Superbonus 110%: le incognite ancora da chiarire

12 Giugno 2020 | Autore:
Superbonus 110%: le incognite ancora da chiarire

Incertezze sui tempi di approvazione del Dl Rilancio in Parlamento e sulle modalità di accesso e fruizione del beneficio fiscale, che così è a rischio.

L’idea c’è. La voglia di metterla in pratica, pure. Mancano, però, le cose più importanti: l’approvazione definitiva e le istruzioni per l’uso. Il superbonus del 110% sui lavori di ristrutturazione che prevedano un miglioramento energetico degli immobili giace in un cassetto in attesa che, da una parte, il Parlamento dia il via libera definitivo al decreto Rilancio e, dall’altra, che l’Agenzia delle Entrate dica ai contribuenti come accedere all’agevolazione.

Il Fisco, in particolare, deve chiarire un po’ di incognite, ovvero: come dovrà essere applicato lo sconto in fattura, entro quando si può fare la cessione del credito d’imposta a banche o intermediari finanziari, se si può o non si può velocizzare il rilascio dei permessi e delle autorizzazioni che servono per realizzare i lavori, i tariffari che devono essere usati affinché i costi delle opere da scaricare fiscalmente siano congrui, quali materiali e quali impianti vanno utilizzati per rispettare i criteri ambientali minimi richiesti.

I lavori in Parlamento vanno avanti ma con una certa calma, vista anche la mole di emendamenti presentati da maggioranza e opposizione al decreto Rilancio. Uno di quelli, attualmente in discussione e indicato come prioritario, è quello che permette di incassare il credito di imposta prima della fine dei lavori, ad esempio all’emissione delle fatture per singoli stati di avanzamento. Sarebbe una buona notizia per le piccole imprese che hanno meno possibilità di accedere a un finanziamento o meno liquidità per realizzare i lavori e poi incassare alla fine. Ma anche per l’associazione dei costruttori (Ance) che insiste sui tempi di utilizzo del credito e sollecita disponibilità immediata del credito nel cassetto fiscale delle imprese per evitare di dover aspettare dei mesi prima di vedere un soldo. Anche perché, avvertono le imprese edili, «senza liquidità il superbonus rischia di fermarsi».

Il tema dei prezzari non va per nulla sottovalutato, secondo l’Ance, che chiede di utilizzare quelli riconosciuti dal ministero dello Sviluppo Economico per evitare che in ogni territorio ciascuno applichi i suoi costi, alcuni dei quali – sostengono i costruttori – poco rispondenti alla realtà.


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Autore immagine: Canva.com


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