Family Act: assegni, bonus e congedi più alti

11 Giugno 2020 | Autore:
Family Act: assegni, bonus e congedi più alti

Il pacchetto a sostegno delle famiglie al vaglio del Governo. Aiuti economici, permessi anche per parlare con i docenti, contributi fino al 100% per asili.

Assegni sui figli per tutti su base Isee, che aumentano dal secondo figlio in poi. Congedi parentali più lunghi. Contributi che coprono al 100% le rette di nido e scuola materna. Bonus per gite e sport dei figli. Sono solo alcune delle misure previste dal Family Act, il pacchetto di aiuti alle famiglie che oggi prende il via libera in Consiglio dei Ministri.

Il provvedimento stabilisce un «assegno universale» perché destinato a chiunque abbia in casa dei figli under 18, con una base riconosciuta indipendentemente dal reddito, e una parte variabile a seconda della base Isee, ovvero del reddito della famiglia che lo percepisce. «Un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico – si legge nel testo del disegno di legge – con un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figlie o figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente».

L’assegno universale viene attribuito mensilmente mediante la corresponsione diretta di una somma di denaro ovvero mediante il riconoscimento di un credito da utilizzare in compensazione dei debiti di imposta». L’assegno aumenta del 20% in caso di figlio o figlia successivo al secondo. Importo più alto anche in presenza di figli disabili. L’assegno non concorre alla formazione del reddito e viene riconosciuto già dal settimo mese di gravidanza.

Altro punto importante del Family Act è quello che riguarda il contributo a copertura delle rette di asili nido e scuole materne fino al 100%. Nel dettaglio, il testo mira a «sostenere le famiglie con interventi che possono coprire anche l’intero ammontare delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, asili nido familiari, micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore delle bambine e dei bambini al di sotto dei sei anni».

Quanto ai congedi parentali, il provvedimento prevede un periodo minimo non inferiore ai due mesi non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. I neo papà avranno diritto a un congedo obbligatorio di 10 giorni minimo alla nascita di un figlio. Il beneficio dovrà essere concesso «a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore, e non potrà essere subordinato ad una determinata anzianità lavorativa e di servizio».

Previsto anche un congedo per andare a parlare con i docenti della scuola dei figli. Il testo delega infatti il governo a «prevedere, previo preavviso al datore di lavoro, il diritto dei genitori lavoratori di usufruire di un permesso retribuito, della durata di almeno 5 ore nell’arco dell’anno, per recarsi al colloquio con i professori e partecipare in maniera attiva al percorso di crescita delle proprie figlie e figli». Inoltre, e a differenza di oggi, in caso di malattia del figlio il genitore lavoratore avrà diritto a fruire di un permesso parzialmente retribuito.

Non è finita. Il disegno di legge al vaglio del Consiglio dei Ministri introduce una delega al Governo per il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli. In un passaggio del testo si indirizza l’Esecutivo ad adottare «misure volte a sostenere le famiglie per le spese sostenute per gite scolastiche, iscrizione annuale e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva, corsi di lingua e di arte e musica».

Previsto anche un sostegno «per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e altri spettacoli dal vivo, libri, ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali». Ci saranno degli aiuti pure per l’acquisto di libri scolastici, richiesti dal percorso frequentato, e di supporti informatici per ciascuna figlia o figlio a carico che frequenta la scuola secondaria di primo o di secondo grado e che non gode di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi scolastici.



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