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Come sciogliersi da una società di persone o capitali

25 Agosto 2020 | Autore: Giuliana Favara
Come sciogliersi da una società di persone o capitali

Recesso del socio: come uscire da una società di persone o di capitali. Quali sono i requisiti richiesti dalla legge? Qual è la procedura più indicata da seguire?

Sei membro di una società di persone o di capitali e vuoi uscire dalla compagine societaria? Nell’articolo che segue spiegheremo come sciogliersi da una società di persone o di capitali. Può accadere, infatti, che non condividi più le decisioni aziendali oppure che l’organizzazione è cambiata notevolmente nel corso degli anni tanto da non rispecchiare più le tue idee e ti stai chiedendo cosa devi fare per uscire dalla compagine societaria.

Ebbene, di seguito, scoprirai che la procedura da seguire è molto semplice e dipende dal tipo societario costituito, dalla sua durata e dalle ragioni poste alla base della decisione.

Recesso da una società di persone

Se sei membro di una società di persone, costituita nella forma di una società in nome collettivo (Snc), di una società in accomandita semplice (Sas) o di una società di persone (Ss), puoi esercitare liberamente il tuo diritto di recesso, con la conseguenza che non farai più parte dell’organico.
In effetti, nell’organizzazione a tempo indeterminato – che si ha quando lo statuto non prevede una data di cessazione – o a tempo determinato, individuato nella durata della vita di un componente della compagine societaria, puoi recedere sempre e in qualsiasi momento.

Invece, se si tratta di un’organizzazione avente un tempo determinato nettamente inferiore, puoi esercitare il tuo diritto soltanto in presenza di una giusta causa o nei casi previsti dal contratto sociale [1].

Quando c’è la giusta causa? Essa sussiste tutte le volte che viene intaccato il rapporto di fiducia che ti lega agli altri soci. Ad esempio, quando c’è un dissidio insanabile tra voi tale da influenzare la gestione comune dell’azienda. Un altro esempio si ha quando gli altri soggetti abbiano posto in essere atti contrari alle norme che regolano la società.

Qual è la procedura da seguire?

La procedura si compone di quattro passaggi. Il primo consiste nell’obbligo, previsto dalla legge, di comunicare la tua decisione agli altri membri con un preavviso di almeno tre mesi. Lo puoi fare con una semplice dichiarazione verbale poiché non è previsto alcun requisito di forma. Il secondo si verifica quando tutti i componenti della compagine societaria abbiano avuto effettiva conoscenza delle tue intenzioni. Da questo momento in poi, il recesso si considera perfezionato.

A questo punto, procedi all’annotazione del tuo recesso nel Registro delle Imprese nel cui comune la società è iscritta, al fine di comunicare ai terzi che possano avere interesse la tua definitiva uscita dall’organizzazione.

L’ultimo step della procedura riguarda il tuo diritto alla liquidazione di una quota. Essa deve essere versata entro sei mesi dal giorno dell’esercizio del recesso. Ti spetta una somma di danaro pari al valore della quota che hai versato al momento della costituzione della società, considerando, ovviamente, la situazione patrimoniale in cui si trova l’organizzazione al momento del tuo recesso [2]. Tu, comunque, non hai alcun diritto alla restituzione dei beni che hai volontariamente ceduto all’organizzazione e che costituiscono patrimonio della stessa.

Hai il diritto di partecipare agli utili?

Se hai partecipato al processo decisionale in merito allo svolgimento di una determinata attività, iniziata prima che tu uscissi dall’azienda, devi partecipare agli utili. Ciò significa che i profitti derivanti dall’operazione in corso devono essere versati anche a te e, al tempo stesso, devi contribuire alle eventuali perdite subite.

Recesso da una società di capitali

Se, invece, sei membro di una società di capitali, costituita nella forma di una società a responsabilità limitata (Srl), di una società per azioni (Spa) o di una società in accomandita per azioni (Sapa), puoi recedere soltanto in determinati casi.

Se la società fa ricorso al mercato del capitale di rischio, le cause di esercizio del diritto sono tassative, ciò significa che devono essere necessariamente previste dalla legge. Infatti, il Codice civile ti consente di recedere in tutti i casi in cui tu non abbia partecipato ai processi decisionali che hanno modificato sostanzialmente i requisiti e l’attività dell’organizzazione di cui fai parte.

Ad esempio, la società si occupava soltanto di confezione di abbigliamento ed accessori e, a seguito della deliberazione, ha cominciato a dedicarsi anche al commercio al dettaglio. Si tratta di cause inderogabili, ciò significa che nessuno può impedirti di esercitare il tuo diritto in tali circostanze.

La legge prevede, inoltre, due motivi di recesso derogabili poiché lo statuto è legittimato a stabilire diversamente. Essi sono legati alla tua partecipazione effettiva ai processi decisionali che hanno modificato la durata della società o la circolazione dei titoli azionari. Ad esempio, la società è stata costituita a tempo determinato e trasformata, senza il tuo consenso, in una società a tempo indeterminato. In questo caso, hai diritto al recesso.

Per le società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, oltre alle cause tassative, la legge consente alle stesse di individuare discrezionalmente altre motivazioni nel loro statuto. Esse possono anche avere carattere prettamente personale o essere legate ad eventi esterni all’organizzazione [3].

Qual è la procedura da seguire?

La procedura si compone sempre di quattro passaggi. Il primo riguarda il preavviso. Infatti, se fai parte di una società non quotata a tempo indeterminato, devi comunicare la tua intenzione almeno 180 giorni prima. Si tratta di un requisito derogabile poiché le società possono stabilire, nel loro statuto, un termine maggiore, ponendo come limite massimo l’anno solare.

Il secondo passaggio presuppone l’effettiva conoscenza di tale comunicazione da parte di tutti gli amministratori. Nelle società per azioni, è previsto un requisito di forma specifico per l’atto di recesso. Esso, infatti, deve essere esercitato con una lettera raccomandata spedita agli amministratori [4].

La legge, inoltre, prevede anche dei termini per l’esercizio del diritto, individuati sulla base delle motivazioni che ti hanno indotto ad uscire dalla società. Pertanto, nel caso in cui le cause sono tassative, devi recedere entro il termine di 15 giorni decorrente dall’iscrizione della delibera assembleare nel Registro delle Imprese. Se, invece, le cause sono previste dallo statuto, il termine può essere individuato liberamente dai membri della compagine societaria ed inserito nello statuto [5].

Successivamente, devi procedere all’annotazione del recesso effettuato nel Registro delle Imprese nel cui comune la società è iscritta, al fine di comunicare ai terzi la tua definitiva uscita dall’azienda.

Il quarto passaggio riguarda la maturazione del tuo diritto alla liquidazione di una quota. Ebbene, hai diritto ad una somma di danaro pari al valore della quota da te versata al momento della costituzione della società.

Il recesso può essere parziale?

In una società di capitali, puoi esercitare il recesso anche parziale, rinunciando soltanto ad una piccola parte delle azioni detenute. Tale facoltà ti è concessa quando le condizioni delle stesse sono peggiorate a causa di una modifica deliberata in tua assenza. Ad esempio, per il trasferimento di quelle azioni era stato previsto un diritto di prelazione in favore di un determinato socio e quest’ultimo, nell’ultima assemblea svolta in tua assenza, ha rinunciato.



Di Giuliana Favara

note

[1] Art. 2285 cod. civ.

[2] Art. 2289 cod. civ.

[3] Art. 2437 cod. civ.

[4] Art. 2437 bis cod. civ.

[5] Art. 2437 bis cod. civ.


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