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Fase 3: dietrofront del Governo sullo sport

12 Giugno 2020 | Autore:
Fase 3: dietrofront del Governo sullo sport

Resta lo stop alle partite di calcetto o beach volley fino al 25 giugno. Discoteche chiuse fino a metà luglio. Ecco cosa prevede il nuovo Dpcm.

Come non detto: per giocare una partita di calcetto o di beach volley bisognerà aspettare ancora una decina di giorni. Il Governo ha deciso di posticipare la ripresa del cosiddetto «sport di contatto»: non più lunedì 15 giugno, come anticipato ieri pomeriggio nella bozza del nuovo Dpcm, ma il 25 giugno. È questa la data messa nero su bianco sul decreto che Giuseppe Conte ha firmato ieri sera, che entrerà in vigore lunedì e che sarà valido fino al 14 luglio. Proprio quel giorno, il 14 luglio, si potrà tornare in discoteca, e non più settimana prossima, com’era stato detto.

Cosa si può e cosa non si può fare, dunque, da lunedì? Partiamo proprio dal calcetto. C’è stata maretta in Consiglio dei ministri proprio sulla possibilità di riprendere l’attività nei campetti amatoriali, nelle palestre -si pensi alla boxe- ma anche in spiaggia, vedi il beach volley. A proporre la ripresa da lunedì 15 -data messa nero su bianco nella bozza di Dpcm circolata nel pomeriggio – era stato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ma il responsabile della Salute, Roberto Speranza, ha frenato bruscamente. Così il Governo, inizialmente favorevole alla ripresa già da lunedì, ha iniziato a dubitare. Alla fine, il punto di caduta, dopo un’ora di discussione, è stato deciso di dire di sì allo sport da contatto ma dal 25 giugno, e con un occhio attento alla curva epidemiologica.

Delusione ancora maggiore per i gestori e per i frequentatori dei locali da ballo. Se qualche giorno fa era stato anticipato che dalla prossima settimana sarebbe stato possibile riaprire le discoteche all’aperto, ora si dovrà attendere un altro mese. Lo stesso vale per chi voleva organizzare un congresso o un evento fieristico. Sul Dpcm, infatti, si legge: «Restano sospese fino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi».

Vediamo, invece, che cosa si potrà fare da lunedì 15 giugno. Dopo tre mesi di divieto assoluto, i bambini potranno tornare a giocare nei parchi, a scendere dallo scivolo o ad andare su e giù in altalena: «È consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia».

Pure gli adulti potranno tornare a divertirsi, anche se in un altro modo: riapriranno le sale bingo, sale giochi e sale scommesse. Ma solo «a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi». La stessa regola è prevista per i centri termali.

Si potrà anche tornare al cinema, al teatro o a vedere uno spettacolo all’aperto o al chiuso. Le sale e gli altri spazi – precisa il Dpcm – devono dotarsi di «posti a sedere preassegnati» e deve essere garantito «il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala».

Si potrà viaggiare all’estero, ma con alcuni limiti: «Fino al 30 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da Unione europea e Gran Bretagna, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». L’elenco delle destinazioni consentite contiene «gli Stati membri dell’Unione europea; gli Stati parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano; Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia».

Infine, per quanto riguarda la ripresa delle udienze in tribunale, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha fatto sapere in Senato che «è imminente l’emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo in modo da garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze già a partire dal 1 luglio 2020 assicurando che la ripresa avverrà senza rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori, grazie all’installazione nei tribunali di tutti i presidi di sicurezza».



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