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Rettifica consumi acqua in condominio

14 Giugno 2020
Rettifica consumi acqua in condominio

Consumi esigui della bolletta dell’acqua da parte di alcuni condomini: come ripartire i costi delle bollette e verificare le frodi ai danni del condominio.

Un lettore ci scrive per denunciare la seguente situazione venutasi a creare nell’edificio in cui vive. Alcuni condomini riescono a far figurare consumi idrici irrisori, frutto di evidenti frodi. Gli appartamenti in questione sono infatti regolarmente abitati: l’acqua quindi viene utilizzata per l’igiene personale, per lavare bucato e stoviglie. Com’è possibile, ci chiede, e come chiedere la rettifica dei consumi di acqua in condominio? 

La questione è stata sottoposta all’amministratore il quale ha dichiarato di non aver strumenti per rilevare eventuali frodi. 

Ecco alcuni spunti di riflessione in proposito.

Come si divide l’acqua in condominio 

L’acqua va divisa preferibilmente facendo ricorso a misuratori di consumo individuale applicati ad ogni punto di diramazione verso i relativi appartamenti. Ogni appartamento cioè deve essere dotato di un proprio contatore. In caso contrario, l’assemblea ne può deliberare l’installazione in qualsiasi momento. 

In assenza di una specifica decisione, il condomino che adotta unilateralmente il contatore dell’acqua – benché strumento di misurazione “legalmente riconosciuto”- non può pretendere che gli vengano addebitate le spese di consumo secondo le registrazioni dello stesso, in deroga al criterio stabilito nel regolamento e applicato agli altri condomini.

In altre parole, l’adozione dei contatori solo da parte di alcuni condomini, ma non di tutti, determina l’impossibilità di utilizzare i dati registrati dal contatore medesimo; sicché l’amministratore dovrà procedere alla divisione della spesa come se l’intero stabile fosse privo di misuratori dei consumi. 

Staccarsi dal contatore acqua condominiale non ha quindi alcun senso se non lo fanno tutti i condomini.

Detto in parole ancora più semplici, o tutti gli appartamenti hanno contatori individuali – e in tal caso si terrà conto di detti risultati – oppure si dovrà procedere in modo diverso, per come qui di seguito descritto.

In assenza di contatori individuali è necessario procedere alla divisione della bolletta condominiale dell’acqua secondo millesimi. Non sono possibili ulteriori criteri di divisione, ad esempio basati sul numero di condomini presenti nel singolo appartamento, a meno che il regolamento di condominio – approvato all’unanimità – non preveda diversamente. 

Cosa fare se alcuni appartamenti registrano consumi irrisori di acqua?

La prima cosa da fare quindi se alcuni condomini presentano dei consumi idrici irrisori è verificare se l’immobile è dotato di un unico contatore o di contatori individuali. Nel primo caso, l’errore è verosimilmente frutto di un errato conteggio dei millesimi da parte dell’amministratore. Nel secondo caso, invece, bisognerà verificare, innanzitutto, se le rilevazioni dei consumi dei singoli appartamenti sono state fatte correttamente e cosa prevede il regolamento di condominio nel caso in cui tali letture non siano avvenute o i contatori individuali siano malfunzionanti. In tale ipotesi, l’amministratore, accertato l’errore, potrà procedere con un conguaglio.

Qualora dovessero riscontrarsi anomalie nei consumi di acqua, è comunque diritto dell’amministratore far intervenire un tecnico che, previo accesso nell’appartamento o comunque al punto di diramazione della tubatura, comprenda se c’è stata una manomissione dolosa e un allaccio abusivo alla rete condominiale o a quella di un altro condomino. In entrambi i casi, è possibile sporgere denuncia per furto dell’acqua. La denuncia-querela però può essere presentata solo dall’interessato (quindi l’amministratore, per conto del condomino, o il condomino al cui contatore si è allacciato l’abusivo). 

In ultimo, si potrebbe valutare di rendere edotta della situazione la società idrica, affinché valuti se ci sia stato un allaccio abusivo alla conduttura generale, e quindi ai danni di quest’ultima.

Se il condomino in questione dovesse rifiutare l’accetto all’interno del proprio appartamento degli idraulici delegati dall’amministratore, quest’ultimo potrebbe fare ricorso al giudice affinché deleghi le operazioni a un perito nominato dal tribunale consentendo a quest’ultimo, in qualità di pubblico ufficiale, di accedere nell’appartamento privato. 

Da questo punto di vista, per comprendere l’utilità e l’opportunità di un tale tipo di azione è altamente consigliabile procedere ad una valutazione dei consumi degli altri contatori privati nonché di quelli posti a servizio delle utenze comuni (ad. es. giardino, caldaia, etc) dovendo tuttavia considerare che una parte dell’acqua si disperde nelle tubazioni comuni prima di attraversare il contatore privato. 

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi:



1 Commento

  1. Se mi è permesso, una breve considerazione… Ab origine, data la vetustà di molte abitazioni, l’acqua non veniva considerata un onere quale è arrivata a essere in tempi più recenti (grazie alle dispersioni, al mancato riutilizzo là dove e come possibile, alla mancanza della “terza via” – assurdo sprecare acqua potabile per il WC…-, e ad altri tipi di spreco come quello di lasciarla correre mentre ci si lavano i denti più volte al giorno). Ora che si è presa consapevolezza della questione si vorrebbe correre TARDIVAMENTE ai ripari, ma nelle case vecchie sarebbe un’impresa ciclopica ribaltare la struttura di un condominio per installare i contatori individuali in ogni appartamento. A parte poi la difficoltà di mettere d’accordo tutti i condòmini, vere e proprie TESTE D’UOVO, e l’onerosità dei lavori necessari allo scopo! Naturalmente il gioco non vale la candela… Quindi difficile tagliare le gambe ai “furbetti”… La vedo dura… Forse nel Quarto millennio…

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