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Pubblicazione dati personali: ultime sentenze

13 Luglio 2020
Pubblicazione dati personali: ultime sentenze

Pubblicazione di un messaggio di posta elettronica; trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica.

Pubblicazione online 

Non è legittima la diffusione online degli elenchi dei nominativi dei contribuenti in quanto non sorretta dal rispetto dei principi introdotti dal codice dell’amministrazione digitale e in violazione degli art. 69 d.P.R. n. 600/73 e 66 -bis d.P.R. n. 633/1972, nella versione anteriore alla riforma del 2008, che limitano la pubblicazione degli elenchi dei contribuenti che avevano presentato le dichiarazioni relative all’imposta sui redditi ed all’IVA a precisi criteri territoriali e temporali.

Cassazione civile sez. I, 11/06/2018, n.15075

Obbligo preventivo di controllo

In tema di divulgazione di dati personali inseriti da terzi che li hanno raccolti illecitamente, sussiste la responsabilità penale, ex art. 167 cod. privacy, dell’Internet Service Provider, che non abbia dato preventiva e corretta informativa a coloro che hanno consegnato i dati. E, infatti, pur non potendosi parlare di un obbligo preventivo di controllo di tutti i dati immessi e ricevuti, né di un obbligo di richiedere il consenso al trattamento direttamente all’interessato – essendo tali condotte inesigibili -, sussiste, invece, un obbligo di corretta e puntuale informazione il cui inadempimento dimostra una chiara accettazione consapevole del rischio concreto di inserimento e divulgazione di dati, anche e soprattutto sensibili, che avrebbero dovuto esser oggetto di particolare tutela.

Tribunale Milano sez. IV, 12/04/2010, n.1972

Esercizio dell’attività giornalistica

Ai fini del trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, la pubblicazione su un quotidiano della fotografia di un imputato in stato di detenzione, ritratto in una posa in cui non erano visibili le manette, può ritenersi essenziale all’espletamento del diritto di cronaca, qualora la rivelazione dell’immagine sia effettuata per informare la cittadinanza su fatti delittuosi.

Cassazione civile sez. I, 18/03/2008, n.7261

Diritto alla protezione dei dati personali

Ai sensi dell’art. 1, d.lg. n. 196 del 2003 chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano, chiarendo quindi che il corretto trattamento dei dati personali costituisce oggetto di un vero e proprio diritto soggettivo.

Ne consegue che la denunciata previsione di pubblicazione di dati personali, nel caso in questione a contenuto economico, al di fuori dei limiti stabiliti dalla legge, lede un diritto soggettivo in quanto costituisce un illecito trattamento dei dati personali.

Ne consegue che nei confronti degli atti impugnati sussiste la giurisdizione del g.o. Infatti, la giurisdizione si determina sulla base della domanda e, ai fini del riparto tra g.o. e g.a., rileva non già la prospettazione delle parti, bensì il “petitum” sostanziale, il quale va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta pronuncia che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della “causa petendi”, ossia dell’intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati e al rapporto giuridico del quale detti fatti sono manifestazione.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 03/03/2015, n.615

Trattamento dei dati personali: sito internet

In tema di trattamento dei dati personali, costituisce diffusione di un dato sensibile quella relativa all’assenza dal lavoro di un dipendente per malattia, in quanto tale informazione, pur non facendo riferimento a specifiche patologie, è comunque suscettibile di rivelare lo stato di salute dell’interessato.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto illecita la pubblicazione, da parte di un’amministrazione comunale, nell’albo pretorio nonché sul sito internet istituzionale, dei dati personali di un proprio dipendente, assente “per malattia”).

Cassazione civile sez. I, 08/08/2013, n.18980

Pubblicazione di corrispondenza epistolare

La pubblicazione di corrispondenza epistolare che abbia carattere confidenziale o si riferisca all’intimità della vita privata, in mancanza del consenso dell’autore, costituisce violazione del diritto alla riservatezza, anche qualora la diffusione avvenga con il consenso del destinatario.

Dal momento che anche i messaggi di posta inviati a una “mailing list” costituiscono corrispondenza privata, non risulta sufficiente il consenso di uno dei destinatari per la divulgazione delle “e-mail” ricevute, sembrando prevalente il diritto alla riservatezza dell’autore, riconosciuto e tutelato dagli art. 15 cost., 616 e 618 c.p. e 13 l. n. 547 del 1993.

Ulteriore violazione sussiste, poi, con la pubblicazione dei dati personali del mittente, quali nome e cognome, posizione lavorativa e sede dell’ufficio.

(In applicazione di tali principi, e in relazione alla pubblicazione di un messaggio di posta elettronica inviato da un magistrato a una “mailing list”, il tribunale ha condannato direttore, articolista ed editore di un quotidiano a diffusione nazionale al risarcimento del danno e alla pubblicazione integrale della sentenza sulla stessa testata).

Tribunale Milano, 27/06/2007, n.8037

Il consenso alla pubblicazione di dati dei minori di anni

La tutela della vita privata e dell’immagine e del minore – tradizionalmente garantita dagli artt. 10 c.c., e 4, 7, 8 e 145 d.lgs. n. 196/2003, in materia di tutela dei dati personali e gli artt. 1 e 16, comma 1 della Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo e art. 97 l. n. 633/1941 – oggi comprende quanto statuito dal regolamento UE n. 679/2016 entrato in vigore il 25.05.2018 e dalle norme di adeguamento del codice della privacy contenute nel d.lgs. n. 101/2018, secondo le quali, con riguardo all’offerta diretta di servizi della società dell’informazione, il trattamento dei dati personali dei minori di anni quattordici da parte di terzi, dunque anche alla pubblicazione delle foto, può avvenire solo previo consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Tribunale Rieti, 07/03/2019

Risarcimento del danno per diffamazione a mezzo stampa

In tema di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo stampa, il limite della cd. pertinenza, richiesto ai fini dell’operatività della scriminante del diritto di cronaca, non risulta violato quando le persone coinvolte godano di una diffusa notorietà, sia pure limitata all’ambito locale, atteso che la scriminante non impone che si tratti di persone pubbliche in chiave necessariamente nazionale, mentre la congiunta rilevanza, almeno astrattamente, penale dell’episodio conferisce allo stesso un interesse pubblico oggettivamente apprezzabile, che giustifica la proiezione non solo locale della notizia.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto pertinente la pubblicazione, in cronaca nazionale e locale, di dati personali ed immagini di una persona vittima di una violenta aggressione fisica, attuata con un coltello, cui era sottesa una relazione extraconiugale che vedeva coinvolti due imprenditori, entrambi noti a livello locale, nell’ambito di una cittadina di provincia).

Cassazione civile sez. III, 05/05/2017, n.10925

Violazione dei limiti del diritto di cronaca

Integra il reato di cui all’art. 167, comma secondo, D.Lgs. n. 196 del 2003 la divulgazione per finalità giornalistiche di dati personali diversi da quelli sensibili e giudiziari senza il consenso dell’interessato, effettuata in violazione dei limiti del diritto di cronaca e della essenzialità dell’informazione ovvero dei principi stabiliti dal codice deontologico adottato dall’ordine professionale, cui deve riconoscersi natura di fonte normativa. (Fattispecie relativa alla pubblicazione, di fotografie ed altri dati identificativi, riguardanti un minore vittima di sinistro stradale).

Cassazione penale sez. III, 16/07/2013, n.7504

Pubblicazione sul sito Internet di un’azienda regionale

La pubblicazione sul sito Internet di un’azienda regionale per il diritto allo studio universitario dell’atto che determina la concessione di benefici economici a favore di studenti disabili, nel quale sono riportati il nome e cognome e il riferimento alla condizione di disabilità dei beneficiari, nonché l’importo del contributo concesso, costituisce un trattamento illecito di dati personali, di cui va inibita la prosecuzione; va, inoltre, prescritto all’azienda: a) di conformare per il futuro la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni contenute nel codice in materia di protezione dei dati personali e nelle linee guida emanate dal Garante per la protezione dei dati personali, rispettando, in particolare, il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati; b) di attivarsi presso i gestori dei principali motori di ricerca, al fine di sollecitare la rimozione della copia web del predetto atto dagli indici e dalla cache (memoria informatica temporanea) dei motori di ricerca.

Aut. protez. dati person., 19/12/2012, n.421

Pubblicazione sul proprio sito Internet istituzionale

La pubblicazione sul proprio sito Internet istituzionale, da parte di un comune, dei dati personali contenuti nella graduatoria provvisoria di un concorso costituisce un trattamento illecito di dati personali, di cui va inibita la prosecuzione.

Aut. protez. dati person., 06/12/2012, n.384

La pubblicazione su un sito internet di un provvedimento giurisdizionale

In tema di trattamento dei dati sensibili, è illecita la pubblicazione, su un sito internet liberamente accessibile, di un provvedimento giurisdizionale che indichi lo stato di salute del ricorrente e le sue invalidità, atteso che si tratta di dati la cui tutela è posta a protezione del diritto alla riservatezza della sfera privata dell’individuo.

Cassazione civile sez. I, 20/05/2016, n.10510



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