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Elenco cattivi pagatori cancellazione

26 Agosto 2020 | Autore:
Elenco cattivi pagatori cancellazione

Cancellazione dai sistemi di informazioni creditizie: come funziona? Quando si viene iscritti nella black list dei cattivi pagatori?

Si può tranquillamente affermare che oggi le banche costituiscono un potere a sé stante, a volte perfino più forte dello Stato: basta soltanto pensare a come gli istituti di credito siano in grado di tracciare una vera e propria “fedina creditoria” (o debitoria, che dir si voglia) di tutti coloro che, in passato, hanno avuto a che fare con mutui e prestiti. È ciò che accade con l’elenco dei cattivi pagatori: un enorme database consultabile solo da determinati soggetti e solamente per i loro scopi. Le regole che reggono le liste dei cattivi pagatori non sono stabilite dalla legge, ma dalle banche stesse, le quali decidono se e quando cancellarti, di fatto impedendoti, fino a quel momento, di accedere al credito. Come funziona la cancellazione dall’elenco dei cattivi pagatori?

Come scoprirai leggendo le prossime righe, la cancellazione dalle liste dei cattivi pagatori non dipende, purtroppo, dal privato cittadino: è il codice deontologico che regge questa enorme banca dati a stabilire quando il nominativo di un soggetto potrà essere eliminato. Insomma: decidono tutto le banche. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come farsi cancellare dalle liste dei cattivi pagatori.

Elenco cattivi pagatori: cos’è?

L’elenco dei cattivi pagatori non è altro che una banca dati all’interno della quale si trovano tutti i nominativi delle persone che hanno contratto dei debiti bancari o finanziari e che non li hanno rispettati.

Nei sistemi d’informazioni creditizie (vero nome dell’elenco dei cattivi pagatori), dunque, sono conservate tutte le informazioni relative sia ai finanziamenti richiesti che a quelli erogati (attualmente o in passato) dalle banche e dagli altri intermediari finanziari.

È bene precisare che in queste banche dati non sono presenti solamente i nominativi dei cattivi pagatori, ma anche quelli di coloro che hanno avuto accesso al credito e hanno adempiuto puntualmente.

Lista cattivi pagatori: a cosa serve?

L’elenco dei cattivi pagatori serve agli istituti di credito e a quelli finanziari per verificare l’affidabilità di colui che si reca presso la sede per chiedere un mutuo, un prestito o un finanziamento qualsiasi.

Dunque, coloro che accedono ai sistemi d’informazioni creditizie riescono a valutare la situazione attuale e storica del richiedente, in riferimento tanto alla puntualità nei pagamenti quanto al rischio d’insolvenza.

Sulla scorta di questi elementi, le banche effettuano una valutazione preliminare delle richieste di fattibilità di un finanziamento.

È chiaro, dunque, che un cattivo pagatore avrà molte più probabilità di vedersi sbattuta la porta in faccia in caso di richiesta di prestito rispetto a colui che, al contrario, risulta essere “virtuoso” in quanto ha sempre rispettato le scadenze.

Quando si diventa cattivi pagatori?

Secondo il codice deontologico che regola i sistemi di informazioni creditizie, si diventa cattivi pagatori  con un semplice ritardo nel pagamento di due rate del mutuo, del finanziamento o di qualsiasi altro prestito.

Essere iscritti nella lista dei cattivi pagatori non è una cosa automatica, nel senso che non è sufficiente essere morosi di due rate per essere iscritti di diritto nella black list.

A fronte del ritardo, l’istituto di credito o finanziario è tenuto a inviare una comunicazione (in genere, mediante raccomandata con avviso di ricevimento) nella quale intima di regolarizzare la propria posizione entro quindici giorni, pena l’iscrizione nell’elenco dei cattivi pagatori.

Un vero ultimatum, in pratica, che non verrà reiterato nel caso di adempimento e successivo nuovo ritardo: in un’evenienza del genere, l’iscrizione tra i cattivi pagatori avverrà senza altro avviso.

Cancellazione elenco cattivi pagatori: come funziona?

Come detto in apertura, la cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori non è disciplinata dalla legge; pertanto, sono le banche a stabilire quando il nominativo possa essere eliminato dall’elenco in questione.

Per la precisione, il codice deontologico che regola i sistemi di informazioni creditizie stabilisce che la cancellazione possa avvenire solamente con il decorso di un determinato lasso di tempo; non c’è altro modo per ripulire la propria fedina creditizia.

Hai capito bene: se sei stato iscritto nella black list dei cattivi pagatori, non puoi fare altro che attendere la cancellazione automatica del tuo nominativo. Non c’è istanza che regga, nemmeno se ti sei messo in regola e hai pagato tutto.

Elenco cattivi pagatori: dopo quanto tempo si viene cancellati?

La buona notizia è che l’iscrizione all’elenco dei cattivi pagatori è sempre temporanea. Per la precisione, bisogna distinguere tra informazioni negative e informazioni positive.

Le informazioni negative, cioè quelle riguardanti gli inadempimenti, restano iscritte per i seguenti termini:

  • un mese per la richiesta di finanziamento rifiutata dall’istituto o abbandonata dal cliente;
  • fino a 6 mesi per la richiesta di finanziamento in attesa di esito istruttoria;
  • 12 mesi per le morosità poi sanate di due rate o due mesi, dalla data di regolarizzazione;
  • 24 mesi per le morosità maggiori poi sanate, sempre dalla data di regolarizzazione
  • 36 mesi per le morosità o altri gravi inadempimenti non sanati: dalla data di scadenza del contratto o dell’ultimo aggiornamento in caso di accordi o altri eventi legati al rimborso
  • 36 mesi per i rapporti creditizi regolari, se nello storico del soggetto figurano altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati.

Una volta scaduti i termini massimi di conservazione delle informazioni, i sistemi di informazioni creditizie sono obbligati alla cancellazione automatica dei dati.

Le informazioni positive, cioè quelli che riguardano richieste, erogazioni e pagamenti regolari di finanziamenti, possono essere conservati per 36 mesi dalla data di fine del rapporto di credito o di scadenza del contratto.


note

Autore immagine: Depositphotos.com


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