Autovettura bloccata da motorino: è reato? 

25 Agosto 2020 | Autore:
Autovettura bloccata da motorino: è reato? 

Cosa fare se all’uscita del proprio garage si ritrova un veicolo parcheggiato, che ne impedisce il passaggio? Si può denunciare il proprietario?

Cosa c’è di meglio, in queste giornate estive, di uscire dal proprio garage con il proprio veicolo per una bella passeggiata? Quante volte, però, ti è capitato di trovare il veicolo di qualche incivile parcheggiato davanti al garage, in barba al cartello di divieto affisso sulla tua saracinesca? Quanti ritardi hai cumulato per via di queste persone? Ti sei chiesto cosa puoi fare per impedire che ciò riaccada nuovamente? Quali sono le conseguenze a cui l’autore va incontro? In questo articolo, avrai la risposta a tutte le tue domande. Dopo aver verificato come si forma un passo carrabile, scoprirai cosa accade in caso di autovettura bloccata da motorino: è reato? In particolare, vedrai quali conseguenze sono previste per chi blocca l’accesso al garage e, in particolare, scoprirai se anche l’accesso limitato, e non del tutto ostruito, possa configurare un illecito civile, anche penale.

Garage e passo carrabile

Al fine di evitare che altri conducenti di veicoli possano parcheggiare dinanzi il tuo garage in modo legale, impedendoti, però, di uscire con il tuo mezzo di locomozione, occorrerà istituire un passo carrabile.

Con questo termine [1], si indica uno sbocco di un’area privata che confluisce su un’area pubblica ma che, allo stesso tempo, è idoneo alla sosta, o alla circolazione di un veicolo.

Se il passo carrabile taglia un’opera, quale un marciapiede, allora viene definito ordinario, mentre se è situato sullo stesso livello della strada viene definito “a raso”.

Purtroppo, non è sufficiente l’esistenza in natura del passo carrabile per vietare agli altri conducenti di sostare davanti la tua area privata, così impedendo di creare un ostacolo per l’uscita del tuo autoveicolo.

Cosa occorre per istituire passo carrabile?

Comprare il cartello raffigurante il divieto di sosta è sì elemento necessario, ma non sufficiente per vietare agli altri di parcheggiare dinanzi il tuo garage. Molti continuano a valersi di questa prassi come deterrente, ma è una pratica illegale, che non solo non consente di impedire ad altri di parcheggiare, ma in più fa conseguire la comminazione di una sanziona amministrativa da un minimo di euro 168 ad un massimo di euro 674 [2]. Stesse conseguenze sono previste nel caso inverso in cui esiste un’autorizzazione, ma è assente il cartello con tutti gli estremi autorizzativi.

Pertanto, per vietare il parcheggio dinanzi al tuo garage, occorrerà ottenere la relativa autorizzazione da parte del comune del luogo in cui è situato il garage.

Dovrai, anzitutto, presentare una domanda allegando:

  • la planimetria dell’immobile e dell’accesso,
  • la documentazione fotografica dell’accesso,
  • le marche da bollo richieste dalla legge.

Da quel momento, partirà l’iter amministrativo che, a seguito delle opportune verifiche, porterà al rilascio dell’autorizzazione e dell’apposito cartello da affiggere sul proprio garage.

Per essere valido, il cartello dovrà essere munito:

  • del nome e dello stemma del comune che ha rilasciato l’autorizzazione,
  • del numero dell’autorizzazione,
  • della scritta “passo carrabile”,
  • del segnale di divieto di sosta.

Cosa succede se trovi veicolo davanti garage?

Se, in presenza di un passo carrabile regolare, dovessi bloccare il passaggio del proprietario del garage, allora rischieresti grosso, in quanto la tua condotta configurerebbe un illecito penale.

Infatti, tale comportamento, secondo la giurisprudenza nazionale, costituisce il reato di violenza privata [3] che punisce chiunque, con violenza, o minaccia, costringa altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa. La pena prevista può arrivare alla reclusione fino a quattro anni!

Stesso discorso dovrà farsi nel caso in cui un automobilista rifiuti di spostare il proprio veicolo in modo tale da ostacolare l’accesso, e non l’uscita, al garage da parte del proprietario [4].

Il reato si configura anche nel caso in cui il soggetto che ostruisce l’accesso, o l’uscita, non abbia la reale intenzione di limitare l’altrui libertà di movimento; infatti, ai fini della configurabilità del delitto in questione, l’elemento della violenza viene concepito nel suo significato più esteso, ricomprendendo qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente un soggetto della libertà di determinazione e di azione.

Motorino blocca uscita: è reato?

Ma questo reato può configurarsi anche nel caso in cui ad ostruire il passaggio sia un motorino? L’ultima pronuncia della Cassazione [5] ha confermato quello che ormai sembra essere un orientamento consolidato dalla giurisprudenza.

La questione riguardava, per l’appunto, il parcheggio di un motoveicolo che, con la sua presenza, aveva limitato all’autovettura lo spostamento, seppur per poco tempo. La Cassazione, tuttavia, ha confermato quanto sentenziato dalla corte di appello in merito alla condanna per il reato di violenza privata.

A nulla sono servite le giustificazioni dell’autore della condotta secondo il quale il blocco si sarebbe esaurito in pochi minuti, per di più con un mezzo che non ostruiva completamente il passaggio all’autovettura, ma rendeva l’uscita più difficoltosa.

Secondo i giudici, però, queste giustificazioni sono del tutto irrilevanti. Infatti, la natura di reato istantaneo riconosciuta dalla giurisprudenza al delitto di violenza privata, rende irrilevante, per la consumazione dello stesso, che la condotta criminosa si protragga per poco o tanto tempo.

Con riguardo, invece, alla giustificazione relativa all’esistenza di una via più difficoltosa da seguire, è stato ancora una volta ribadito come il requisito della violenza, ai fini della configurabilità del delitto, debba intendersi come qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente della libertà di determinazione e di azione la persona offesa, costretta a fare, tollerare o omettere qualcosa contro la propria volontà.

Pertanto, anche il rendere l’azione di entrata, o di uscita, del garage più difficoltosa rispetto alla normalità, può integrare il reato di violenza privata e, quindi, provocare le conseguenze penali previste.

Cosa fare?

Se anche tu hai subìto tale situazione, in via immediata, dovrai chiamare le forze dell’ordine al fine di ricevere un aiuto immediato, tramite l’arrivo di un carro attrezzi che possa spostare coattivamente il veicolo che ti intralcia.

Successivamente, potrai denunciare l’accaduto, utilizzando due vie:

  • recandoti presso il commissariato di polizia, o in caserma dei carabinieri e dichiarando tutto quello che è successo ad un funzionario, che avrà cura di redigere la querela per conto tuo;
  • recarti presso uno studio legale, che si occuperà della redazione e del deposito della querela presso la procura

note

[1] Art. 3, n. 37, Cod. Str.

[2] Art. 22, comma 11, Cod. Str.

[3] Art. 610 c.p.

[4] Cass. pen., sez. V, n.603/2011 del 18.11.2011

[5] Cass. pen., sez. V, n.16967/2020 del 04.06.2020


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