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Coronavirus: tamponi in picchiata in molte Regioni

11 Giugno 2020
Coronavirus: tamponi in picchiata in molte Regioni

L’analisi della fondazione Gimbe rivela che i test diagnostici sono crollati nel periodo recente e i cali più drastici si sono verificati nell’imminenza delle riaperture.

Il trend dei tamponi totali eseguiti dalle Regioni nel periodo dal 23 aprile al 10 giugno «risulta in picchiata libera nelle ultime due settimane (complessivamente -12,6%)» mentre il trend dei campioni diagnostici nel medesimo periodo «è crollato del 20,7% in prossimità delle riaperture del 4 maggio, per poi risalire e precipitare nuovamente del 18,1% in vista delle riaperture del 3 giugno. Nell’ ultima settimana si assiste a un lieve rialzo (+4,6%)».

Sono i dati comunicati oggi dalla fondazione Gimbe, che pochi giorni fa aveva già denunciato i giochetti di alcune Regioni sui dati. Ora il presidente Cartabellotta spiega che con questa nuova analisi «abbiamo valutato il trend dei tamponi totali e di quelli diagnostici effettuati a partire dal 23 aprile, ed esaminato l’attitudine delle Regioni all’esecuzione dei tamponi diagnostici nelle ultime due settimane».

La fondazione evidenzia, quanto ai trend regionali dei tamponi diagnostici, che «l’incremento complessivo del 4,6% (+9.431) nella settimana 4-10 giugno, rispetto a quella precedente, non è il risultato di comportamenti omogenei su tutto il territorio nazionale: infatti, mentre 12 Regioni e Province Autonome fanno registrare un incremento assoluto dei tamponi diagnostici, nelle rimanenti 9 si attesta una ulteriore riduzione».

Secondo Gimbe «da queste analisi emergono tre ragionevoli certezze: innanzitutto il numero dei tamponi diagnostici, finalizzati all’identificazione di nuovi casi, è calato drasticamente alla vigilia delle due riaperture del Paese del 4 maggio e del 3 giugno; in secondo luogo, dopo il crollo nella settimana 28 maggio-3 giugno, complice la doppia festività, nell’ultima settimana poco più della metà delle Regioni hanno aumentato il numero dei tamponi diagnostici rispetto alla precedente; infine, proprio le Regioni con una circolazione del virus ancora sostenuta nell’ultima settimana hanno ulteriormente ridotto i tamponi diagnostici invece di potenziarli».

Le conclusioni di questo andamento, secondo Cartabellotta, sono che «l’attività di testing finalizzata all’identificazione dei nuovi casi, alla tracciatura dei contatti e al loro isolamento continua a non essere una priorità per molte Regioni: purtroppo, nella gestione di questa fase dell’epidemia, in particolare dove la diffusione del virus non sembra dare tregua, la strategia delle 3T non è adeguata», riferendosi al programma del Governo che per la Fase 2 ha previsto i tre step: testare, tracciare, trattare.



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