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Quattordicesima: spetta in malattia?

15 Giugno 2020 | Autore:
Quattordicesima: spetta in malattia?

Se il lavoratore è stato in malattia nell’arco di tempo di maturazione della quattordicesima ha diritto alla mensilità aggiuntiva?

La quattordicesima, come la tredicesima, è una mensilità aggiuntiva: fa parte della retribuzione differita del lavoratore dipendente, perché matura tutti i mesi ma normalmente viene corrisposta una volta all’anno, solitamente nel mese di luglio.

Questa mensilità aggiuntiva non spetta a tutti i dipendenti, ma viene riconosciuta in base alle previsioni del contratto collettivo o della contrattazione territoriale, aziendale o individuale.

La quattordicesima non matura durante alcune assenze: quando questa mensilità aggiuntiva non matura, il datore di lavoro deve detrarre dall’importo spettante al lavoratore l’ammontare relativo al periodo corrispondente. Ma la quattordicesima spetta in malattia?

Analizziamo più dettagliatamente questa mensilità aggiuntiva: a chi spetta, per quali assenze spetta, che cosa succede durante le assenze indennizzate dall’Inps.

Normalmente, nell’ indennità erogata dall’Inps per le assenze tutelate, sono già compresi i ratei di tredicesima e di quattordicesima. Come comportarsi? Spetta una doppia quattordicesima? Procediamo con ordine e facciamo il punto della situazione.

Come matura la quattordicesima?

La quattordicesima, che solitamente si corrisponde nel mese di luglio, matura dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo. Ogni mese, in questo arco di tempo, matura un rateo di quattordicesima.

In altri termini, il lavoratore ha generalmente diritto a tanti dodicesimi dell’ammontare della quattordicesima mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato nell’arco di tempo dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

Le frazioni di anno sono normalmente computate, a tutti gli effetti contrattuali, per dodicesimi, considerandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni. Per mesi si intendono quelli del calendario civile (gennaio, febbraio, marzo, etc.).

Bisogna comunque aver riguardo alle previsioni del contratto collettivo applicato. Hanno diritto alla quattordicesima mensilità tutti i dipendenti le cui aziende applicano i seguenti Ccnl:

  • Terziario-commercio;
  • Turismo e pubblici esercizi;
  • Alimentare;
  • Chimica;
  • Autotrasporti;
  • Pulizie-multiservizi.

La quattordicesima può essere comunque riconosciuta anche in forza di un contratto collettivo di secondo livello, territoriale o aziendale, o addirittura del contratto individuale di lavoro, in quanto è un trattamento di miglior favore per il dipendente.

A quanto ammonta la quattordicesima?

L’ammontare della quattordicesima è normalmente pari ad una mensilità della retribuzione globale di fatto in corso nel mese in cui viene corrisposta, o ad una sua percentuale. Non si deve contare l’Edr, cioè l’elemento distinto della retribuzione.

La base su cui calcolare la quattordicesima è diversa a seconda del contratto collettivo applicato: Il Ccnl Turismo, ad esempio, la considera pari a un mese di retribuzione, con riferimento al 30 giugno di ciascun anno, mentre il Ccnl Chimica ed il Ccnl Alimentare la considerano pari alla normale retribuzione mensile, o retribuzione mensile di fatto.

Assenze utili alla quattordicesima

Le assenze che si considerano utili ai fini del calcolo della quattordicesima sono:

  • il congedo di maternità e paternità;
  • la malattia a carico del datore di lavoro;
  • l’infortunio entro i tempi previsti dal proprio contratto;
  • le ferie;
  • la festività e permessi;
  • il congedo matrimoniale;
  • i riposi giornalieri per allattamento.

Riguardo alle assenze per malattia (nel limite del comporto, cioè del periodo in cui il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto), maternità e infortunio, il diritto alla quota di quattordicesima mensilità matura regolarmente, salva l’eventuale detrazione dei ratei risultanti a carico dell’Inps o dell’Inail.

Malattia e quattordicesima

L’indennità per malattia è pari ad una percentuale della retribuzione media giornaliera: normalmente non è dovuta nei primi 3 giorni di assenza, detti periodo di carenza, è dovuta in misura pari al 50% sino al 20° giorno di assenza, ed al 66,66% dal 21° giorno, sino ad un massimo di 180 giorni.

La retribuzione media giornaliera si calcola in modo diverso a seconda che si tratti di lavoratori inquadrati come operai o impiegati:

  • nel caso di impiegati, il calcolo avviene sommando la retribuzione lorda del mese precedente ai ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima); il risultato così ottenuto va diviso per 30; il rateo di ogni mensilità aggiuntiva si calcola dividendo per 12 la retribuzione base, per cui se il contratto prevede sia la tredicesima che la quattordicesima, bisogna aggiungere 2 dodicesimi della retribuzione base;
  • per gli operai il calcolo avviene dividendo la retribuzione lorda del mese precedente per le giornate retribuite e sommando al risultato così ottenuto i ratei di mensilità aggiuntiva divisi per 25.

In base a quanto analizzato, l’indennità di malattia comprende i ratei di tredicesima e quattordicesima. Quando il datore di lavoro deve liquidare le mensilità aggiuntive, dunque, deve detrarre i ratei già liquidati dall’Inps? Come deve procedere?

Malattia integrata e quattordicesima

Quando il datore di lavoro ha l’obbligo di integrare interamente il trattamento per malattia erogato dall’Inps, corrisponde la quattordicesima per intero perché in sede di erogazione dell’indennità e dell’integrazione al 100% della retribuzione imputa il rateo di mensilità aggiuntiva anticipato per conto dell’Inps a retribuzione corrente, diminuendo di fatto la sua quota di integrazione. In questo caso, dunque, la quattordicesima va erogata per intero, senza trattenute.

In pratica, se il datore di lavoro ha l’obbligo di integrare al 100% il trattamento Inps, la quattordicesima deve essere pagata interamente, in quanto le quote di mensilità aggiuntive inserite nell’indennità Inps sono già state recuperate in sede di integrazione dell’indennità stessa.

Malattia non integrata e quattordicesima

Se, invece, un obbligo simile non sussiste, il datore di lavoro deve detrarre dalla quattordicesima il rateo già corrisposto dall’ente previdenziale nell’indennità di malattia.

In pratica, se il datore di lavoro non ha obblighi di integrazione, al momento dell’erogazione della quattordicesima deve trattenere le quote della mensilità stessa già comprese nell’indennità Inps.



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