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Come contestare una multa per guida al telefono

26 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare una multa per guida al telefono

Ricorso multa per cellulare alla guida: quali sono i principali motivi di contestazione? Quando conviene fare ricorso al prefetto e quando al giudice di pace?

Guidare con il cellulare in mano è vietato; è tuttavia consentito poter telefonare e rispondere alle chiamate avvalendosi di mezzi che consentano di fare ciò senza distogliere l’attenzione dalla guida: pensa all’utilizzo del vivavoce oppure degli auricolari. Insomma: garantendo la massima sicurezza mentre si è al volante, è possibile chiamare e ricevere telefonate. Se, invece, si è beccati con il cellulare all’orecchio mentre si è alla guida, allora scatta la sanzione. Con questo articolo cercheremo di capire come contestare una multa per guida al telefono.

Sia chiaro: guidare con il cellulare in mano è sbagliatissimo, trattandosi di condotta che mette a repentaglio la propria e l’altrui incolumità. Tuttavia, non ogni multa per guida col cellulare è sacrosanta: ve ne sono alcune, infatti, decisamente sbagliate che giustamente meritano di essere impugnate e annullate. Non va poi dimenticato che, nel diritto, la forma è sostanza: ciò significa che anche nelle ipotesi in cui l’infrazione al precetto di legge è lampante, l’autorità deve procedere rispettando una determinata procedura, discostandosi dalla quale offre il fianco alle obiezioni del trasgressore. È dunque possibile contestare una multa per guida al telefono? Quando? In che modo? Scopriamolo insieme.

Guida con cellulare: multe e sanzioni

La guida con cellulare è punita dal codice della strada sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 165 a 661 euro.

Si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

Dunque, chi è recidivo, cioè chi si fa trovare due volte alla guida del proprio veicolo con lo smartphone all’orecchio, rischia non solo di dover pagare una multa salata, ma anche di vedersi sospesa la patente di guida.

Guida con cellulare: quando non è sanzionabile?

Come detto in premessa, non è sanzionabile il conducente che utilizza il cellulare mentre è al volante se impiega strumenti idonei a garantire la sicurezza della guida: stiamo parlando di auricolari, vivavoce, collegamento dello smartphone con l’impianto stereo dell’auto via bluetooth, e di qualsiasi altro mezzo che consenta di utilizzare lo smartphone senza che il conducente sia distolto dalla guida.

Multa per guida al telefono: notifica

L’infrazione per cellulare alla guida va contestata immediatamente: ciò significa che l’agente che accerta la violazione deve fermare subito il conducente ed elevargli il verbale.

La contestazione può essere differita solamente se sia stato del tutto impossibile procedere a quella immediata: è il caso di colui che, guidando con il cellulare, sfrecci via velocemente, non consentendo alle autorità di poterlo fermare.

Di questa circostanza deve essere fatta menzione all’interno del verbale: in caso contrario, è possibile contestare la multa e chiederne l’annullamento.

È appena il caso di ricordare che la multa per guida al telefono, se contestata in maniera differita, deve essere notificata entro novanta giorni dall’accertamento del fatto: in caso contrario, è possibile contestare il difetto di notifica, con conseguente nullità della multa.

Chiamata urgente: si può telefonare alla guida?

Uno dei motivi di contestazione della multa per guida al telefono può essere quello riguardante l’urgenza della telefonata. Mi spiego meglio.

Una telefonata indifferibile, dettata da comprovati motivi di assoluta urgenza, potrebbe scagionare colui che è stato beccato in flagrante mentre era al volante col telefono all’orecchio.

In un caso del genere, però, occorrerà dimostrare che:

  • la telefonata (o la risposta alla telefonata) non era rimandabile per motivi di assoluta necessità: è il caso, ad esempio, di chi si sta recando in ospedale per ricoverare d’urgenza il passeggero che è con sé, e la chiamata serve per avvisare il proprio medico di fiducia affinché si faccia trovare pronto al nosocomio;
  • non era possibile l’impiego di strumenti alternativi, quali gli auricolari, il vivavoce, ecc.

Una chiamata urgente potrebbe pertanto essere scusabile, ma solo se è possibile dimostrare che essa serviva per evitare un danno irreversibile.

Ovviamente, provare una cosa del genere non è sicuramente la cosa più facile di questo mondo: è bene pertanto dotarsi di tutti i mezzi necessari per sostenere la propria tesi, avvalendosi ad esempio di testimoni e di documentazione idonea.

Per approfondire questo specifico argomento, ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo Multa per guida con cellulare: come difendersi.

Vizi formali della multa per guida al telefono

Nel caso in cui la multa per guida al telefono sia stata regolarmente contestata e il conducente non aveva scusanti per la propria condotta, allora non resta che provare a impugnare la sanzione per vizi formali.

I vizi formali di una multa sono quelli che riguardano la modalità di compilazione del verbale con cui si contesta l’infrazione.

I vizi sono formali perché non riguardano il fatto in sé per sé (che è comunque accaduto), ma semplicemente la compilazione del verbale.

Dunque, può costituire un vizio formale di una multa per guida col telefono l’errata indicazione della targa del veicolo, quando lo sbaglio sia in grado di non rendere identificabile il mezzo stesso, oppure un evidente abbaglio nell’indicare l’orario o la strada su cui è avvenuta l’infrazione.

Più in generale, costituiscono vizi di forma tutti quelli che riguardano gli elementi essenziali del verbale di costatazione dell’illecito. Nella multa (o meglio, nel verbale) l’autorità deve sempre indicare:

  • data, ora e località nei quali la violazione è avvenuta;
  • generalità e residenza del trasgressore ed estremi della sua patente di guida, se immediatamente identificato;
  • indicazione del proprietario del veicolo, quando non sia stato immediatamente identificato il trasgressore;
  • tipo del veicolo e numero di targa;
  • citazione della norma violata;
  • sommaria descrizione del fatto;
  • eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione;
  • somma da pagare, termini e modalità di pagamento, ufficio o comando presso cui lo stesso può essere fatto e numero di conto corrente bancario o postale che può eventualmente essere usato;
  • eventuali sanzioni accessorie previste per l’infrazione (sospensione della patente, revoca, ecc.);
  • autorità competenti presso cui fare ricorso;
  • firma del trasgressore (se non rifiuta);
  • nominativo e firma degli agenti accertatori.

L’assenza di anche solo uno di questi elementi costituisce un vizio formale del verbale, tale da legittimare il ricorso per farne valere l’annullamento.

Multa guida con cellulare: come fare contestazione?

Se si intende contestare una multa per guida al telefono si potrà procedere con ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla contestazione, oppure con ricorso al prefetto territorialmente competente entro 60 giorni, decorrenti sempre dalla contestazione (immediata o differita).

Ricorso al prefetto per cellulare alla guida

Il ricorso al prefetto è conveniente nei casi in cui si intenda procedere alla contestazione di un vizio formale della multa per guida al telefono.

Il ricorso, redatto personalmente, può essere spedito a mezzo raccomandata a/r direttamente alla sede della Prefettura oppure all’organo che ha predisposto materialmente il verbale (ad esempio, la sede della polizia municipale, ecc.); in quest’ultimo caso, saranno i verbalizzanti ad avere cura di trasmettere il ricorso al prefetto.

Per redigere materialmente il ricorso al prefetto contro una multa con targa errata non occorrono formalità: è sufficiente spiegare i motivi dell’impugnazione e chiedere espressamente l’annullamento della multa. Il ricorso non ha alcun costo.

Al ricorso va allegata copia del verbale di contestazione dell’infrazione stradale, nonché ogni altro tipo di documentazione che si ritiene che il prefetto debba esaminare.

All’interno del ricorso al prefetto è possibile chiedere l’audizione personale: in questo caso, il prefetto, prima di decidere, dovrà obbligatoriamente convocare il ricorrente per sentirlo di persona.

Il prefetto decide sul ricorso entro 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso è stato spedito dal ricorrente direttamente al prefetto.

Nel caso in cui, in tali termini, non giunga alcuna risposta, allora il ricorso deve intendersi accolto, con esito favorevole per il ricorrente.

Se invece, entro i termini anzidetti, il ricorso è espressamente rigettato, l’organo accertatore provvederà, entro 150 giorni, a notificare al ricorrente il provvedimento di rigetto e, contestualmente, un’ordinanza di ingiunzione di pagamento.

Devi sapere, infatti, che quando il prefetto respinge un ricorso, al ricorrente è ingiunto il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo edittale previsto l’infrazione al codice della strada.

In caso di notifica oltre il termine previsto (150 giorni), si estingue l’obbligo di pagare la somma dovuta.

Ricorso al giudice di pace per cellulare alla guida

Il ricorso al giudice di pace contro la multa per guida al telefono è alternativo a quello al prefetto (nel senso che non è possibile fare prima l’uno e poi l’altro), e conviene ogni volta che si voglia contestare un vizio sostanziale della multa.

Nel nostro caso, la contestazione al giudice di pace è utile per dimostrare, ad esempio, lo stato di necessità che ha giustificato l’utilizzo del cellulare mentre si era alla guida.

Il ricorso va presentato entro il termine inderogabile di trenta giorni dall’avvenuta contestazione (immediata o differita) della violazione.

Il ricorso al giudice di pace può essere inviato attraverso raccomandata con avviso di ricevimento oppure depositato personalmente in cancelleria. Come per il ricorso al prefetto, dunque, non occorre l’assistenza obbligatoria di un avvocato, nemmeno per stare in giudizio.

Il ricorso al giudice di pace ha un costo iniziale: chi intende proporre questa impugnazione deve pagare un contributo unificato il cui importo varia a seconda della sanzione pecuniaria.

Per una contravvenzione stradale che non supera i 1.100 euro, il contributo unificato costa 43 euro; per importi superiori, invece, il contributo costa 98 euro. A ciò bisogna aggiungere una marca da bollo da 27 euro.


note

Autore immagine: Depositphotos.com


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