Cronaca | News

L’inflazione scende ma il costo della vita sale: ecco perché

15 Giugno 2020
L’inflazione scende ma il costo della vita sale: ecco perché

Il calo generale è dello 0,2% ma i prodotti alimentari nel carrello della spesa aumentano del 2,4% e in alcuni casi molto di più: è una stangata per le famiglie.

Sorpresa nei dati sull’andamento dell’inflazione di maggio, comunicati oggi dall’Istat: è negativa, con una diminuzione dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua, mentre ad aprile, in pieno lockdown, si era mantenuta stabile e invariata.

È la prima volta che succede da ottobre 2016 (quando la flessione dell’indice generale fu pari a -0,2%); tuttavia stavolta a provocare questo andamento è stato soprattutto il forte calo dei prezzi dei carburanti, che ha spinto la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici a livelli (-12,7%) che non si registravano da luglio 2009 (quando la flessione fu del -14,6%). Togliendo i prodotti energetici, l’inflazione sale a +1,0% e i prezzi dei beni alimentari corrono più degli altri (+2,4) anche se rallentano di un decimo di punto rispetto ad aprile.

La flessione generale dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (al lordo dei tabacchi), spiega l’Istat in una nota diffusa dall’Adnkronos, «è imputabile prevalentemente alla marcata dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che accentuano il loro calo (da -7,6% a -12,2%). L”inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono stabili rispettivamente a +0,8% e a +1,0%».

Anche la flessione congiunturale dell’indice generale, spiega ancora l’istituto di statistica, «è dovuta per lo più alla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-4,2%), solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,2%)». In sintesi, l’inflazione acquisita finora nel 2020 dall’Istat «è pari a -0,1% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo» mentre ‘indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, «registra una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% su base annua».

Nel dettaglio, però, il carrello della spesa contiene anche alcuni aumenti: a maggio «i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente da +2,5% a +2,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,8% di aprile)», rileva l’Istat.

C’è un fenomeno che stavolta ha inciso sulle rilevazioni compiute: «gli indici dei prezzi al consumo di maggio – ricorda l’Istat – sono stati elaborati nel contesto dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus in Italia, che ha visto prolungarsi la sospensione delle attività di ampi segmenti dell’offerta di beni e servizi di consumo. L’impianto dell’indagine sui prezzi al consumo, basato sull’utilizzo di una pluralità di canali per l’acquisizione dei dati, ha consentito di ridurre gli effetti negativi dell’elevato numero di mancate rilevazioni».

Ma la Coldiretti registra, invece, un dato ben superiore, evidenziando che nel carrello della spesa rilevato dall’Istat balzano verso l’alto i prezzi al consumo di alcuni prodotti alimentari, come il pesce surgelato (+5%), i salumi (+3,7%), la frutta (+7,9%), la verdura (+5,3%), il latte (+3,5%), i formaggi (+2,4), l’acqua minerale (+2,3) e la carne (+2,7%); tutto questo «in controtendenza con l’andamento generale che su base tendenziale vede il Paese in deflazione (-0,2%)».

A incidere sulle quotazioni – sottolinea la Coldiretti – «sono stati i problemi di ristoranti, bar, agriturismi e, in molte regioni, anche di mercati rionali e degli agricoltori che, moltiplicando le offerte, ampliano la concorrenza aumentando le possibilità di scelta dei consumatori. Una situazione che ha favorito le speculazioni al ribasso nei campi e nelle stalle con il taglio ai compensi pagati agli agricoltori e agli allevatori, dalla carne al latte fino a molti ortaggi».

Secondo la Federconsumatori il dato dell’inflazione misurata dall’Istat «appare fortemente sottostimato, poiché i prezzi registrati da Federconsumatori e segnalati dai cittadini mostrano invece aumenti consistenti, in particolare nell’agroalimentare e per i beni della cura della casa e della persona. Basti pensare che dalle nostre rilevazioni emergono incrementi fino al +35% solo per i generi alimentari», segnala l’associazione.

Per l’Unione Nazionale Consumatori «la deflazione è solo un effetto ottico dovuto al lockdown. Ovvio che i prezzi, mentre i negozi erano chiusi, non potevano salire. Il calo dei carburanti, poi, ha fatto il resto. Si conferma, però, la stangata per i prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche prima della riapertura generale, che calano solo lievemente da +2,5% di aprile a +2,4% di maggio. Insomma, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unc.

«Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, – osserva Dona – in teoria la deflazione dovrebbe portare ad una riduzione della spesa, ma in pratica, visto che gli italiani non hanno potuto sfruttare appieno la riduzione dei prezzi, non potendo andare a fare la spesa come prima, salvo negli ultimi giorni di maggio, quello che incide è solo il carrello della spesa, che a +2,4% implica un aumento del costo della vita, per i soli acquisti di tutti i giorni, di 212 euro su base annua. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo per le compere quotidiane è di 186 euro, per una famiglia media sono 154 euro».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube