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Targa straniera veicolo: ultime sentenze

26 Luglio 2021
Targa straniera veicolo: ultime sentenze

Sinistro avvenuto in Italia; danno cagionato da veicolo stabilmente stazionante nel territorio di Stato UE; Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada; delitto di falsità materiale in certificato amministrativo.

La formazione di falsa attestazione di avvenuta revisione 

Integra il delitto di falsità materiale in certificato amministrativo commesso da privato, ex artt. 477 e 482 c.p., la formazione di una falsa attestazione dell’avvenuta revisione di un autoveicolo con targa estera, eseguita nel Paese di immatricolazione con esito positivo, anche quando la mendace indicazione è apposta sulla carta di circolazione. (In motivazione, la Corte ha sottolineato la rilevanza pubblicistica del certificato di revisione periodica di un’autovettura immatricolata in Bulgaria, quale Stato membro dell’Unione Europea, ai sensi della direttiva del Consiglio n. 96/96/Ce del 20 dicembre 1996, recepita con d.m. 6 agosto 1998, n. 408, nonché quale Paese aderente, assieme all’Italia, alla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 8 novembre 1968).

Cassazione penale sez. V, 14/01/2019, n.7900

Sinistro avvenuto in Italia

Nel caso di sinistro avvenuto in Italia e causato da veicolo con targa straniera, ove siano proposte, contestualmente, azione diretta contro l’UCI ed azione di responsabilità aquiliana contro il cittadino straniero, e nei confronti di quest’ultimo non sia eseguita la notifica dell’atto introduttivo nel rispetto dell’art. 142 c.p.c., la controversia nei confronti dell’UCI, per la quale il contraddittorio è integro, può essere decisa nel merito, e, trattandosi di cause scindibili, ove il giudice di primo grado non abbia rilevato l’inesistenza della notifica, il giudice d’appello deve dichiarare la nullità della sentenza di primo grado limitatamente all’azione di responsabilità promossa contro il cittadino straniero e decidere l’altra causa.

Cassazione civile sez. III, 22/11/2016, n.23716

L’Ufficio Centrale italiano

I responsabili stranieri di un sinistro stradale, causato in Italia da un veicolo con targa estera, sono domiciliati ex lege presso l’Ufficio Centrale italiano (UCI) solo ai fini della loro citazione in giudizio quali litisconsorti necessari rispetto alla domanda proposta contro detto Ufficio. Ove, invece, la vittima intenda formulare domanda di condanna anche nei loro confronti ex art. 2054 c.c., essa ha l’onere di notificare loro la citazione presso le rispettive residenze.

Cassazione civile sez. III, 22/11/2016, n.23716

Sinistro causato da veicolo con targa straniera

In caso di sinistro causato da veicolo con targa straniera risultata rubata, non costituisce eccezione in senso stretto, ma mera difesa, proponibile anche nella comparsa conclusionale d’appello, l’eccezione di difetto di legittimazione passiva sostanziale sollevata dal convenuto Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada, ai sensi del d.lgs. n. 209 del 2005, nel testo anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 198 del 2007, assumendo che il predetto veicolo debba considerarsi non già “sconosciuto”, bensì “abitualmente stazionante” nel territorio dello Stato membro dell’Unione europea che ha rilasciato la targa (alla stregua dell’interpretazione dell’art. 1, par. 4, della Direttiva 72/166/CEE, modificata dalla Direttiva 84/5/CEE, fornita dalla Corte di giustizia CE 12 novembre 1992, C-73/89), sicché il risarcimento dei danni derivanti dal sinistro compete all’Ufficio Centrale Italiano, ai sensi dell’art. 1 del d.m. 12 ottobre 1972.

Cassazione civile sez. III, 21/06/2016, n.12729

Responsabili stranieri di un sinistro stradale

In tema di notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica, in una controversia attinente al rapporto di assicurazione obbligatoria r.c.a., ove l’attore abbia coltivato sia l’azione diretta nei confronti dell’U.C.I., rispetto alla quale l’assicurato straniero è litisconsorte necessario, sia Fazione di responsabilità aquiliana ex art. 2054 c.c., nei confronti dello straniero medesimo, a quest’ultimo deve essere indirizzata una duplice notifica, la prima presso l’U.C.I., la seconda ai sensi dell’art. 142 c.p.c., in quanto i responsabili stranieri di un sinistro stradale, causato in Italia da un veicolo con targa estera, sono domiciliari ex lege presso l’U.C.I. solo ai fini della loro citazione in giudizio quali litisconsorti necessari rispetto alla domanda diretta proposta contro detto Ufficio.

Corte appello Bari sez. III, 11/10/2012, n.1068

Responsabilità civile

Nel caso di sinistro stradale avvenuto in Italia e causato da veicolo con targa straniera, le norme che prevedono la legittimazione passiva dell’Uci (art. 125 e 126 c. assicur.) sono di applicazione necessaria, ai sensi dell’art. 17 l. 31 maggio 1995 n. 218. Ne consegue che, quand’anche il sinistro abbia coinvolto solo cittadini stranieri tutti della medesima nazionalità, sono regolati dalla legge italiana sia l’accertamento del rispetto delle norme sulla circolazione stradale, sia la sussistenza dei presupposti e dei limiti della responsabilità dell’Uci, in quanto obbligazioni nascenti dalla legge, ai sensi dell’art. 61 ultima parte della citata l. n. 218 del 1995; restano, invece, soggette alla legge comune di danneggiante e danneggiato, ai sensi dell’art. 62 comma 2 l. n. 218 del 1995, le questioni relative alla quantificazione del danno.

Cassazione civile sez. III, 18/05/2012, n.7932

Circolazione stradale: sanzioni amministrative

In tema di sanzioni amministrative accessorie, la confisca obbligatoria – come prevista dall’art. 21 comma 3 l. n. 689 del 1981, nel testo risultante a seguito della declaratoria di parziale incostituzionalità per effetto della sentenza n. 371 del 1994 della Corte cost. – consegue nella sola ipotesi, contemplata dall’art. 93 comma 7 c. strad., in cui il veicolo non sia stato immatricolato, alla quale, pertanto, non può essere assimilata la situazione in cui il veicolo, già immatricolato, si venga a trovare nella condizione di “provvisoria” radiazione dalla circolazione ma con possibilità di reimmatricolazione, che sia poi effettivamente avvenuta.

(Nella specie, alla stregua dell’enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha annullato la confisca di un veicolo colto in circolazione con targa estera, già immatricolato in altro Paese e temporaneamente radiato dalla circolazione, ma, poi, successivamente reimmatricolato in Italia anteriormente alla scadenza di validità dell’originaria immatricolazione).

Cassazione civile sez. II, 10/06/2010, n.13990

Sinistro causato da veicolo con targa straniera rubata

In caso di sinistro causato da veicolo con targa straniera (nella specie, francese) accertata come rubata (in quanto originariamente assegnata ad altro veicolo), il predetto veicolo deve considerarsi – alla stregua dell’interpretazione dell’art. 1 par. 4 della direttiva 72/166/Cee, modificata dalla direttiva 84/5/Cee, fornita dalla Corte di giustizia Ce 12 novembre 1992, C-73/89 – come “abitualmente stazionante” nel territorio dello Stato membro dell’Unione europea che tale targa ha rilasciato, con la conseguenza che al risarcimento dei danni derivanti dal sinistro stesso è tenuto l’ufficio Centrale Italiano, ai sensi dell’art. 1 d.m. 12 ottobre 1972.

Cassazione civile sez. III, 19/10/2007, n.21974

L’uso del veicolo appartenente a soggetto straniero con targa estera

Dalle disposizioni di cui agli artt. 2 e 31 della convenzione di New York del 4 giugno 1954, resa esecutiva in Italia con l. 27 ottobre 1957, n. 1163, e dall’art. 216 comma 2 d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, si desume che l’importazione temporanea di veicoli è subordinata alla duplice condizione che l’uso del veicolo appartenente a soggetto straniero con targa estera avvenga da parte di persona che abbia la sua abituale residenza all’estero, per fine privato ed in occasione di visita temporanea nel territorio dello Stato; in mancanza anche di una sola di dette condizioni l’utilizzazione del veicolo nel territorio dello Stato configura il reato di contrabbando sia nei confronti del terzo che, privo dei requisiti di legge, abbia fatto uso del mezzo, sia del proprietario che, conoscendo la situazione del terzo, tale uso abbia consentito.

Cassazione penale sez. III, 15/03/1994



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