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Prescrizione atti giudiziari

26 Agosto 2020 | Autore:
Prescrizione atti giudiziari

In quanto tempo si prescrivono i diritti sui quali si è pronunciata una sentenza?

Lo scorrere del tempo produce i suoi effetti in ogni contesto. Anche nell’ambito del diritto il passare del tempo porta con sé determinati effetti. Abbiamo a che fare con la cosiddetta usucapione quando il decorso del tempo (insieme ad altri presupposti) determina l’acquisto di un diritto. Parliamo invece di prescrizione se il tempo ha come effetto quello di causare l’estinzione (cioè il venir meno) di un diritto perché il suo titolare non lo ha esercitato. Nell’articolo che segue ci occuperemo in particolare della prescrizione collegata ad atti giudiziari. Verificheremo cioè in quanto tempo si prescrivono quei diritti che sono stati oggetto di una causa. Accade spesso che un diritto sia oggetto di controversia tra due o più parti e che sia necessario ricorrere ad un giudice per risolvere la lite.

La domanda quindi è: in quanto tempo si prescrive il diritto sul quale il giudice si è pronunciato con la sentenza? Prima di addentrarci nell’argomento occorre evidenziare i motivi per cui i diritti si prescrivono. Occorre adeguare costantemente il mondo del diritto alla reale situazione di fatto. A questo scopo, con la prescrizione si priva di un diritto il titolare che per lungo tempo non lo ha esercitato e si premia chi ha interessi contrapposti a quelli del titolare del diritto prescritto. Ed è proprio quello che accade quando si prescrive un credito ed il debitore si libera dall’obbligo di pagare.

Come funziona la prescrizione?

Iniziamo con la definizione di prescrizione per quanto riguarda il settore civile. Per prescrizione si intende l’estinguersi di un diritto a causa del decorso di un determinato lasso di tempo.

In sostanza, la prescrizione causa la perdita di un diritto perché il suo titolare non lo ha esercitato per il periodo di tempo fissato dalla legge.

La prescrizione richiede perciò:

  • che esista un diritto;
  • che quel diritto non sia stato esercitato da chi ne sia titolare;
  • che sia decorso il tempo che la legge stabilisce.

In pratica: se non esercito un diritto per il periodo di tempo stabilito dalle norme, perdo quel diritto per prescrizione.

La prescrizione è disciplinata solamente dalla legge [1] e i privati non hanno il potere di modificarne le regole di funzionamento.

La prescrizione è:

  • ordinaria, della durata di dieci anni: essa si applica in tutti i casi in cui la legge non stabilisca una prescrizione di differente durata [2];
  • breve: ad esempio in cinque anni si prescrive il diritto al risarcimento del danno [3];
  • presuntiva: la legge stabilisce i casi in cui il decorso di un certo lasso di tempo fa sorgere a vantaggio del debitore la presunzione che egli abbia pagato [4].

La legge fissa la presunzione che passato un anno da quando un commerciante ha venduto la propria merce, il cliente l’abbia pagata e perciò, dopo un anno dalla data della vendita, il cliente del commerciante non sarà obbligato a dimostrare di aver pagato perché la legge presume che l’abbia fatto.

La prescrizione civile causa l’estinzione dei diritti

In quanto tempo si prescrivono le sentenze?

Passando all’oggetto del presente articolo, individuiamo le regole che disciplinano la prescrizione di quei diritti sui quali sia stata emessa una sentenza. Può capitare, infatti, che la lite tra un creditore ed un debitore finisca in tribunale.

In questo caso, in quanto tempo si prescrive il diritto contenuto nella sentenza? Se il giudice ha stabilito che il debitore deve diecimila euro al suo creditore e lo ha condannato a pagare questa somma, quanto tempo avrà il creditore per farsi pagare se il debitore non adempirà spontaneamente alla condanna contenuta nella sentenza?

La legge [5], in casi simili, stabilisce chiaramente che i diritti per i quali la legge fissa una prescrizione più breve di dieci anni si prescrivono con il decorso di dieci anni se su di essi è intervenuta una sentenza di condanna che è passata in giudicato.

Questo vuol dire che tutti i diritti sui quali si sia pronunciata una sentenza di condanna si prescrivono in dieci anni:

  • a partire dalla data in cui la sentenza è passata in giudicato;
  • anche se per quei diritti la legge prevedeva una prescrizione di durata inferiore a dieci anni.

La legge stabilisce che il diritto dell’Inps a riscuotere i contributi previdenziali si prescrive in cinque anni; se però tra Inps e contribuente si avvia una causa e il giudice nella sentenza condanna il contribuente a pagare all’Inps un certo importo a titolo di contributi, l’Inps potrà recuperare questa somma nel termine di dieci anni (non cinque) a partire dalla data in cui la sentenza è passata in giudicato.

Quando una sentenza passa in giudicato?

Qual è cioè il momento a partire dal quale cominciano a decorrere i dieci anni entro i quali devo agire per conseguire il diritto sul quale la sentenza si è pronunciata?

Il passaggio in giudicato della sentenza avviene:

  • con il decorso di sei mesi da quando la sentenza è stata pubblicata (cioè depositata dal giudice in cancelleria: la data del deposito è stampata sulla sentenza stessa) se la sentenza non viene notificata da un avvocato all’altro;
  • con il decorso di trenta giorni dal momento in cui l’avvocato notifica la sentenza al legale avversario senza che poi venga proposto appello.

I diritti su cui si è pronunciata una sentenza si prescrivono in dieci anni


note

[1] Artt. 2934 e ss. cod. civ.

[2] Art. 2946 cod. civ.

[3] Artt. 2947 e ss. cod. civ.

[4] Artt. 2954 e ss. cod. civ.

[5] Art. 2953 cod. civ.


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