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Conto non movimentato: le spese sono dovute?

20 Giugno 2020
Conto non movimentato: le spese sono dovute?

Ho un conto non movimentato da quattro anni, con un saldo irrisorio, sul quale la banca continua ad addebitarmi spese e interessi e ad inviarmi l’estratto conto. Si tratta di importi dovuti oppure posso oppormi?

Gentile cliente, in base a quanto descritto, è necessario considerare ciò che è stato raccomandato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) in una nota circolare del 2005 [1].

Secondo questo documento, a proposito di un conto corrente bancario, si deve ritenere non movimentato, quello sul quale non sono state compiute operazioni da oltre un anno e che presenta un saldo creditore non superiore a € 258,22.

In questi casi, prosegue la circolare citata, la banca cessa di corrispondere gli interessi, di addebitare le spese di gestione e di inviare l’estratto conto.

Secondo una nota decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) [2], si tratta di una condizione generale del contratto che la banca deve applicare in adempimento al proprio obbligo di buona fede nell’esecuzione del rapporto col cliente [3]. In particolare, per il citato ABF, allorquando si verificano le condizioni del conto sopra descritte, la circolare ABI contempla un blocco degli interessi e delle spese. Inoltre, aggiunge il Collegio, non valgono a movimentare il rapporto, le operazioni compiute dalla banca stessa (come ad esempio, proprio l’addebito delle spese).

Quindi, tornando a ciò che ha descritto in quesito, in virtù delle premesse osservazioni, è probabile che, in questi anni, la banca le abbia conteggiato spese ed interessi non dovuti e che, per queste ragioni, sia necessario, quanto meno, ridurre l’ammontare preteso. Per verificarlo, occorrerebbe esaminare la documentazione bancaria di riferimento. Solo dopo averlo fatto, si potrebbe avere maggiore chiarezza sulla sua situazione.

Ad ogni modo, alla luce delle precedenti considerazioni, è consigliabile inviare, immediatamente, una comunicazione alla sua banca, nella quale chiede:

  • l’immediata chiusura del rapporto (onde evitare successive ed ulteriori contestazioni e/o addebiti), esercitando formale recesso dal medesimo ai sensi di legge [4];
  • di ricalcolare il presunto saldo del suo conto in base a quanto evidenziato dalla citata decisione dell’ABF.

Nel caso di un riscontro negativo, non le resterà che valutare l’opportunità di un’azione legale, sempre previa disamina della documentazione bancaria relativa a questo conto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] ABI circ. del 25.02.2005

[2] ABF dec. n. 4634/2013

[3] Art. 1375 cod. civ.

[4] Art. 126 septies Dl. 385/1993


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