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Risarcimento danni allagamenti negozio

25 Agosto 2020 | Autore:
Risarcimento danni allagamenti negozio

Locali commerciali, allagamenti e danni cagionati da cose in custodia.

Pioggia torrenziale, rottura della condotta pubblica, tubazioni d’acqua di proprietà condominiale che si intasano, sono solo alcuni degli esempi in cui si può verificare l’allagamento di un negozio o di un magazzino. Peraltro, tali locali di solito si trovano ubicati a livello stradale e, quindi, possono andare incontro a queste spiacevoli evenienze. Ma la richiesta di risarcimento danni allagamento negozio a chi va indirizzata? Al soggetto tenuto alla custodia della cosa che ha provocato l’evento dannoso salvo che questi provi la sussistenza di un caso fortuito, cioè eccezionale ed imprevedibile, tale da interrompere il rapporto di causa-effetto tra la dinamicità della cosa e il danno cagionato.

Responsabilità danni allagamento negozio: da dove deriva?

La responsabilità per i danni subiti da un negozio a seguito di un allagamento trova la propria disciplina nell’articolo 2051 del codice civile. Detta norma, rientra tra quelle che prevedono la responsabilità civile da atto illecito e riconosce il diritto al risarcimento in favore di chi ha subìto un danno da cosa altrui. Più precisamente, l’articolo sopra citato prescrive che sia il custode della cosa l’unico responsabile dei danni da questa provocati a meno che non siano avvenuti per un caso fortuito.

In generale, si definisce custode colui che ha la disponibilità materiale di una cosa e i relativi poteri di controllo, che gli derivano dalla legge, da un contratto o comunque da un rapporto riconosciuto dall’ordinamento giuridico. La sua responsabilità è di tipo oggettivo [1], nel senso che si applica in virtù dell’esistenza del rapporto lo lega con la cosa che ha provocato l’evento dannoso, indipendentemente dalla sua condotta e dall’osservanza o meno dell’obbligo di vigilanza [2].

Fatta questa premessa di carattere generale, vediamo allora come si presenta la responsabilità del custode in relazione alle singole ipotesi di danni da allagamento negozio che si possono concretamente verificare.

Risarcimento danni allagamento negozio: tracimazione fogna comunale

Se l’allagamento del negozio è stato provocato dalla tracimazione dell’impianto fognario pubblico, la responsabilità per il risarcimento dei danni conseguenti grava sul Comune.

Le fogne, infatti, per legge sono di proprietà dell’Ente comunale nel quale sono ubicate e la giurisprudenza in più occasioni ha affermato che lo stesso è tenuto ad esercitare il controllo, nella qualità di custode dell’impianto, del sistema di raccolta e deflusso delle acque dell’impianto di fognatura presente sul proprio territorio.

Gli impianti fognari, da chiunque realizzati, una volta inseriti nel sistema delle fognature comunali, rientrano nella sfera di controllo dell’ente pubblico, tenuto come custode a rispondere ex art. 2051 c.c. dei danni che siano eziologicamente collegati alla cosa [3].

Risarcimento danni allagamento negozio: eventi atmosferici

Allo stesso modo, quando l’allagamento del negozio è stato cagionato da piogge intense o da acquazzoni, il soggetto che ha subìto i danni ha diritto a chiederne il risarcimento al Comune. Infatti, se gli eventi atmosferici hanno determinato un notevole afflusso d’acqua per le strade o l’intasamento della rete fognaria pubblica, che potevano essere evitati attraverso una corretta manutenzione del manto stradale o dei tombini, dei conseguenti danni sarà chiamato a risponderne il Comune quale custode e proprietario della cosa pubblica (strade/tombini).

Tuttavia, se la Pubblica Amministrazione riesce a dimostrare che i danni sono derivati da un fatto impossibile da evitare, non sarà tenuta a risarcirli [4].

Deve, quindi, provare la non prevedibilità dell’evento atmosferico, cioè che la sua intensità è stata tale che i danni da allagamento si sarebbero verificati anche con una scrupolosa manutenzione delle strade o della rete fognaria.

Risarcimento danni allagamento negozio: intasamento fogna condominiale

Nell’ipotesi in cui l’allagamento del negozio è stato determinato dall’intasamento della fogna condominiale, del risarcimento dei danni è chiamato a rispondere il condominio sempre per l’operare del principio della responsabilità per le cose in custodia.

Il condominio, infatti, è custode delle parti comuni [5] e come tale è responsabile, ossia risponde dei danni che da queste provengono. Facendo proprio questo principio, il tribunale di Bari ha deciso che dei danni derivanti dalla fogna condominiale, in quanto parte comune, risponde sempre il condominio, salvo prova della responsabilità in capo ad una persona [6].

Risarcimento danni allagamento negozio: rottura tubo condominiale

La responsabilità del condominio per i danni da allagamento di un negozio si ha anche in tutte le ipotesi in cui l’evento dannoso è stato provocato dalla rottura di altre parti comuni diverse dall’impianto fognario, ad esempio di tubazioni di proprietà condominiale, sempre per l’operare del disposto dell’art. 2051 cod. civ.

A tal proposito la Corte di Cassazione ha precisato che nel caso di allagamento di un negozio dovuto alla rottura di un tubo condominiale, spetta il ristoro di tutti i danni conseguenti ai lavori di ristrutturazione e della perdita economica conseguente alla chiusura dell’esercizio commerciale [7].

Risarcimento danni allagamento negozio: parti di proprietà esclusiva

Se in un negozio si verificano danni da allagamento derivanti da parti di proprietà esclusiva, come ad esempio dalla rottura della tubazione dell’appartamento sovrastante, anche in questo caso sarà chiamato a risponderne il custode.

Normalmente, questo soggetto è il proprietario dell’immobile dal quale deriva la perdita d’acqua che ha causato l’allagamento. Tuttavia, se il bene è stato concesso in locazione, possono sorgere dubbi su chi debba rispondere dei danni tra il proprietario e l’inquilino.

In linea di massima, con il contratto di locazione il conduttore assume l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria della cosa locata mentre la manutenzione straordinaria resta a carico del proprietario.

Il rapporto di custodia, quindi, passa dal proprietario all’inquilino con riferimento a quei beni sui quali questi ha il potere di intervenire mentre il proprietario resta responsabile dei danni causati da quelle parti dell’immobile sulle quali ha conservato potere di intervento.

Nell’esempio, quindi, il proprietario sarà responsabile dei danni causati dalle strutture murarie e dai tubi in esse contenuti, qualora l’allagamento sia stato provocato dalla rottura di una di queste parti.

L’inquilino, invece, sarà chiamato a rispondere dei danni subìti dal negozio, se l’allagamento è derivato da una cosa della quale aveva lui la custodia e sulla quale poteva intervenire.

Come richiedere il risarcimento dei danni da allagamento negozio

Il soggetto che ha subìto danni a causa dell’allagamento del negozio deve chiederne il risarcimento attraverso una diffida formale da inviare con raccomandata a/r al custode della cosa che li ha provocati. Se questi è assicurato, coinvolgerà la propria compagnia assicurativa.

Ad esempio, nell’ipotesi in cui i danni da allagamento sono stati provocati dalla rottura di una tubazione di proprietà condominiale, il condominio potrà coinvolgere la propria compagnia assicurativa per la gestione del sinistro. Se il danneggiato non dovesse riuscire a ottenere il risarcimento, potrà agire contro il custode iniziando una causa civile.

Il diritto al risarcimento del danno non può essere fatto valere in ogni caso trascorsi cinque anni dall’evento dannoso, perché si prescrive.


note

[1] Cass. Civ., sent. n. 2842/ 2018.

[2] Cass. Civ., sent. n. 11695/2009.

[3] Trib. Milano, sent. n. 13293/2016.

[4] Cass. Civ., sent. n. 5658/2010.

[5] Cass. Civ., sent. n. 10898/2013.

[6] Trib. Bari, sent. n. 1890/2011.

[7] Cass. Civ., sent. n. 11968/2013.


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