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A chi ruba voti Conte con il suo partito che non c’è

11 Giugno 2020 | Autore:
A chi ruba voti Conte con il suo partito che non c’è

L’ipotetica formazione di cui il premier continua a negare l’esistenza diventerebbe la terza realtà politica del Paese. Ecco ai danni di chi.

L’Italia è forse l’unico Paese al mondo in cui i politici hanno qualcosa a loro insaputa. L’ex ministro berlusconiano e oggi sindaco d’Imperia, Claudio Scajola, ebbe una casa che si affacciava sul Colosseo ma non lo sapeva. L’altrettanto ex ministro berlusconiano Giulio Tremonti aveva a disposizione una casa sulla quale qualcuno pagava un affitto a sua insaputa. Oggi, le cronache si occupano addirittura del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che avrebbe un partito a sua insaputa. Lo ha negato nelle ultime ore davanti ai cronisti. Ma se fosse un bluff, se il premier o chi è attorno a lui stesse davvero tessendo una tela politica come rete di salvataggio nel caso qualcuno lo cacciasse via da Palazzo Chigi e si arrivasse alle elezioni, bene: in questo caso i suoi attuali «soci» di governo potrebbero mangiarsi le mani.

«A mia insaputa? Non ho un partito», continua a sostenere Conte. Se lo dice lui… Ma il fatto è che i sondaggi rilevano un interesse più che discreto nei suoi confronti da parte degli elettori. Già ieri era stato anticipato il peso di questo «fantasma» che non si vede ma la cui presenza si avverte a tal punto da cominciare a dar fastidio all’interno dell’Esecutivo. A quella «isola che non c’è», per parafrasare Edoardo Bennato, approderebbe volentieri il 16% degli italiani, secondo una rilevazione fatta per la trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta da Noto Sondaggi e pubblicata proprio oggi pomeriggio. Indovinate un po’ ai danni di chi? Esatto: proprio a spese delle principali attuali forze di governo, ovvero Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Se davvero si decidesse a scendere in campo con un suo partito, Conte metterebbe in saccoccia anche una fetta dei volti degli indecisi.

Con questi numeri a favore di Conte, sempre secondo il sondaggio di Noto, il Pd scenderebbe dall’attuale 20% circa di consensi al 12%, mentre il M5S resterebbe non più a doppia cifra, come oggi (è stimato al 16&) ma al 9%. Ci perderebbe qualcosa anche Italia Viva, che resterebbe al 2,5%. La rilevazione consacra ancora la Lega come primo partito al 28%, mentre Fratelli d’Italia si attesta al 14%. Forza Italia non va oltre il 6%. In totale, il centrodestra si avvicinerebbe alla soglia della maggioranza assoluta, ottenendo in un ipotetico voto odierno il 49% dei consensi.

I principali serbatoi da cui Conte «ruberebbe i voti», dunque, sono proprio i suoi alleati: per il 25% li prenderebbe dal Pd, per il 22% dai pentastellati, per il 21% da altri partiti (compreso qualcuno di destra). Ma soprattutto, pescherebbe e non poco dal «partito degli indecisi»: da qui si porterebbe via un bel 32% di voti. Il tutto, comunque, sia chiaro, a sua insaputa.



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