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Divorzio: il TFR alla moglie va calcolato al netto dell’anticipo

30 Ottobre 2013
Divorzio: il TFR alla moglie va calcolato al netto dell’anticipo

Il 40% del TFR che spetta al coniuge in caso di divorzio va calcolata al netto dell’anticipo corrisposto nel corso del rapporto di lavoro.

Come noto, al coniuge divorziato, purché non risposato, spetta il 40% del TFR (trattamento di fine rapporto o volgarmente detto “buonuscita”) percepito dall’altro coniuge al momento di cessazione del rapporto di lavoro. Detta percentuale va determinata solo sul TFR percepito per quegli anni di lavoro in cui la coppia è stata regolarmente sposata (leggi l’articolo: “Quota del TFR spettante al coniuge divorziato”).

Con una sentenza di ieri [1], poi, la Cassazione ha precisato altri due aspetti non meno importanti.

1) La quota di Tfr che spetta al coniuge va quantificata al netto degli acconti sul Tfr già corrisposti al dipendente, in precedenza, durante il rapporto di lavoro.

È sbagliato dunque far riferimento all’intero Tfr liquidato all’ex coniuge, comprensivo degli acconti percepiti prima dell’instaurazione del giudizio divorzile. Insomma, il coniuge beneficiario può ottenere una quota di Tfr calcolata solo su quanto viene effettivamente corrisposta al lavoratore dopo la sentenza di divorzio.

2) La quota del Tfr che spetta al coniuge va rapportata all’importo al netto delle tasse e non sul lordo. In caso contrario, infatti, il marito sarebbe tenuto a corrispondere alla moglie una quota in relazione a un importo dallo stesso non percepito, poiché gravato dal carico fiscale.


note

[1] Cass. sent. n. 24421 del 29.10.13.


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