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Che succede a chi nasce il 29 febbraio?

11 Giugno 2020 | Autore:
Che succede a chi nasce il 29 febbraio?

Come si fa a rinnovare un documento la cui scadenza coincide con il compleanno se questo accade ogni 4 anni?

Lo chiamano il «Leap day», il giorno bisestile. E venire al mondo proprio in quel giorno, al di là degli aneddoti, può creare qualche complicazione burocratica. Ti sei mai chiesto che succede a chi nasce il 29 febbraio, ad esempio, con la scadenza dei documenti di identità?

Pensa, ad esempio, a chi è nato il 29 febbraio 2020, giusto per citare l’ultimo «Leap day». Quando diventerà maggiorenne, visto che il 2038 non sarà bisestile? Il 1° marzo di quell’anno? Ovviamente, non dovrà attendere il diciottesimo 29 febbraio della sua vita, altrimenti potrà votare solo quando avrà l’equivalente dei nostri 72 anni. Piuttosto improbabile. E che succede con la patente di guida, che ora scade proprio il giorno del compleanno? Si rispetta la data del 29 febbraio o si piò rinnovare anche il 28 dello stesso mese di un anno non bisestile? Idem come sopra: 10 anni di validità per 4 anni tra un bisestile e l’altro fa un totale di 40 anni. Altrettanto improbabile anche questo.

Quindi? Che succede a chi nasce il 29 febbraio? Vediamo come deve regolarsi.

29 febbraio: il «giorno fantasma»

Quattro anni, dunque. Tanto dura l’intervallo tra un anno bisestile e l’altro e, quindi, tra un 29 febbraio e quello successivo. Colpa di un semplice calcolo matematico. Siamo abituati a pensare che un anno duri esattamente 365 giorni, ma in realtà non è così. La durata precisa di un giro della Terra attorno al Sole è di 365,24219 giorni. Ecco, per dirla con un linguaggio usato recentemente in politica, che quello «zero virgola» si accumula nel tempo e ogni quattro anni genera (più o meno) un giorno in più: il 29 febbraio, appunto.

L’anno bisestile lo si deve a Giulio Cesare, che nel 46 a.C. introdusse il giorno in più nel calendario ogni 4 anni per compensare le ore che avanzavano ogni 12 mesi. Successivamente (molto successivamente), nel 1582, papa Gregorio XIII emanò la bolla Inter gravissimas per eliminare tre anni bisestili ogni 400 anni sempre all’inizio del secolo interessato. E così siamo rimasti fino ad oggi.

In conclusione: un anno è bisestile se il numero è divisibile per 4, ad eccezione degli anni secolari divisibili per 100 ma non per 400. Per essere ancora più chiari: il 1900 non fu bisestile e non lo sarà nemmeno il 2100. Chi ci arriverà, è già avvisato.

Tutto questo per dire che il 29 febbraio già lo si vede poco sul calendario e, in alcuni casi, «salta» pure quando dovrebbe essere segnato.

Si calcola che al mondo sono nate il 29 febbraio circa 5 milioni di persone. Tra queste, giusto per citare un paio di casi, il compositore italiano Gioacchino Rossini (1792) ed il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez (1972). Le probabilità di venire al mondo nel «Leap day» sono 684 su 1 milione. Quel giorno si celebra la Giornata mondiale delle malattie rare. E, tra gli aneddoti raccolti in giro per il pianeta, quello svedese è uno dei più simpatici: secondo una tradizione nordica, il 29 febbraio una donna può dichiararsi a un uomo purché porti con sé una cucurbitacea (ad esempio, uno zucchino) da baciare tre volte dopo aver manifestato il proprio amore.

29 febbraio: che succede con i documenti?

Baci alla curcubitacea a parte, chi nasce il 29 febbraio deve abituarsi ad una logica particolare per gestire i propri documenti. La burocrazia potrebbe far impazzire chi è venuto al mondo in un giorno che appare sul calendario solo una volta ogni quattro anni. Per fortuna, c’è una legge che viene incontro ai cosiddetti «leapers». È quella che modifica la data di scadenza dei loro documenti di identità (quindi, anche della patente).

In pratica, come noto e come si diceva prima, in Italia c’è un decreto del 2008 [1] secondo cui i documenti di identità e di riconoscimento (quindi carta d’identità o patente) «sono rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente al giorno e mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo». La validità di questi documenti è, normalmente, di 10 anni. Questo significa che chi è nato, ad esempio, il 15 luglio, avrà la scadenza della sua carta d’identità o della patente il 15 luglio di 10 anni dopo l’ultimo rinnovo. Quindi, se il documento scade, ad esempio a marzo, sarà comunque valido fino al 15 luglio, data del suo compleanno.

Bene, ma che succede con chi è nato il 29 febbraio? Succede che per lui la validità dei documenti di identificazione può arrivare fino a 14 anni anziché a 10. Pertanto, se la loro patente o carta d’identità scade, ad esempio, a marzo del 2020, dovrà attendere il 2024 (prossimo anno bisestile) per il rinnovo. Ecco, allora, che il documento dovrà essere utilizzato per 14 anni (i 10 trascorsi più i 4 di attesa).

Dopodiché, fatto il primo rinnovo dopo l’entrata in vigore del decreto legge, la validità sarà di 12 anni, non più di 14 ma nemmeno di 10. Ad esempio, chi rinnoverà la patente nel 2024 non potrà rifarla nel 2034 perché non è anno bisestile, ma il 29 febbraio 2036.

Tutto ciò resta così a meno che qualche Governo non decida di modificare la regola proprio per chi è nato il 29 febbraio e consenta il rinnovo dei documenti il giorno prima o il giorno dopo, cioè in una data che non manchi mai sul calendario.

Più complicato l’accesso ad alcuni social network che non accettano il 29 febbraio come data di nascita. Qui, se proprio si vuole aprire un account, occorre «barare» sulla data di nascita. Tutto sommato, c’è chi si toglie degli anni di dosso per apparire più giovane, quindi togliere o aggiungere un giorno d’età poco cambia.


note

[1] Dl n. 112/2008.


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