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Affitto ramo d’azienda: ultime sentenze

24 Luglio 2020
Affitto ramo d’azienda: ultime sentenze

Locazione da parte dell’imprenditore individuale o di locazione d’azienda da parte di società commerciale; effetti della cessione o dell’affitto di un ramo d’azienda sul piano della partecipazione a gare pubbliche; responsabilità del conduttore in caso di inadempimento.

Contratto di affitto di ramo d’azienda

Secondo un indirizzo giurisprudenziale (seppur non consolidato) “nel caso in cui il contratto che disciplina l’affitto della azienda o di un ramo di essa, posto in essere al fine di acquisire alcuni requisiti altrimenti non posseduti dal concorrente, rechi una clausola sulla durata del contratto inferiore alla durata del contratto di appalto da eseguire, la stazione appaltante dispone legittimamente l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura di gara, poiché la stazione appaltante non può fare affidamento sulla sussistenza dei requisiti di partecipazione per tutta la durata della procedura di gara, e precisamente dalla scadenza del termine della domanda di partecipazione alla procedura e fino all’aggiudicazione, nonché, in seguito, per l’intera fase di esecuzione del contratto di appalto, potendo intervenire una soluzione di continuità nel possesso dei requisiti con conseguente impossibilità di procedere all’aggiudicazione ovvero all’esecuzione del contratto di appalto” (Cons. Stato, V, 4.2.2019, n. 827).

Non osta a tale conclusione l’art. 76, comma 9, D.p.r. n. 207/2010, laddove sancisce la regola della durata minima di 3 anni del contratto di affitto (durata minima rispettata nella fattispecie in esame), trattandosi di regola valevole e logicamente concepibile solo per i requisiti riferiti ad appalti la cui durata non ecceda i 3 anni.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 16/12/2019, n.1706

Gli effetti a tutela dei diritti dei lavoratori

Gli effetti a tutela dei diritti dei lavoratori profilati dall’art. 2112 c.c., per effetto del quinto comma dello stesso, si producono in seguito al trasferimento di qualsiasi attività economica organizzata preesistente al trasferimento e che conservi nel trasferimento la propria identità. Dunque, nel caso di cessazione del contratto di affitto di un ramo di azienda, anche al ritrasferimento del ramo d’azienda ad opera dell’affittuario.

Tribunale Napoli sez. lav., 14/09/2017, n.5977

L’affitto di un ramo d’azienda finalizzato alla cessione

La disciplina delle offerte concorrenti ex art. 163 bis l. fall. si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario: sia nelle procedure puramente liquidatorie che in quelle con continuità mista o funzionale alla cessione d’azienda (nel caso di specie, la proposta concordataria, avente natura liquidatoria, prevedeva l’affitto di un ramo d’azienda finalizzato alla cessione).

Tribunale Monza sez. fallimentare, 17/05/2016

Imposte sui redditi: disciplina dei canoni d’affitto d’azienda

In tema di imposte sui redditi, i canoni d’affitto d’azienda non costituiscono reddito fondiario essendo questo legato alla titolarità di un diritto reale sul bene immobile censito in catasto al quale, per effetto di tale censimento, vengono attribuiti redditi presuntivi soggetti all’imposizione diretta, indipendentemente dalla loro effettiva percezione, mentre, invece, la fiscalità dei suddetti canoni è connessa alla conservazione o meno della qualifica di imprenditore del soggetto concedente, con la conseguenza che tali canoni integrano redditi diversi, ex art. 67, comma 1, lett. h), del d.P.R. n. 917 del 1986, nell’ipotesi di locazione dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale, ovvero redditi di impresa, nel caso di locazione di ramo d’azienda da parte dell’imprenditore individuale o di locazione d’azienda da parte di società commerciale.

Cassazione civile sez. trib., 25/09/2019, n.23851

Contratto di affitto di ramo d’azienda: l’imposta di registro

In tema di imposta di registro, al contratto di affitto di ramo d’azienda si applica l’art. 35, comma 10 quater, del d.l. 4 luglio 2006 n. 223 che prevede il pagamento dell’imposta in misura proporzionale, e non quella in misura fissa prevista dall’art. 1, comma 9 septies, del d.l. 7 febbraio 1985 n.12, in quanto la specialità di quest’ultima disposizione -che esclude la configurabilità della locazione d’immobile ed introduce una presunzione iuris et de iure di sussistenza di affitto di azienda in presenza di determinate condizioni – è delimitata dalla disciplina che la prevede, e dunque dalla finalità di stabilire se debba operare o meno il cd. blocco degli sfratti.

Comm. trib. reg. Potenza, (Basilicata) sez. II, 10/07/2019, n.305

Configurabilità di un contratto di affitto di ramo di azienda

Una concorrente non può utilizzare, ai fini della partecipazione alla gara, la cifra di affari maturata da altra società con cui ha stipulato un contratto se tale contratto, a dispetto del nomen iuris adoperato dalle parti, non può essere qualificato come affitto di ramo d’azienda, atteso che prevede, sic et simpliciter, la consegna della documentazione per comprovare requisiti già posseduti e soprattutto non ha ad oggetto il trasferimento di un complesso di beni inteso quale entità dotata di una propria autonomia organizzativa ed economica funzionalizzata allo svolgimento di un’attività volta alla produzione di beni o servizi, limitandosi a contemplare – oltre alla consegna della documentazione – la consegna di alcuni beni (in tutto solo sette) che risultano trasferiti nella loro autonoma individualità, come se fossero oggetto di un contratto di noleggio di mezzi e attrezzature o altre analoghe tipologie contrattuali, anziché essere trasferiti nella loro funzione unitaria e strumentale in quanto destinati all’esercizio dell’impresa, come sarebbe invece necessario ai fini della configurabilità di un contratto di affitto di ramo di azienda.

Infatti se la lettura del contratto non consente di ritenere che, al di là della cessione dei singoli beni sopra individuati, le parti abbiano convenuto il trasferimento in affitto di un vero e proprio ramo d’azienda quale sotto-organizzazione intesa nel suo complesso, i requisiti non possono ritenersi acquisiti.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 12/11/2018, n.2546

Effetti della cessione o dell’affitto di un ramo d’azienda

La cessione o (a fortiori) l’affitto di ramo d’azienda comporta, in concreto, il passaggio all’avente causa dell’intero complesso dei rapporti attivi e passivi nei quali l’azienda stessa o il suo ramo si sostanzia. La responsabilità per fatto di soggetto giuridico terzo a cui soggiace l’affittuario (o cessionario) trova risposta nel principio ubi commoda, ibi incommoda; il cessionario, come si avvale dei requisiti del cedente sul piano della partecipazione a gare pubbliche, così risente delle conseguenze, sullo stesso piano, delle eventuali responsabilità del cedente.

(Nella specie si è ritenuto che legittimamente la concorrente è stata esclusa dalla gara, una volta accertato che la dante causa nel contratto di affitto era risultata destinataria di un provvedimento penale di sequestro preventivo d’urgenza per reati di natura tributaria e per bancarotta fraudolenta, sì da esser priva dei requisiti di affidabilità ed integrità professionale, ed era altresì emersa a carico della stessa una situazione di irregolarità contributiva).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 01/06/2018, n.6144

Affitto di ramo d’azienda e responsabilità del conduttore 

Qualora il rapporto di affitto di ramo d’azienda dedotto in giudizio e dettagliato nella narrativa del ricorso trova documentale e probatorio riscontro nel relativo testo contrattuale la vincolatività del cui contenuto, non è contestato nel presente giudizio, il conduttore è tenuto alle obbligazioni da esso derivanti ed è responsabile in caso di inadempimento.

Tribunale Roma sez. V, 03/03/2017, n.4539

Affitto di ramo d’azienda relativo ad attività svolta in un immobile locato

In tema di affitto di un ramo d’azienda relativo ad attività svolta in un immobile condotto in locazione, si applica la disciplina speciale ex art. 36 L. 392/78 (che conferisce al conduttore la facoltà di cedere o sublocare a terzi il contratto di locazione, anche senza consenso del locatore, purché venga insieme ceduta o locata l’azienda), unitamente al principio espresso dalla Suprema Corte nella sent. n. 7686/2008 secondo cui non si produce l’automatica successione nel contratto di locazione dell’immobile, quale effetto necessario del trasferimento d’azienda, ma la successione è eventuale e richiede la conclusione di un apposito negozio volto a porre in essere la sublocazione o la cessione del contratto di locazione. L’affittuaria sarà, dunque, tenuta al pagamento del canone di locazione ma, in difetto di subentro, dovrà pagare anche gli oneri accessori solo qualora abbia assunto tale obbligazione espressamente.

Tribunale Genova sez. III, 02/02/2017, n.328

L’identificazione di un pericolo di infiltrazione mafiosa

Rilevano ai fini della identificazione di un pericolo di infiltrazione mafiosa anche le operazioni societarie che, apparentemente lecite, sono compiute allo scopo di eludere gli stringenti limiti della normativa antimafia. Tra queste, anche le forme di scissione e fusione tra società nonché la cessione o l’affitto del ramo d’azienda.

In presenza di fattori qualificanti, la cessione del ramo d’azienda può costituire uno strumento per mezzo del quale una impresa divenuta incapace a contrarre con la p.a. possa continuare a lucrare indebitamente insinuandosi nel contesto aziendale di un’altra impresa (cessionaria) e mantenendo il controllo della specifica attività (nel caso di specie, la cessione del ramo d’azienda era stata effettuata tra fratelli all’indomani della emissione di una interdittiva antimafia).

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 05/12/2016, n.1220

Contratto d’affitto di ramo d’azienda concluso con altro soggetto

L’art. 63 del d.P.R. n. 1074/1958. in materia di organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio, evidenzia la sufficienza della disponibilità anche della semplice « porzione di locale » che si tratterebbe di occupare, ma una disponibilità effettiva, e quindi « piena » (nella specie è stato negato che tale disponibilità sussistesse poiché in ordine al locale considerato era in corso un contratto d’affitto di ramo d’azienda concluso con altro soggetto, con conseguente attribuzione del relativo godimento all’affittuaria senza limitazioni particolari).

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 06/12/2016, n.450

Affitto del ramo d’azienda: comporta il trasferimento del fatturato pregresso?

Il meccanismo dell’affitto del ramo d’azienda non consente il passaggio del requisito economico pregresso dal concedente all’affittuario, al fine di integrare il requisito economico richiesto dal bando.

Difatti, la cessione comporta il trasferimento degli elementi oggettivi che compongono l’azienda stessa, non le caratteristiche soggettive dell’imprenditore. Di conseguenza, con l’affitto d’azienda il cessionario gestisce la medesima e dalla gestione ottiene le qualificazioni professionali che ne derivano.

Fra le suddette qualificazioni rientra il fatturato specifico realizzato dall’azienda nel periodo nel quale è stata nella sua disponibilità, e quindi l’affidabilità professionale che ne deriva. Il fatturato maturato negli anni precedenti la cessione costituisce invece titolo professionale di chi ha in precedenza gestito l’azienda, e non viene trasferito al cessionario.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 19/09/2016, n.935



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