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Licenziato il dipendente che esegue un ordine illegittimo del superiore

30 ottobre 2013


Licenziato il dipendente che esegue un ordine illegittimo del superiore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2013



Il lavoratore ha il dovere di rifiutarsi dall’eseguire direttive contrarie alla legge, altrimenti può essere licenziato senza preavviso.

Licenziamento in tronco per il dipendente che esegue un ordine illegittimo del proprio superiore e, quindi, ben sapendo che di compiere un atto contrario alla legge o, addirittura, un reato. Inutile per il lavoratore invocare la “sudditanza” al capo e la paura di perdere il posto: ogni dipendente ha un potere di sindacare gli ordini gerarchici e di disobbedirvi se sono illeciti.

È quanto spiegato, con una sentenza di ieri, dalla Cassazione [1].

Stretto tra l’incudine e il martello, il dipendente non può farsi comunque mai “complice” degli illeciti di altri soggetti, si tratti pure dei suoi superiori gerarchici. Contro eventuali ritorsioni, infatti, esisterebbe sempre una tutela prevista dalla legge come la causa di licenziamento ingiustificato o il mobbing.

In questi casi scatta la sanzione più grave: il licenziamento senza preavviso. Certo, si tratta di una misura che potrebbe apparire sproporzionata, ma – precisa la Suprema Corte – la proporzionalità della sanzione espulsiva per la condotta contestata deve essere comunque valutata alla luce del contratto collettivo di categoria che, nel caso di specie, prevedeva il licenziamento per atti illeciti dolosi anche se non costituiscono reato.

note

[1] Cass. sent. n. 24334/2013 del 29.10.13.

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