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Accertamento con redditometro nullo se case e auto sono donazioni della famiglia d’origine

30 Ottobre 2013
Accertamento con redditometro nullo se case e auto sono donazioni della famiglia d’origine

L’accertamento sintetico non può fondarsi solo sul rogito del notaio quando il contribuente dimostra, attraverso la tracciabilità dei pagamenti, che si è trattato di donazioni indirette da parte dei familiari.

È nullo l’accertamento fiscale effettuato sulla base del redditometro se l’acquisto di case e auto è avvenuto con denaro proveniente dai propri genitori. Il contribuente può fornire la prova di tali donazioni attraverso la tracciabilità dei pagamenti, ossia dimostrando che le somme sono provenute dai conti correnti dei familiari. Tale operazione è detta “donazione indiretta” (qui, rispetto alla comune donazione, non viene donato il bene in sé, ma i soldi per acquistare il bene medesimo).

A stabilirlo è stata la Commissione Tributaria di Roma che, con una recente sentenza [1], ha annullato un accertamento a carico di un contribuente perché proprietario di due grandi immobili e auto di lusso, pur non dichiarando alcun reddito. È stato sufficiente, per l’uomo, dimostrare che tutti gli assegni e i pagamenti provenivano da conti intestati ai genitori; con ciò egli è riuscito a dimostrare che si trattava di donazioni indirette fattegli dalla famiglia di origine.

Nella sentenza i giudici capitolini hanno ricordato che l’intestazione di una casa a una persona senza reddito è certo un elemento che legittima il fisco a fare un accertamento sintetico, in quanto fa scattare l’allarme rosso sul redditometro. Tuttavia, il contribuente può sempre evitare l’accertamento sintetico fornendo la prova che le risorse finanziarie per l’acquisto sono state messe a disposizione (in tutto o in parte) da altri.

Né rileva che sull’atto del notaio sia indicato diversamente, nonostante si tratti di un atto pubblico che fa piena prova.


note

[1] C.T.R. Roma sent. n. 105/2013.


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