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Differenza tra reati, delitti e contravvenzioni

15 Giugno 2020 | Autore:
Differenza tra reati, delitti e contravvenzioni

Delitti e contravvenzioni: come sono puniti? Quali sono le pene per i reati? Differenza tra reclusione e arresto, tra multa e ammenda.

Chi infrange la legge commettendo un reato rischia il carcere, questo si sa. Ciò che forse è meno noto è che non tutti i reati sono uguali agli altri: non mi riferisco solamente alla differenza di pena (per un omicidio si rischia l’ergastolo, mentre per un furtarello molto meno), ma alla natura giuridica del crimine commesso. Per la legge, infatti, non tutti i reati ricevono lo stesso trattamento: ad esempio, alcuni si prescrivono prima degli altri, oppure richiedono un elemento psicologico particolare. Ecco perché è fondamentale comprendere la distinzione tra reati, delitti e contravvenzioni.

Possiamo sin d’ora dire che queste nozioni sono tutte “imparentate” tra loro: tutte riguardano il diritto penale. Per essere più specifici, possiamo affermare che i delitti e le contravvenzioni sono sottocategorie della più ampia famiglia dei reati. In altre parole, sia i delitti che le contravvenzioni sono reati, con le importanti distinzioni che analizzeremo nel corso dell’articolo. Se ti interessa apprendere la differenza tra reati, delitti e contravvenzioni, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti basteranno dieci minuti per avere le idee chiare e per comprendere anche le distinzioni tra i diversi tipi di pena.

Reati: cosa sono?

Cosa sono i reati? Possiamo definire reati tutte le condotte che violano il diritto penale e per le quali la legge prevede una sanzione che prende il nome di pena.

A differenza della violazione di una norma del codice civile o di una meramente amministrativa, dunque, l’inosservanza a un precetto per cui è prevista una pena prende il nome di reato.

Può sembrare una definizione troppo banale, legata alle conseguenze del comportamento più che alla sua natura intrinseca, ma è così: il reato è tale solo se ricondotto alla sua pena.

Facciamo qualche esempio che chiarisca quanto detto sino a questo momento.

Alcuni esempi di reato

Tizio firma un’autocertificazione alla pubblica amministrazione in cui sostiene circostanze non vere: commette così un falso punibile con la pena fino a due anni di reclusione.

Tizio firma un contratto con Caio mentendo su importanti circostanze contrattuali. Se Caio riesce a dimostrare il dolo, può ottenere l’annullamento del contratto e il risarcimento del danno.

Nei due casi esemplificati, la condotta di Tizio è sempre la stessa: egli mente riguardo ad alcune circostanze. La differenza è che mentre la menzogna resa in un’autocertificazione destinata allo Stato costituisce un falso punito con la reclusione (quindi con una pena), la menzogna all’interno di un contratto può, al più, condurre a una sanzione meramente civile (l’annullamento del contratto e il risarcimento dei danni a favore della controparte).

Sempronio, fermato dalla polizia, mente sulla sua identità personale, fornendo un nome e un cognome falsi.

Sempronio, chiacchierando con alcune persone appena incontrate, mente sul suo vero nome, attribuendosene un altro.

Anche in questi altri due esempi la condotta è praticamente la medesima, soltanto che, mentre la prima menzogna è punibile con una pena fino a sei anni di reclusione, la seconda è del tutto innocente, priva di sanzioni (salvo che non si trascenda nel reato di sostituzione di persona).

Pene: quali sono?

Abbiamo dunque affermato che un reato è una condotta punita dalla legge con una particolare sanzione che prende il nome di pena. Quali pene prevede l’ordinamento giuridico italiano? È presto detto.

Le pene contemplate dalla legge sono di due tipi: detentive e pecuniarie. Le pene detentive sono, in ordine di gravità crescente:

  • l’arresto;
  • la reclusione;
  • l’ergastolo.

Le pene pecuniarie sono invece soltanto due:

  • l’ammenda;
  • la multa [1].

Un tempo era prevista anche la pena di morte, oramai scomparsa da decenni dall’ordinamento giuridico italiano.

Quasi inutile specificare che le pene detentive sono quelle che devono essere scontate in carcere (non a caso, sono definite pene restrittive della libertà personale), mentre le pene pecuniarie prevedono solamente il pagamento di una somma di danaro [2].

Sulle differenze tra singole pene detentive (in particolare, tra arresto e reclusione) e pene pecuniarie (ammenda e multa) torneremo tra un istante quando parleremo della distinzione tra delitti e contravvenzioni.

Delitti: cosa sono?

Cosa sono i delitti? In linea di massima, possiamo definire i delitti come reati più gravi. Volendo essere ancora più specifici, i delitti sono quei reati puniti con la reclusione, l’ergastolo o la multa.

Ancora una volta, dunque, la differenza tra reati, delitti e contravvenzioni passa per il tipo di conseguenza prevista dalla legge: i delitti sono i reati puniti con determinate pene, cioè con la reclusione o l’ergastolo (sul fronte delle pene detentive) o con la multa (sul fronte delle pene pecuniarie).

Contravvenzioni: cosa sono?

Le contravvenzioni sono reati minori, puniti con le pene dell’arresto o dell’ammenda. Come per i delitti, chi commette una contravvenzione sa che andrà incontro a una procedimento penale: tuttavia, nel caso di condanna, la pena sarà sicuramente esigua rispetto a un reato più grave (delitto).

Differenza tra delitti e contravvenzioni: qual è?

In definitiva, i delitti e le contravvenzioni si distinguono a seconda della specie di pena prevista dal codice penale: i delitti sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo, della reclusione e/o della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.

Differenza tra arresto e reclusione

Come detto nel precedente paragrafo, la differenza tra delitti e contravvenzioni passa (anche) per il diverso tipo di pena detentiva prevista per entrambi: mentre per i delitti è prevista la reclusione, per le contravvenzioni è contemplato l’arresto. Qual è la differenza tra arresto e reclusione? 

L’arresto [3] consiste nella privazione della libertà determinata dalla commissione di una contravvenzione e va da cinque giorni a tre anni; è scontato in uno degli istituti a ciò destinati o  in sezioni specializzate di essi.

Il condannato all’arresto ha l’obbligo di lavorare e può essere addetto anche a lavori diversi da quelli organizzati nel carcere (o altro istituto di pena), tenuto conto delle sue attitudini e delle sue precedenti attività.

La reclusione [4] prevede, invece, la privazione della libertà personale a tempo determinato, come conseguenza della commissione di un delitto. La pena della reclusione si estende da 15 giorni a 24 anni (a seconda del reato commesso), e deve essere scontata in un istituto a ciò preposto (carcere).

Solo per i delitti è invece previsto l’ergastolo, cioè la reclusione a tempo indeterminato.

Ora sicuramente avrai compreso perché i delitti sono più gravi delle contravvenzioni: i primi possono essere puniti con anni e anni di reclusione, perfino con l’ergastolo, mentre le contravvenzioni sono sanzionate con pene decisamente più miti (l’arresto non può mai essere superiore ai tre anni).

Differenza tra multa e ammenda

Le multe riguardano i delitti, mentre le ammende le contravvenzioni. Questo lo abbiamo detto. Se vuoi distinguere un delitto da una contravvenzione, basta vedere com’è punito il reato: se la norma parla di multa, si tratterà di delitto; se discorre di ammenda, invece, sarà una contravvenzione.

Le differenze tra multa e ammenda non sono terminate: la multa si traduce nel pagamento di un importo a volte molto elevato, essendo il tetto massimo previsto dalla legge pari a cinquantamila euro. Per le ammende, invece, atteso il minor disvalore penale della condotta che la giustifica, la soglia massima è fissata in diecimila euro.

Infine, solo per la multa è prevista la possibilità per il giudice, nel caso di delitti dettati da motivi di lucro, di condannare, oltre che alla reclusione, anche al pagamento di una somma fino a venticinquemila euro.

Per ogni altro approfondimento su questo specifico tema, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato alle differenze tra multa e ammenda.

Delitti e contravvenzioni: l’elemento psicologico del reato

Un’altra importantissima differenza tra delitti e contravvenzioni è data dall’elemento psicologico (o soggettivo) del reato: mentre i delitti sono generalmente puniti solamente a titolo di dolo (salvo le ipotesi in cui la legge prevede espressamente anche la forma colposa dello stesso fatto), le contravvenzioni sono indifferentemente punite a titolo di dolo o di colpa. Mi spiego meglio.

Il furto, tipico esempio di delitto, può essere commesso solamente da chi abbia l’intenzione precisa di impossessarsi di un bene altrui. In altre parole, non è possibile commettere un furto senza averne l’intenzione: il furto colposo non esiste.

Esistono delitti puniti anche a titolo di colpa (si pensi all’omicidio colposo, ad esempio), ma essi rappresentano l’eccezione.

Al contrario, le contravvenzioni si integrano a prescindere dall’elemento psicologico del suo autore: ad esempio il disturbo della quiete pubblica [5] viene commesso da chi ascolta a volume alto la musica, importunando il riposo delle persone, a prescindere dal fatto che tale disturbo sia arrecato con intenzione oppure inconsapevolmente.

Delitti e contravvenzioni: la prescrizione

La minor gravità delle contravvenzioni emerge anche dal più breve tempo che occorre affinché esse si prescrivano: mentre i delitti non cadono in prescrizione in un tempo minore di sei anni, le contravvenzioni si prescrivono in soli quattro anni.

Ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato alla prescrizione delle contravvenzioni per approfondire questo specifico tema.

Delitti e contravvenzioni: la procedibilità

C’è ancora un altro aspetto che concorre a formare la distinzione tra delitti e contravvenzioni: la procedibilità del reato.

Mentre i delitti possono essere procedibili d’ufficio oppure a querela di parte, le contravvenzioni sono procedibili soltanto d’ufficio. Cosa significa?

Un reato è procedibile d’ufficio quando chiunque può farne denuncia alle autorità competenti, anche una persona assolutamente estranea alla vicenda. Se il reato è procedibile d’ufficio, le forze dell’ordine possono intervenire senza particolari formalità.

Un reato è procedibile a querela di parte quando, affinché le autorità possano intervenire, occorre che la vittima abbia sporto querela. In altre parole, il reato procedibile a querela di parte è perseguibile dalla giustizia solamente con il “consenso” della persona offesa.


I delitti e le contravvenzioni si distinguono a seconda della specie di pena prevista dal codice penale: i delitti sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo, della reclusione e/o della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.

note

[1] Art. 17 cod. pen.

[2] Art. 18 cod. pen.

[3] Art. 25 cod. pen.

[4] Art. 23 cod. pen.

[5] Art. 659 cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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