Coronavirus: l’allarme Oms su donne, bambini e ragazzi

12 Giugno 2020
Coronavirus: l’allarme Oms su donne, bambini e ragazzi

Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus torna sugli effetti indiretti della pandemia sui sistemi sanitari, col rischio di trascurare altri problemi.

Non si muore di solo Coronavirus. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è tornata, oggi, a sollevare il problema dei pericoli che i pazienti corrono al di là del Covid. È noto a tutti che la pandemia ha monopolizzato i sistemi sanitari: abbiamo scritto più volte di come alcune prestazioni siano passate letteralmente in secondo piano, condizionando le cure di alcune patologie (leggi gli articoli: Vaccini mancati, 80 milioni di bambini in pericolo; Tumore al seno, l’allarme sui lunghi tempi per la diagnosi; Coronavirus, come ha penalizzato i malati di sclerosi multipla). Non solo: c’è stata una lunga serie di effetti indiretti della pandemia di cui alcune categorie, in particolare, hanno risentito maggiormente.

Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, oggi, in conferenza stampa online da Ginevra, ha sottolineato che, «mentre la pandemia di Covid-19 accelera nei Paesi a basso e medio reddito, l’Oms è preoccupata per il suo impatto sulle persone che già hanno difficoltà per accedere ai servizi sanitari».

I rischi per donne, bambini e adolescenti

Ghebreyesus si riferisce, in particolare, a donne, bambini e adolescenti. «Poiché la pandemia ha travolto i sistemi sanitari in molti luoghi – ha detto il dg – le donne possono avere un rischio maggiore di morire per complicazioni della gravidanza e durante il parto. L’Oms è anche preoccupato per l’impatto della pandemia su adolescenti e giovani: gli effetti indiretti su questi gruppi possono essere maggiori del numero di decessi dovuti al virus stesso. Le prime prove disponibili indicano che gli adolescenti e i ventenni sono maggiormente a rischio di depressione e ansia, molestie online, violenza fisica e sessuale e gravidanze indesiderate, mentre la loro capacità di cercare i servizi di cui hanno bisogno è ridotta».

«Anche la chiusura delle scuole e delle università – ha aggiunto – può avere un impatto drammatico sulla capacità degli adolescenti di accedere ai servizi di prevenzione. In alcuni Paesi, oltre un terzo degli adolescenti affetti da problemi di salute mentale riceve i propri servizi di salute mentale esclusivamente a scuola. Ancora, milioni di bambini che sono nutriti attraverso programmi scolastici hanno un accesso ridotto al cibo. Le limitate opportunità di attività fisica e un maggiore uso di tabacco, alcol e droghe possono avere ripercussioni sulla salute a lungo termine di questi giovani. Per affrontare queste sfide, l’Oms ha sviluppato linee guida per il mantenimento di servizi essenziali».

Coronavirus e allattamento

La conferenza è stata, come al solito, l’occasione per soffermarsi su più temi. Dal vaccino che, come ribadito dall’Oms, è importante che sia bene pubblico e globale, all’allattamento al seno per i nati da madri positive all’infezione. «L’Oms – puntualizza il dg – ha studiato attentamente i rischi relativi al fatto che le donne possano trasmettere il Covid-19 ai loro bambini durante l’allattamento. Sulla base delle prove disponibili, l’indicazione dell’Oms è che i benefici dell’allattamento al seno superano qualsiasi rischio potenziale di trasmissione del virus».

«Sappiamo che i bambini – ha affermato Ghebreyesus – sono a rischio relativamente basso di Covid-19, ma sono ad alto rischio di numerose altre malattie e condizioni che l’allattamento al seno previene». Dunque, «le madri con infezione sospetta o confermata di Covid-19 dovrebbero essere incoraggiate a iniziare e continuare l’allattamento al seno e non essere separate dai loro bambini, a meno che non stiano troppo male».



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