Bonafede: le udienze tornano alla normalità

11 Giugno 2020
Bonafede: le udienze tornano alla normalità

Il ministro della Giustizia ha assicurato che dal 1° luglio riprenderà la regolare celebrazione dei processi. In arrivo anche una circolare.

La Giustizia arriva, seppur con grande ritardo, alla Fase 3: dopo il recente appello degli avvocati a riaprire i tribunali, oggi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervenuto nel Question time al Senato, ha assicurato che dal 1° luglio riprenderà la regolare celebrazione delle udienze.

«Grazie al mutamento del contesto sanitario è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia», ha annunciato il ministro, per poi dichiarare che «è imminente l’emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e in generale mira a garantire la regolare celebrazione delle udienze in condizioni di sicurezza già partire dal 1 luglio 2020».

Bonafede ha ricordato che «dal 22 maggio è stata istituita la cabina di regia nazionale per la gestione dell’attività giudiziaria durante la fase 2 dell’emergenza da Covid-19 proprio per garantire un monitoraggio della ripresa e per permettere interventi mirati ed efficaci».

Inoltre – ha proseguito, «gli ingenti investimenti stanziati con il Decreto Legge Rilancio stanno consentendo di provvedere all’istallazione di tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria, perché garantire un servizio significa assicurare che non comporti rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori».

Positiva la reazione degli avvocati: «La ripartenza della giustizia dal 30 giugno sarebbe sicuramente un bel segnale per gli avvocati e per i cittadini che attendono da mesi di veder riconosciuti i propri diritti, tenuto conto che le esigenze di natura sanitaria sono, al momento, ridotte e affievolite. La concreta ripresa dell’attività giudiziaria assolve le indicazioni e le richieste che il Consiglio nazionale forense aveva manifestato nei giorni scorsi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede», afferma Maria Masi, presidente facente funzioni del Cnf.

«Sarà nostra cura – prosegue Maria Masi in un comunicato riportato dall’Adnkronos – monitorare l’iter e l’approvazione del provvedimento allo studio del Parlamento e vigilare affinché la macchina della giustizia riparta con la più ampia e continuativa presenza dei cancellieri in tribunale: come più volte sottolineato, questa condizione è necessaria e funzionale all’attività giurisdizionale stessa».

Poi un invito ad accelerare l’iter: «In ogni caso – aggiunge la presidente del Cnf- nulla impedisce ai vertici degli uffici giudiziari, sussistendone i presupposti, di adottare sin da ora provvedimenti utili ad anticipare il riavvio delle attività, così come si sta verificando in alcuni pochissimi distretti».

Sulla preannunciata riforma del Csm, invece, il ministro non ha ancora presentato un progetto, ma ha rilevato che «la credibilità e il prestigio della magistratura sono stati duramente colpiti dagli eventi emersi recentemente nel contesto del caso Palamara, che non ho esitato a definire come vero e proprio terremoto per la magistratura. Siamo al punto di non ritorno. Non è più rimandabile un intervento netto e profondo a tutela dei cittadini e della stragrande maggioranza della magistratura».

Quindi Bonafede ha preannunciato che «la riforma interverrà in un settore delicato: ho sempre creduto nel metodo del confronto all’interno delle forze che compongono la maggioranza così come con le opposizioni. E quindi auspico che la discussione sia la più ampia possibile e che, pur con le legittime divergenza, conduca ad approvare un impianto normativo capace di porre rimedio a tutte le distorsioni che coinvolgono la magistratura».



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