Diritto e Fisco | Articoli

Conto corrente cointestato: che fare se il coniuge lo svuota?

14 Giugno 2020
Conto corrente cointestato: che fare se il coniuge lo svuota?

Che fine fanno i soldi depositati sul conto corrente cointestato alla moglie e al marito nell’ipotesi in cui uno dei due dovesse prelevare o spendere più della propria quota? 

Un nostro lettore ci racconta l’amara vicenda avuta con la propria moglie che, in odor di crisi coniugale, ha pensato bene di prelevare dal conto cointestato una somma cospicua per farla sparire. Il marito se n’è accorto dopo alcune settimane, troppo tardi per recuperare l’importo visto che la stessa lo aveva preso in contanti e nascosto chissà dove.

Dinanzi alla pretesa di ristoro, la donna ha glissato, sostenendo di aver speso l’importo per i bisogni della famiglia. In realtà, ci spiega il lettore, non vi è alcuna prova di ciò, atteso soprattutto il fatto che delle spese quotidiane si è sempre occupato il marito. 

Ora, l’uomo vorrebbe restituito l’importo. Ci chiede pertanto: in caso di conto corrente cointestato, che fare se il coniuge lo svuota? 

Ecco alcuni chiarimenti che potranno tornare utili a tutti.

Conto corrente cointestato: le regole

Si parla di conto corrente cointestato quando i titolari sono più di uno. Non si può propriamente parlare di conto cointestato in presenza di un conto di titolarità di un solo coniuge sebbene sposato in regime di comunione legale dei beni. Difatti, come vedremo a breve, in tal caso il coniuge “non titolare” non può accampare alcun diritto sui soldi depositati in banca se non al momento della separazione. Quindi, questi non è legittimato a fare alcun prelievo, né la banca può permetterglielo.

Il conto corrente cointestato può essere di tre tipi:

  • a firma congiunta: per i prelievi e le spese è necessaria l’autorizzazione di tutti i titolari;
  • a firma disgiunta: prelievi e spese possono essere effettuati anche da un solo correntista, senza bisogno dell’autorizzazione degli altri;
  • misto: prelievi e spese possono essere effettuati da un solo correntista entro determinati limiti di importo, superati i quali è invece necessaria anche l’autorizzazione degli altri.

Il conto corrente cointestato è cosa diversa dalla delega alle operazioni (spesso, si parla volgarmente di “potere di firma”). Difatti, nel primo caso, parliamo di un conto di titolarità di più persone, dove ognuna è titolare di una quota del denaro depositato; nel secondo caso, invece, la proprietà è sempre e solo dell’intestatario mentre il delegato è una longa manus, che può agire solo su autorizzazione del primo, senza vantare alcun diritto sui soldi.

Nel conto corrente cointestato, ciascuno dei correntisti è titolare di una quota. Salvo patto contrario, le quote si presumono essere uguali. La divisione in quote però vale solo nei rapporti personali tra i cointestatari. Invece, nei rapporti con la banca, ciascuno di questi è legittimato a effettuare prelievi senza limiti di importo (salvo che il conto sia a firma congiunta). Sicché, in un conto cointestato a firma disgiunta, la banca non può impedire a un cointestatario di prelevare una somma superiore alla rispettiva quota; spetterà poi alle parti decidere come regolare tale situazione.

Dal lato opposto, però, se sul conto dovesse esserci uno “scoperto”, la banca può recuperare il proprio credito chiedendo l’intera cifra a ciascun correntista, quindi oltre la quota di quest’ultimo (salvo il diritto di rivalersi poi nei confronti degli altri cointestatari).

Conto corrente cointestato tra coniugi: le regole

Le regole appena dette valgono anche nel conto corrente cointestato tra coniugi, dove ognuno di questi si presume titolare di una quota paritaria del rapporto bancario. 

Se il conto è intestato a un solo coniuge ma la coppia è in regime di comunione dei beni, il primo resta l’unico legittimato ai prelievi e alle spese, ben potendo impiegare il denaro come meglio crede, senza che l’altro possa accampare alcun diritto. Tuttavia, in caso di separazione della coppia, il giudice dovrà dividere in quote uguali l’eventuale residuo accreditato sul conto. Di qui, il comune detto secondo cui, per evitare che l’altro coniuge possa mettere le mani sul conto corrente, è bene spendere prima tutti i soldi in beni personali (i quali non ricadono nella comunione).

Se invece il conto è cointestato, a prescindere dal fatto se la coppia sia in comunione o in separazione dei beni, ciascun coniuge vanta una quota paritaria della provvista depositata. Ciascun versamento di denaro sul conto corrente si considera una parziale donazione, pari cioè al 50% dell’importo versato. Nei rapporti tra coniugi, ciascuno può prelevare non più della propria quota. Nei rapporti con la banca, invece, ciascun coniuge è creditore del totale importo depositato sul conto. 

Conto corrente cointestato: che fare se il coniuge lo svuota?

Se uno dei due coniugi dovesse prelevare più della propria quota sarebbe tenuto a restituire all’altro quanto illegittimamente trattenuto senza autorizzazione. In caso contrario, è possibile, intentando una causa civile, ottenere una condanna da parte del giudice. 

La sentenza di condanna poi dove essere “portata in esecuzione”: in altri termini, se il coniuge soccombente non dovesse pagare neanche a seguito della notifica del provvedimento giudiziale, bisognerà procedere al pignoramento dei beni, cosa tutt’altro che facile se della somma non c’è più traccia e in assenza di altri redditi o immobili pignorabili.

Se la coppia dovesse procedere alla separazione, il giudice potrebbe, nello stesso tempo, ordinare il ripristino della provvista sul conto o la restituzione al coniuge della parte di denaro relativa alla sua quota illegittimamente prelevata.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube