Coronavirus: a rischio il ruolo del medico di famiglia

11 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: a rischio il ruolo del medico di famiglia

Valanga emendamenti nel Dl Rilancio sulle cure primarie. Il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti non nasconde la sua amarezza.

Emendamenti su emendamenti al Decreto ‘Rilancio’ sulla medicina generale e sulle cure
primarie rischiano di rendere marginale la figura del medico di famiglia. “Tutto cambia perché nulla cambi. Ma noi siamo pronti a scendere in piazza. Utilizzeremo tutti i mezzi per far capire ai nostri pazienti di cosa parliamo e chiameremo la politica alle sue responsabilità”. Ad annunciarlo è Silvestro Scotti, il segretario generale Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), secondo cui lo spirito che emerge da quanto stiamo vedendo è che il sistema attuale non vuole perfezionarsi ma replicare sé stesso. L’esperto cita così una celebre frase di Albert Einstein ‘La vera crisi è la crisi dell’incompetenza’. Come mai? Andiamo a scoprire quali sono le valutazioni dell’esperto contenute in una nota stampa che la nostra redazione ha appena ricevuto dal’agenzia Adnkronos.

“Senza un richiamo forte da parte del Governo, penso al ministro della Salute Roberto Speranza e al ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi – spiega Scotti – non si potrà bloccare questa deriva di riforma sanitaria e della formazione post laurea sottesa e mai discussa con i diretti interessati. E se questo non avverrà tutti i morti per Covid saranno stati inutili, anzi peggio saranno stati utili al delitto perfetto. Il delitto di affossare il Servizio sanitario nazionale dichiarando di volerlo potenziare. Noi non lo permetteremo”.

L’attenzione della Fimmg si concentra sull’articolo 1 del decreto Rilancio “che poco o niente già determinava per la medicina generale”, vista la “pioggia di emendamenti che, in maniera diretta o indiretta, mettono in discussione quella figura medica – continua Scotti- che, per ammissione generale, ha avuto un ruolo cardine nell’emergenza Covid. Sono i medici della medicina generale che in Lombardia hanno pagato il più alto prezzo di morti tra i camici bianchi, e sono sempre i medici della medicina generale ad aver rivestito, in Veneto come in altre parti del Paese, un ruolo fondamentale per il contenimento del contagio. Contribuendo efficacemente ad evitare il collasso delle strutture di terapia intensiva e rianimazione”.

Il ruolo del medico di medicina generale

“Elencare tutti gli emendamenti proposti porterebbe ad una lista infinita – dice Scotti – ma sostanzialmente gli effetti prodotti sono la marginalizzazione del ruolo del medico di medicina generale, l’azzeramento della formazione specifica in medicina generale, la sottoutilizzazione del fascicolo sanitario elettronico e un’inefficace e subdolo tentativo di passaggio alla dipendenza dei medici della medicina generale. In particolare, per quel che riguarda la marginalizzazione del ruolo dei medici di medicina generale, l’alibi del rilancio del distretto porta a sfruttare le Unità speciali di continuità assistenziali (Usca, concepite come utili e utilizzabili dal medico di medicina generale) e le dotazioni infermieristiche per sostituire, e non potenziare, il medico di famiglia nella gestione della cronicità e della fragilità”.

Formazione specifica in medicina generale

Sulla formazione specifica in medicina generale “siamo al ridicolo. In alcuni atti, apparentemente, si qualificano equipollenze con specialità universitarie, proponendo scenari di altre eguaglianze che apriranno di nuovo il territorio, più che a giovani, allo spostamento di medici dall’ospedale. In altri atti ci sono proposte di sanatoria per l’accesso all’esercizio della medicina generale, mancando di rispetto alle decine di migliaia di giovani che a questo punto, contro tutto e tutti, hanno creduto a valori di merito e di scelta univoca. Giovani che avrebbero bisogno di ben altre qualificazioni piuttosto che di un goffo tentativo di cambiare tutto senza veri investimenti dedicati a quest’area. Unica eccezione un tentativo di aumento del finanziamento delle borse a firma Pd”.

L’informatizzazione e il fascicolo sanitario

Sull’informatizzazione e fascicolo sanitario, “le proposte hanno come visione comune l’obbligo di usare piattaforme e algoritmi con flussi di fatto unidirezionali. Questo significa che i medici di medicina generale o il pediatra di libera scelta alimentano i sistemi, ma non ne ricevono nessun ritorno in tema di ricoveri, visite specialistiche presso distretti o strutture ospedaliere. Ultimo, ma non meno grave, il passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale. Ritorna prepotentemente la voglia di ‘gerarchizzare’ la medicina generale”.

“Altro che rilancio. Se questi emendamenti avessero successo, se non si intervenisse in un vero rilancio della offerta territoriale partendo dalla medicina generale – conclude Scotti – i cittadini perderebbero la loro vera unica possibilità di esercitare il diritto ascegliere il medico di famiglia a cui affidare sé stessi e i propri cari. Questa crisi sanitaria potrebbe essere l’occasione per ripensare, con la testa al futuro, al nostro prezioso Ssn“, conclude Scotti.



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