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Cos’è il saldo e stralcio

15 Giugno 2020 | Autore:
Cos’è il saldo e stralcio

Procedura saldo e stralcio tra privati: i vantaggi per il debitore e per il creditore. Rottamazione cartelle e condono fiscale dello Stato: come funzionano?

C’è una particolare procedura che consente a colui che è debitore di una determinata somma di danaro di pagare meno di quanto dovrebbe e, allo stesso tempo, di liberarsi definitivamente della sua obbligazione: si tratta del cosiddetto saldo e stralcio. Negli ultimi anni tale locuzione è divenuta molto nota perché applicata su scala nazionale mediante una legge che ha consentito a tutti coloro che avessero debiti con lo Stato di mettersi in regola pagando meno del dovuto. Ma, di preciso, cos’è e come funziona il saldo e stralcio?

In realtà, come ti spiegherò nel corso dell’articolo, il saldo e stralcio consente a qualsiasi debitore di pagare e di liberarsi del proprio debito. Perché possa operarsi in tale maniera, però, occorre necessariamente il consenso del creditore: secondo le norme del codice civile, infatti, il creditore ha diritto all’intera prestazione e può perfino rifiutare quella parziale, se ne ha un valido motivo. Affinché il saldo e stralcio funzioni, dunque, occorre obbligatoriamente l’assenso del creditore.

Quando il saldo e stralcio è operato sulle somme dovute allo Stato, ciò è possibile proprio in ragione di un provvedimento che consenta ciò. Se l’argomento ti interessa, magari perché sei in debito e pensi di avvalerti di questa procedura, allora prosegui nella lettura: ti saranno sufficiente dieci minuti per capire cos’è il saldo e stralcio e come funziona.

Saldo e stralcio: cos’è?

In linea di massima, il saldo e stralcio è la procedura che consente a una persona di liberarsi del proprio debito pur non onorandolo completamente. La locuzione rende bene l’idea: “saldo” vuol dire che l’obbligazione è adempiuta, mentre “stralcio” sta a significare che il pagamento riguarda solamente una parte.

Saldo e stralcio: cosa riguarda?

Il saldo e stralcio riguarda ovviamente i debiti, di qualsiasi tipo essi si trattano. Un saldo e stralcio può essere fatto tra privati, tra privati e aziende, tra società e perfino nei rapporti con lo Stato.

Il tipico saldo e stralcio è quello che avviene con l’accettazione di una proposta transattiva. Facciamo un esempio per rendere bene l’idea.

Tizio ha prestato a Caio diecimila euro. Nonostante l’impegno assunto, Caio non può onorare il debito e propone a Tizio di chiudere la questione con il pagamento di settemila euro. Tizio, pur di recuperare qualcosa, accetta il pagamento che, seppur parziale, finisce per diventare completamente liberatorio per Caio, al quale viene rilasciata una ricevuta di pagamento a saldo e stralcio dell’intero debito.

Saldo e stralcio: quando conviene?

La procedura di saldo e stralcio, sebbene lasci il creditore con l’amaro in bocca per le somme non recuperate, è spesso un’arma vincente, tanto per il debitore quanto per il creditore stesso.

In linea di massima, possiamo affermare che il saldo e stralcio conviene tutte le volte in cui il creditore sa che non potrà vedersi pagata per intera tutta la somma che gli spetta. Ciò accade quando il debitore ha scarse disponibilità economiche a disposizione, oppure è addirittura nullatenente.

In ipotesi del genere, conviene al creditore accettare subito una somma ridotta e chiudere la partita anziché intraprendere una lunga, costosa e incerta procedura giudiziaria di recupero coattivo del credito.

Detta in parole davvero semplici, il saldo e stralcio ubbidisce all’antica regola del «pochi, maledetti e subito» che coloro che esercitano la libera professione conoscono molto bene.

Il saldo e stralcio, al contrario, potrebbe non convenire allorquando le somme a cui si rinuncerebbe siano ingenti e vi sarebbe, peraltro, la possibilità di recuperarle in qualche modo.

Pensa ad esempio al creditore che vanti un’ipoteca sull’immobile del debitore: in un’ipotesi del genere, il creditore si trova in una posizione molto forte in quanto il suo diritto di credito è garantito. Dunque, rinunciare a una parte dei soldi per chiudere subito la situazione potrebbe non giovargli. Ovviamente, ogni valutazione è rimessa al caso concreto.

Saldo e stralcio: come funziona?

Il saldo e stralcio tra privati (persone fisiche o giuridiche che siano) è molto semplice: colui che accetta il pagamento ridotto deve mettere nero su bianco tale volontà, rilasciando al debitore una quietanza in cui dichiara di accettare il pagamento, a saldo e stralcio della posizione debitoria.

Molto spesso, in luogo (o insieme) alla locuzione “a saldo e stralcio” si inserisce quella (sostanzialmente equivalente) in cui il creditore asserisce di “non avere null’altro a pretendere”.

Insomma: per aversi un saldo e stralcio occorre che il creditore accetti formalmente il pagamento in misura ridotta, dichiarando estinto il debito. Se non fosse così, si avrebbe solamente un adempimento parziale, il quale per sua natura lascia in vita la restante parte di obbligazione.

Saldo e stralcio per i debiti pubblici: cos’è?

Come detto in apertura, se oggi il saldo e stralcio è noto praticamente a tutti gli Italiani è perché lo Stato ne ha fatto un largo uso in determinati momenti storici (e politici).

Il saldo e stralcio per i debiti con lo Stato non è altro che un condono: lo Stato italiano rinuncia a una parte del suo credito nei confronti della popolazione in luogo del pagamento in misura ridotta del debito.

Detto ancora in altra parole, il saldo e stralcio che offre lo Stato consiste in una vera e propria proposta transattiva: se il cittadino debitore dell’Agenzia delle Entrate (o, in generale, di una pubblica amministrazione) accetta di pagare, entro un determinato periodo di tempo, una percentuale del suo debito, lo Stato rinuncia alla rimanente parte.

Insomma: lo Stato scende a patti pur di incassare (poco ma) subito. È una specie di sconto, di offerta speciale che lo Stato propone ai suoi cittadini.

Il perché del saldo e stralcio dello Stato è semplice: come detto qualche paragrafo fa, lo Stato sa che non potrà recuperare tutto il credito che vanta nei confronti degli italiani, soprattutto nei riguardi di coloro che sono (almeno apparentemente) nulla tenenti.

Per tale ragione, anziché attendere la fine di un lungo contenzioso giuridico, lo Stato offre ai cittadini la possibilità di mettersi in regola pagando solo una parte del debito (un’unica o in più soluzioni), a saldo e stralcio dell’intera obbligazione.

Attenzione, però: il debitore che non rispetta le condizioni del saldo e stralcio (ad esempio, che non ha pagato tutte le rate) perde per il beneficio e tornerà ad essere debitore per intero nei confronti dello Stato.

Saldo e stralcio con lo Stato: è sempre cosa buona?

Il saldo e stralcio è sempre cosa positiva per il debitore, questo è chiaro; male che vada, tornerà a essere debitore come prima.

Il saldo e stralcio dei debiti nei confronti dello Stato non è però visto di buon occhio da tutti; la ragione è molto semplice: il condono (parziale) del debito che avviene con la procedura di saldo e stralcio è una sorta di incentivo a non pagare le tasse.

In pratica, l’evasore può sempre sperare nella rottamazione delle cartelle di pagamento che avviene con il saldo e stralcio, con tanto di beffa nei riguardi di coloro che, invece, pagano regolarmente.

Dunque, il saldo e stralcio deve figurarsi sempre come soluzione eccezionale e non ordinaria: se così fosse, tutti potrebbero pensare di non pagare tasse e tributi, tanto poi arriva il condono a mettere le cose a posto.

In genere, lo Stato ricorre al saldo e stralcio quando sono in atto gravi crisi economiche che mettono a repentaglio la tenuta economica e sociale della Nazione. Da questo punto di vista, il saldo e stralcio può essere una mossa vincente sia per evitare il malcontento popolare che per dare respiro alle casse dello Stato, le quali incasserebbero nell’immediato.

Saldo e stralcio con lo Stato: come funziona?

La procedura di saldo e stralcio che abbia ad oggetto debiti dei cittadini nei confronti dello Stato è possibile solamente nelle ipotesi in cui sia la legge a prevederlo. In altre parole, il saldo e stralcio deve essere offerto dallo Stato.

Quando ciò accade, la procedura è individuata dalla legge stessa: e così, si potrà avere un condono fiscale che riguardi solamente determinati tipi di debito; un condono che consenta il saldo e stralcio solamente se il pagamento avviene in una rata; un condono che cancelli perfino gli interessi e le sanzioni.

Insomma: le modalità del saldo e stralcio per i debiti pubblici sono stabilite dallo Stato stesso.

Saldo e stralcio e rottamazione delle cartelle: cos’è?

Uno dei più noti e recenti saldo e stralcio proposti dallo Stato è avvenuto nel 2018 con una legge [1] che ha introdotto la rottamazione delle cartelle, cioè una riduzione delle somme dovute per i contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica.

L’agevolazione ha riguardato solo le persone fisiche e alcune tipologie di debiti riferiti a carichi affidati all’Agente della riscossione in un determinato lasso di tempo (dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017).

Il saldo e stralcio del 2018 ha avuto ad oggetto i carichi derivanti dagli omessi versamenti dovuti in autoliquidazione, in base alle dichiarazioni annuali, e quelli derivanti dai contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

Come detto, il saldo e stralcio del 2018 ha riguardato esclusivamente le persone fisiche che versavano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, così dimostrata:

  • il valore Isee riferito al proprio nucleo familiare non doveva essere superiore a 20mila euro;
  • in alternativa, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione al saldo e stralcio, doveva risultare già presentata la procedura di liquidazione del patrimonio.

Oltre alla riduzione degli importi dovuti, il saldo e stralcio del 2018 ha previsto anche l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Successivamente, una nuova legge [2] ha riaperto i termini per aderire al saldo e stralcio con lo Stato, fissando una nuova scadenza per presentare la domanda di adesione.

Nel 2020, per via dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, un nuovo provvedimento [3] è intervenuto sulla disciplina del saldo e stralcio per consentire una maggiore flessibilità nei pagamenti delle rate in scadenza nel 2020.


note

[1] Legge n. 145/2018.

[2] Decreto Legge n. 34/2019 (cosiddetto decreto Crescita), convertito con modificazioni dalla L. n. 58/2019.

[3] Decreto Legge n. 34/2020 (cosiddetto decreto Rilancio), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020.

Autore immagine: Depositphotos.com


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