Lockdown, perché le donne hanno sofferto di più

12 Giugno 2020
Lockdown, perché le donne hanno sofferto di più

Carico di lavoro aggravato, tra attività professionale e cura della casa/famiglia.

La distribuzione dei compiti, all’interno della famiglia, non è equa. Quanto al lavoro, le donne, spesso, non sono sufficientemente tutelate. Un mix micidiale che ha fatto sì che fossero le più penalizzate dai circa due mesi di lockdown che abbiamo dovuto affrontare causa Coronavirus. È quanto sottolineato dalla sociologa Franca Maria Alacevich, professoressa all’Università di Firenze, durante la seduta della Commissione Pari opportunità della Regione Toscana, presieduta da Rosanna Pugnalini. È una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos a metterci al corrente del suo intervento.

«Il problema – ha spiegato Alacevich – non riguarda solo il tipo di contratto di lavoro che hanno le donne, e il fatto, gravissimo, che il lavoro di cura è mal distribuito all’interno delle famiglie, in quanto la donna è quella che ha un lavoro meno stabile e con retribuzione inferiore. Ma il fatto che durante l’emergenza sanitaria il carico di lavoro di cura per le donne si è aggravato, visto il maggiore numero di persone presenti in casa, l’impossibilità a ricorrere ad aiuti esterni e l’educazione scolastica dei figli rimasti a casa».

Adesso, secondo la sociologa, è il momento di fare delle proposte, a partire dai contratti. Nei mesi di aprile e maggio sono infatti scaduti oltre 400mila contratti a termine ricoperti dalle donne. Altri punti nodali, quello dei congedi parentali da estendere obbligatoriamente agli uomini e la ricerca di soluzioni per la cura dei figli, che permetta alla donne di tornare a lavorare. «Si è trattato di un contributo prezioso, su cui dovremo riflettere per avanzare proposte concrete», ha commentato Rosanna Pugnalini.

La commissione, durante la seduta, ha anche approvato all’unanimità la relazione dell’attività della Commissione regionale Pari opportunità per l’anno 2019. Infine, Daniela Volpi, presidente del Cug (Comitato unico di garanzia nelle pubbliche amministrazioni) della Regione Toscana ha illustrato la relazione sull’andamento nel 2019. Il Cug, lo ricordiamo, ha il compito di ricongiungere i dati provenienti da vari settori per trarne delle conclusioni in merito all’attuazione delle tematiche di sua competenza: attuazione dei principi di parità e pari opportunità, benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni e alle violenze morali e psicologiche sul luogo di lavoro.

Dalla relazione emerge come la Regione Toscana sia un’amministrazione che registra una forte presenza di personale femminile, rispetto a molte altre realtà. Ma nonostante le dipendenti risultino più istruite degli uomini, l’incidenza delle posizioni organizzative è maggiore almeno in proporzione tra il personale di sesso maschile.

Nell’area della dirigenza, poi, questo fenomeno si acuisce in modo deciso, nonostante la componente femminile sia rappresentata anche a livello di strutture di vertice. D’altro canto, la Regione Toscana si caratterizza per un elevato ricorso a istituti che hanno lo scopo di favorire la conciliazione vita-lavoro, e in particolare la flessibilità oraria, l’orario agevolato per motivi di cura, il part-time, il telelavoro, usufruito nella maggior parte dei casi da donne.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube