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Dopo il divorzio fino a quando devo mantenere un figlio?

20 Giugno 2020
Dopo il divorzio fino a quando devo mantenere un figlio?

Sono divorziato. Il giudice mi ha obbligato a versare assegno per il mantenimento dei miei figli che vivono presso i nonni benestanti. 

Posso evitare di pagare l’assegno visto che ai miei figli sono in grado di provvedere in tutto i loro nonni?

Il dovere dei genitori al mantenimento dei figli (oltre che quello di educarli ed istruirli) è stabilito, nell’ordinamento italiano, direttamente dalla Costituzione (articolo 30) oltre che dal Codice civile (articoli 147 e seguenti e articoli 337 ter e 337 septies).

Si tratta di un obbligo che incombe primariamente e integralmente sui genitori e che deriva semplicemente ed esclusivamente dalla procreazione (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n.26.205 del 2013) e quindi non può venire meno nel caso in cui i figli, anche dopo il divorzio, risultino collocati presso altre persone (nel caso specifico i nonni) che potrebbero mantenerli avendone le possibilità economiche.

D’altra parte, a conferma di ciò, l’articolo 316 bis del Codice civile stabilisce che solo quando i genitori non abbiano i mezzi sufficienti per provvedere al mantenimento dei figli sono gli altri ascendenti (quindi i nonni in sostanza) a dover fornire ai genitori i mezzi necessari a questo scopo (il che, poi, significa che per la legge non si può assolutamente paragonare alla costituzione di una famiglia autonoma a seguito di nozze, il fatto del collocamento dei figli presso i nonni e che non si può esonerare il genitore dai propri obblighi di mantenimento verso i figli maggiorenni solo perché i figli sono collocati presso altri ascendenti).

L’obbligo al mantenimento non cessa nemmeno con il raggiungimento della maggiore età del figlio, ma con il raggiungimento dell’indipendenza economica ed il completamento del suo percorso di formazione professionale.

Aggiungo che neanche le nozze del figlio fanno automaticamente cessare l’obbligo del genitore a mantenerlo perché se anche dopo le nozze il figlio non riesca a raggiungere una situazione di autonomia reddituale, il genitore non può essere considerato esonerato dall’obbligo del mantenimento (così ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 2.171 del 2012 e n. 5.174 del 2014).

L’obbligo al mantenimento è invece innanzitutto (come specificato in precedenza) collegato all’essere genitore e poi sussiste fino a quando il figlio abbia raggiunto un’autosufficienza economica tale che possa provvedere da solo al proprio mantenimento in relazione al raggiungimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenze n. 18.076 del 2014 e a Sezioni Unite n. 20.448 del 2014).

Una recente ordinanza del tribunale di Milano (del 29 marzo 2016) ha comunque individuato un’età limite oltre la quale, anche se il figlio non abbia raggiunto l’indipendenza economica, l’obbligo al mantenimento da parte del genitore cessa: questa età è stata individuata nel raggiungimento dei 34 anni (altre sentenze fissano invece quest’età limite a trent’anni considerato che la legge non fissa alcun limite d’età).

Il tribunale di Milano ha ritenuto che l’obbligo del genitore al mantenimento del figlio maggiorenne si estingue e cessa nel momento in cui il figlio raggiunge un’età e un’istruzione adatta alla ricerca del lavoro (età che il tribunale di Milano ha individuato, statistiche alla mano, nel raggiungimento dei 34 anni).

Va anche aggiunto che diverse sentenze della Corte di Cassazione (ad esempio, sentenza n. 19.859 del 2011) hanno chiarito che l’obbligo del mantenimento cessa anche quando il figlio maggiorenne non svolga alcuna attività lavorativa per un suo atteggiamento di ingiustificata inerzia o di rifiuto, anch’esso ingiustificato, di svolgere alcun tipo di lavoro.

Riassumendo:

l’obbligo al mantenimento del figlio da parte del genitore perdura oltre la maggiore età fino a quando:

  • il figlio non abbia raggiunto una indipendenza economica che gli consenta di soddisfare alle sue esigenze di vita
  • e, comunque, non oltre una certa età limite (34 anni per il tribunale di Milano)
  • ed anche prima di questa età se il figlio non mostra di essere attivamente impegnato nella ricerca di un’occupazione (toccherà al genitore che chiede di far cessare l’obbligo al mantenimento del figlio maggiorenne dimostrare al giudice che il figlio abbia raggiunto l’indipendenza economica o che sia colpevolmente inerte nella ricerca di un’occupazione).

Infine, occorre aggiungere che l’assegno nei confronti del figlio minore non può essere versato direttamente al minore, mentre quello nei confronti del figlio maggiorenne, se il giudice non ha stabilito diversamente, va versato direttamente al figlio, ma solo se ci sia una specifica domanda del figlio in tal senso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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