema di condominio negli edifici, è di natura dichiarativa ed esclude qualunque applicazione delle norme sul litisconsorzio l’azione volta ad accertare le modalità di utilizzo, da parte di un condomino, del pluviale di scarico delle acque meteoriche, di proprietà comune, attraverso la costruzione di una tubazione di raccordo tra la grondaia ed il pluviale, inserita anch’essa nel muro perimetrale pure di proprietà comune, nonché l’obbligo di altro condomino, quale proprietario o comproprietario di altro appartamento sito nell’edificio condominiale, e direttamente coinvolto dall’attraversamento, nel muro perimetrale, della tubazione, di consentire tale utilizzazione.

Cassazione civile sez. II, 19/02/2004, n.3258

Versare l’acqua piovana nel fondo attiguo attraverso una grondaia per lo scolo

Il reato di getto pericolo di cose, previsto dall’art. 674 c.p., richiede che le condotte consistenti nel versare o gettare abbiano una attitudine concreta, e non solo potenziale, a molestare persone. Pertanto, se manca l’idoneità a molestare o a offendere le persone, non si verifica alcuna lesione del bene giuridico tutelato dalla norma, rappresentato dalla incolumità pubblica, e di conseguenza la contravvenzione non è configurabile.

Nel caso di specie, ribaltando il giudizio di primo grado, la Corte d’appello ha escluso la configurabilità del reato in questione in quanto la condotta posta in essere dall’imputato, consistente nel versare l’acqua piovana nel fondo attiguo attraverso una grondaia per lo scolo, non è stata idonea a molestare o offendere persone, ma solo a danneggiare delle res, posto che lo sversamento ha causato danni solo alle colture, senza riverberi negativi sulle persone.

Corte appello Napoli sez. VII, 12/05/2015, n.3467



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