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Finanziamento a cattivi pagatori: è possibile?

14 Giugno 2020 | Autore:
Finanziamento a cattivi pagatori: è possibile?

Sistemi di informazioni creditizie: cosa sono? Quando si diventa pagatori inaffidabili? Finanziamento con cessione del quinto: cos’è?

Se sei stato inaffidabile, non meriti più fiducia, almeno per un determinato periodo di tempo: è questo il ragionamento sotteso alla creazione, da parte delle banche, di un elenco in cui vengono iscritti tutti coloro che hanno avuto accesso al credito privato. Devi sapere che ogni volta che ti rechi in banca per chiedere un mutuo, un finanziamento o un prestito, l’istituto di credito accede a un database per verificare se sei in regola con i precedenti debiti che hai contratto con altre banche o istituti finanziari. Se non lo sei, difficilmente la tua richiesta verrà accontentata. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo tema, cioè dei finanziamenti ai cattivi pagatori.

Per affrontare questo particolare problema dovremo inizialmente capire quando si diventa cattivi pagatori e in cosa consistono i sistemi di informazioni creditizie. Successivamente, dovremo occuparci della cancellazione dall’elenco dei cattivi pagatori e se per costoro v’è possibilità di accedere al credito delle banche e degli istituti finanziari. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo se è possibile finanziare i cattivi pagatori e in che modo.

Chi sono i cattivi pagatori?

I cattivi pagatori sono coloro che, nel restituire un prestito ottenuto da un istituto di credito, si sono dimostrati non del tutto affidabili.

Sono pertanto cattivi pagatori coloro che non hanno saldato il loro debito con le banche, oppure che lo hanno fatto in ritardo. Per la precisione, è sufficiente il ritardo nel pagamento di due rate del prestito o del mutuo affinché si venga schedati come cattivi pagatori.

Elenco cattivi pagatori: cos’è?

I cattivi pagatori vengono iscritti in un apposito elenco: in realtà, si tratta di una grande banca dati, consultabile da tutti gli istituti di credito (banca, poste, ecc.) e dagli intermediari finanziari.

Questi sistemi d’informazioni creditizie riportano non solo i nominativi di coloro che si sono dimostrati poco affidabili, ma di tutte le persone che hanno chiesto un qualsiasi tipo di finanziamento: dunque, consultando l’elenco si troveranno anche i nomi di coloro che sono perfettamente in regola.

Sistemi d’informazioni creditizie: a cosa servono?

I sistemi d’informazioni creditizie servono alle banche per controllare il “curriculum” di coloro che fanno richiesta di denaro: è infatti chiaro che gli istituti di credito tenderanno a non fidarsi dei clienti che sono risultati inadempienti in passato, mentre non avranno problemi con quelli che hanno pagato puntualmente.

La consultazione dei sistemi d’informazioni creditizie serve anche a verificare l’esposizione debitoria del richiedente: è possibile infatti che colui che si reca in banca per chiedere un prestito sia in regola con i pagamenti, ma abbia sulle spalle già diversi mutui e prestiti. Anche in questa ipotesi, la banca tenderà a non fidarsi.

Cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori

Per fortuna non si resta cattivi pagatori a vita, nemmeno se non si sia mai saldato il debito con la banca.

Le informazioni negative, cioè quelle riguardanti gli inadempimenti, restano iscritte per i seguenti termini:

  • un mese per la richiesta di finanziamento rifiutata dall’istituto o abbandonata dal cliente;
  • fino a 6 mesi per la richiesta di finanziamento in attesa di esito istruttoria;
  • 12 mesi per le morosità poi sanate di due rate o due mesi, dalla data di regolarizzazione;
  • 24 mesi per le morosità maggiori poi sanate, sempre dalla data di regolarizzazione
  • 36 mesi per le morosità o altri gravi inadempimenti non sanati: dalla data di scadenza del contratto o dell’ultimo aggiornamento in caso di accordi o altri eventi legati al rimborso
  • 36 mesi per i rapporti creditizi regolari, se nello storico del soggetto figurano altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati.

Una volta scaduti i termini massimi di conservazione delle informazioni, i sistemi di informazioni creditizie sono obbligati alla cancellazione automatica dei dati.

Le informazioni positive, cioè quelli che riguardano richieste, erogazioni e pagamenti regolari di finanziamenti, possono essere conservati per 36 mesi dalla data di fine del rapporto di credito o di scadenza del contratto.

Finanziamenti a cattivi pagatori: sono possibili?

È possibile che un istituto di credito decida di finanziare un cattivo pagatore? Sì, lo è; con le precisazioni che diremo.

Il cattivo pagatore che chiede un prestito è un po’ come la storia della rana e dello scorpione: non ci si può fidare del tutto, nonostante l’iniziale buona fede. Ecco perché le banche sono molto cauti con i prestiti ai cattivi pagatori.

Ciononostante, non si può affermare che le porte ai finanziamenti siano del tutto chiuse: è possibile che a coloro che non sono stati sempre affidabili in passato venga riconosciuto un piccolo prestito.

In altre parole, è possibile il finanziamento al cattivo pagatore, purché consista in un importo piuttosto limitato. In questo modo, la banca si mette al riparo nel caso di inadempimento del debitore.

Sono poi possibili mutui e finanziamenti, qualora siano garantiti da ipoteca: in un’ipotesi del genere, la banca si cautela chiedendo al debitore di costituire una garanzia reale su un proprio immobile, in modo tale da potersi rivalere su di esso in caso di inadempimento.

Esiste poi un’ulteriore strada che consente al cattivo pagatore di accedere a un prestito: la cessione del quinto. Vediamo di cosa si tratta.

Cattivi pagatori: finanziamento con cessione del quinto

La cessione del quinto è un finanziamento riservato ai lavoratori dipendenti pubblici e privati e ai pensionati. È così definito perché la rata mensile è trattenuta direttamente dallo stipendio mensile fino a 1/5 dell’importo totale della busta paga, cioè il 20% dello stipendio valutato al netto delle ritenute.

L’ammontare di una cessione può aumentare fino ai 2/5 dello stipendio nel caso del cosiddetto “doppio quinto”: con il doppio quinto infatti è possibile impegnare fino al 40% del proprio stipendio.

Poiché il finanziamento è garantito dalla busta paga, la concessione dello stesso non dipende da eventuali problemi di credito passati del richiedente in quanto, in virtù della cessione, è lo stesso datore di lavoro e non il richiedente a pagarne l’estinzione. Infatti spetta al datore di lavoro il compito di pagare materialmente la rata al creditore, trattenendo l’importo direttamente dalla busta paga del dipendente.

È possibile l’accesso alla cessione del quinto anche da parte dei pensionati, ma per questi ultimi la scadenza del prestito non può superare il novantesimo anno di età, la durata del finanziamento non può comunque superare i dieci anni, ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del richiedente.

Dunque, il cattivo pagatore che sia dipendente a tempo indeterminato oppure pensionato potrà ugualmente accedere al prestito mediante il meccanismo della cessione del quinto.


note

Autore immagine: Depositophotos.com


2 Commenti

  1. risulto cattivo pagatore con la findomestic banca
    pero’ ho accordato di saldare in 83 cambiali che pago regolarmente tutti i mesi da 26 mesi.
    mi hanno detto che fino a che non estinguo non posso cancellarmi sara’ vero?

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