Coronavirus e vaccino, come si sta muovendo l’Europa

12 Giugno 2020
Coronavirus e vaccino, come si sta muovendo l’Europa

Finanziamenti alle case farmaceutiche che stanno lavorando al preparato artificiale per l’immunità dal Covid-19, in cambio della sicura fornitura.

Abbiamo più volte parlato del problema numero uno che si pone per quanto riguarda il vaccino al Coronavirus: serviranno miliardi di dosi da somministrare alla popolazione, trattandosi di una pandemia. Sarà disponibile per tutti? È la preoccupazione principale, subito dopo quella di trovare una terapia immunizzante.

A questo scopo, come ci rivela oggi una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, la Commissione europea è intenzionata a lanciare un’apposita strategia. Prevederà finanziamenti per le case farmaceutiche con stabilimenti in Europa che hanno in pipeline vaccini contro la malattia, in cambio di contratti che assicurino la fornitura del vaccino ai cittadini europei «velocemente» e «nelle quantità necessarie», una volta che sarà disponibile. Lo ha spiegato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, in videoconferenza stampa a Bruxelles dopo essersi riunita con i ministri della Salute dei Paesi membri.

L’Ue in ritardo 

Si vuole in questo modo colmare i ritardi accumulati in questo campo nei confronti degli Usa, dove la Barda (Biomedical Advanced Research Development Agency) investe pesantemente per finanziare le case farmaceutiche, in modo che inizino a produrre i vaccini quando ancora non è sicuro che siano efficaci, con tutti i rischi finanziari che un’operazione simile comporta e che non possono essere assunti in proprio da una società privata, che risponde a degli azionisti.

Il ritardo dell’Ue in questo campo è diventato evidente quando il Ceo della multinazionale francese Sanofi, Paul Hudson, ha detto pubblicamente che la compagnia avrebbe dato la priorità al governo Usa nella distribuzione del vaccino, dato che finanzia la ricerca (ha dato 30,7 milioni di dollari alla Protein Sciences, del gruppo Sanofi, e 1,2 miliardi ad AstraZeneca), sollevando in Francia un vespaio di polemiche.

«La vera svolta nella pandemia di Covid-19 – ha detto Kyriakides – sarà avere un vaccino. Questa sarà l’unica vera exit strategy dalla crisi. Un vaccino deve essere accessibile a tutti in Europa, e anche nel mondo. Nessuna regione del mondo è al sicuro, se non siamo tutti al sicuro. È per questo che la prossima settimana presenteremo una strategia Ue per i vaccini contro la Covid-19».

Il richiamo all’unità

«In un periodo in cui il mondo sta facendo passi per avere accesso a un futuro vaccino – ha proseguito – l’Ue deve mostrare un fronte unito, in questo sforzo globale. Il tempo è fondamentale. Siamo in una situazione di emergenza sul fronte della salute pubblica: dobbiamo agire velocemente e dobbiamo investire subito nello sviluppo dei vaccini, per assicurarci che i vaccini vengano prodotti nella quantità necessaria, il più presto possibile. Per questo – ha detto ancora – proponiamo un approccio europeo comune per assicurarsi la fornitura di vaccini per tutti gli Stati membri. Questo eviterà la concorrenza tra i Paesi Ue e offrirà ai produttori un procedimento negoziale semplificato».

«Lavorare insieme – ha continuato Kyriakides – avrà benefici di scala, con la domanda di 500 milioni di cittadini, oltre alla leva del bilancio Ue. Farlo insieme sarà più rapido, più facile e più conveniente per tutti noi. Per preparare questa strategia, abbiamo discusso per alcune settimane con i produttori e con gli Stati membri e oggi abbiamo sul tavolo un quadro per un’azione congiunta a livello Ue, per ottenere un mandato politico dai ministri».

Obiettivo: sicurezza delle forniture

«Una parte della proposta – ha proseguito la commissaria – è stilare un accordo di acquisto con i produttori di vaccini, dando agli Stati membri il diritto di acquistare un certo numero di dosi, per un certo prezzo, quando il vaccino diventerà disponibile. Per finanziare questo programma, useremo l’Emergency Support Instrument. Con la nostra strategia lanceremo un bando aperto a tutti gli sviluppatori che hanno strutture produttive in Europa, per avviare colloqui con noi».

Selezionare compagnie che producano in Europa il vaccino è necessario per essere assolutamente sicuri della fornitura, una volta sviluppato, ha spiegato un’alta funzionaria Ue. «Lavorando a stretto contatto con gli Stati membri, e sulla base di chiari criteri – ha aggiunto Kyriakides – selezioneremo le società con le quali entrare in negoziato. Sono stata molto chiara con i ministri: lavorare insieme aumenterà le nostre chances di avere un vaccino sicuro ed efficace, nella quantità necessaria e il più presto possibile».

«Sono lieta – ha commentato – che dal Consiglio abbiamo ottenuto un chiaro mandato politico per procedere con la nostra strategia, per ottenere un vaccino sicuro ed efficace per tutti gli europei e per trovare una soluzione permanente alla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19». «Questa iniziativa sarà strettamente coordinata con quella per raccogliere fondi a livello internazionale» per far sì che il vaccino sia un bene pubblico globale, «dove siamo già arrivati a 9,3 miliardi di euro, e che continuerà il 27 giugno con un evento pubblico», ha concluso.



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